Un Asimov per il dopo CRISPR

Da Blade Runner a Rampage, passando per Jurassic Park e Gattaca. Dall’ingegneria genetica a CRISPR, passando per le altre tecnologie di editing genomico. Sul blog di AddGene, Kartik Lakshmi Rallapalli ha provato a intrecciare le traiettorie di scienza e fantascienza come se fossero i due filamenti di una doppia elica. L’idea è suggestiva, ma la questione non è semplice come un accoppiamento tra nucleotidi.

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Dieci (audaci) previsioni per il 2020

Il pioniere di CRISPR Rodolphe Barrangou con il suo team (credit The CRISPR Journal)

Dopo un anno vissuto intensamente, cosa possiamo aspettarci dall’editing genomico nei prossimi dodici mesi? Le previsioni nell’editoriale dell’ultimo numero del 2019 di CRISPR Journal, commentate da Anna Meldolesi (Continua sul sito dell’Osservatorio Terapie Avanzate

Bambine CRISPR. A che punto siamo un anno dopo l’annuncio shock

Il 26 novembre del 2018 l’Associated Press batteva la notizia dei primi esseri umani geneticamente modificati prima di nascere, pubblicando il video-annuncio di un biofisico cinese di nome He Jiankui. Due giorni dopo lo scienziato veniva scortato sul palco del Summit internazionale sull’editing del genoma umano in corso a Hong Kong per la prima e unica presentazione ufficiale dei dati, seguita da un dibattito con domande incalzanti e risposte evasive.

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CRISPR è (anche) bioarte

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Make do and mend. Ovvero arrangiati e rammenda. Il Ministero dell’informazione lo suggeriva alle donne del Regno Unito, alludendo ai vestiti bucati da rattoppare in tempi di austerity. Ma questo slogan è diventato anche il titolo della prima opera d’arte realizzata con l’aiuto di CRISPR dalla bioartista britannica Anna Dumitriu: un vestito femminile che risale alla seconda guerra mondiale, rammendato con inserti di seta colorati grazie a colture di Escherichia coli.  Continua a leggere

Rivoluzione senza frontiere

CRISPR Democratization

CRISPeR maniaci di tutto il mondo unitevi. Il CRISPR Journal mette in copertina la democratizzazione dell’editing genomico e dedica un approfondimento alla società no-profit che sta globalizzando l’avventura scientifica di CRISPR. Si chiama Addgene e funziona come centro di raccolta e smistamento degli ingredienti chiave di questa tecnologia. Qualche tempo fa la MIT Technology Review l’ha paragonata a un’Amazon (o a un’Ikea) capace di soddisfare le richieste per componenti biologiche in arrivo da tutti i paesi del mondo, o quasi. Ma in questo caso l’obiettivo non è guadagnarci sopra. Continua a leggere

Un morso alla torta bioetica di CRISPR

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Sono oltre 60 i pareri ufficiali sull’editing degli embrioni pubblicati dalla comunità internazionale (senza contare quelli italiani). Carolyn Brokowski, della Yale School of Medicine, li ha letti e analizzati sul nuovo numero del CRISPR Journal. Basta un colpo d’occhio al suo grafico a torta per farsi un’idea delle posizioni in campo. Continua a leggere