Bambine CRISPR. A che punto siamo un anno dopo l’annuncio shock

Il 26 novembre del 2018 l’Associated Press batteva la notizia dei primi esseri umani geneticamente modificati prima di nascere, pubblicando il video-annuncio di un biofisico cinese di nome He Jiankui. Due giorni dopo lo scienziato veniva scortato sul palco del Summit internazionale sull’editing del genoma umano in corso a Hong Kong per la prima e unica presentazione ufficiale dei dati, seguita da un dibattito con domande incalzanti e risposte evasive.

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Histoire d’He. Dallo shock alla moratoria

gettyimages-463014801Sono passati più di tre mesi da quando He Jiankui ha comunicato al mondo la nascita dei primi esseri umani geneticamente editati, e nel frattempo le riflessioni maturate all’interno della comunità scientifica si sono concretizzate nella richiesta di una moratoria internazionale su questo genere di esperimenti. All’azione (avventata) di un oscuro ricercatore dell’università SUSTech di Shenzhen è seguita la reazione (condivisibile) di diciotto fra i più affermati genetisti e bioeticisti di sette paesi. (L’articolo continua sul sito dell’Osservatorio Terapie Avanzate)

Embrioni editati in Usa. Fu vero exploit?

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H. Ma et al./Nature

Un anno fa il gruppo di Shoukhrat Mitalipov pubblicava su Nature il suo grande exploit sull’editing di embrioni umani. Lo scienziato della Oregon Health and Science University era riuscito a correggere il gene che causa una malattia cardiaca (MYBPC3) iniettando il sistema CRISPR negli ovociti appena fecondati, ma soprattutto riportava un’efficienza mai ottenuta prima dai gruppi rivali. Oggi sempre Nature fa il punto su quei risultati, pubblicando due analisi critiche e un aggiornamento dello stesso Mitalipov che difende i propri dati e rilancia. Il caso, insomma, è ancora aperto e il dibattito è destinato a continuare. Continua a leggere

Un morso alla torta bioetica di CRISPR

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Sono oltre 60 i pareri ufficiali sull’editing degli embrioni pubblicati dalla comunità internazionale (senza contare quelli italiani). Carolyn Brokowski, della Yale School of Medicine, li ha letti e analizzati sul nuovo numero del CRISPR Journal. Basta un colpo d’occhio al suo grafico a torta per farsi un’idea delle posizioni in campo. Continua a leggere

Quale uso di CRISPR vi preoccupa? Via al televoto

Muse torta televoto

Il pubblico che si è recato al Muse per l’incontro su CRISPR del 6 aprile è stato invitato a esprimersi su alcune applicazioni possibili, prima di ascoltare il dialogo tra Anna Cereseto e me, moderato da Nicla Panciera. Una cinquantina di persone hanno deciso di partecipare al minisondaggio votando in modo anonimo con il proprio smartphone. Le piante editate hanno raccolto zero voti. Sorpresi? Ecco il mio commento, per chi volesse saperne di più.

La Cina ci riprova. In sordina

huang

Di nuovo la Cina. Di nuovo Huang. Ancora una pubblicazione lampo su Protein & Cell. A due anni di distanza esce un altro lavoro del gruppo che nel 2015 aveva editato i primi embrioni umani, attirando su di sé i riflettori di tutto il mondo e convincendo la comunità scientifica internazionale a organizzare un summit su rischi e opportunità dell’editing genomico. Ancora una volta il bersaglio è il gene responsabile della beta-talassemia. Questa volta però si tratterebbe di embrioni clonati a partire da cellule adulte, anziché di embrioni scartati dalle cliniche di fecondazione assistita perché dotati di vistose anomalie cromosomiche, come era accaduto nel 2015. Anziché usare la versione classica di CRISPR, è stata impiegata una variante detta “base editor” che muta una singola base senza tagliare la doppia elica del DNA. La notizia sta circolando tra gli addetti ai lavori, ma non ha ancora attirato l’attenzione dei media. Continua a leggere