La notizia hot è che è stato isolato un enzima CRISPR capace di funzionare fino a 100 gradi centigradi. Questa foto mostra una fase del campionamento presso le sorgenti calde del Parco dello Yellowstone, che ha portato a questo paper suPnase alla scoperta di IgnaviCas9, la nuova nucleasi tollerante al calore.
Vincere un premio prestigioso come il Louis-Jeantet non è soltanto
un grande onore. È anche e soprattutto un’occasione per rilanciare gli sforzi
in vista di traguardi ancora più ambiziosi. Quando un filone di ricerca viene premiato,
infatti, si rafforza ulteriormente agli occhi della comunità scientifica, attirando
l’interesse delle menti migliori e alimentando sinergie. Gli allori ricevuti,
inoltre, rappresentano una garanzia per rinnovare il patto con i donatori, perché
testimoniano il buon uso delle donazioni ricevute in passato. In questo senso
il Louis-Jeantet Prize attribuito a Luigi Naldini per il 2019 vale ancora di
più del generoso montepremi stanziato dall’omonima Fondazione con base a
Ginevra.
Gli entusiasmi della prima ora iniziano a raffreddarsi un pochino, a giudicare dalla prima analisi dei cinguettii su CRISPR che sono risuonati su Twitter negli ultimi anni. E fin qui non c’è niente di strano, un certo décalage anzi era prevedibile e fisiologico. Ma qualche sorpresa c’è, nello studio pubblicato da autori svizzeri su bioRxiv.
La Cina è la prossima superpotenza biotech e la nazione dell’innovazione. Parola di Nature Biotechnology che nel numero di novembre dedica l’editoriale e un approfondimento all’esplosione delle scienze della vita in Cina.
Ho visto Unnatural Selection, la docuserie in quattro puntate sull’editing genomico e il mio consiglio è: guardatela. Perché insieme alle cose pessime ne contiene di buone. E perché la stanno guardando in tanti su Netflix, dunque è destinata a influenzare la percezione pubblica delle biotecnologie di nuova generazione. Tre aggettivi per descriverla: sensazionalistica, confusa, a tratti molto interessante.
Prima è arrivato l’editing genomico classico, e per spiegare come funziona i ricercatori hanno usato la metafora delle forbici che tagliano il DNA. Poi è stato sviluppato il “base editing”, e lo hanno paragonato alla correzione manuale di un testo, fatta con gomma e matita. Ora che sulla scena si affaccia un altro approccio innovativo alla modificazione genetica, come possiamo descriverlo? “Immaginate un programma di videoscrittura al posto delle forbici e della matita”, ha detto David Liu presentando l’ultima tecnica messa a punto nel suo laboratorio al Broad Institute di Boston, durante la conferenza stampa organizzata da Nature.
CRISPR si è evoluto nei batteri, come arma di difesa dalle infezioni virali. Ma ora i ricercatori stanno puntando la stessa arma contro i batteri stessi, nella speranza di sventare una delle minacce più gravi per la salute globale: la resistenza agli antibiotici. (Continua sul sito dell’Osservatorio Terapie Avanzate)