Record: 13.000 refusi corretti con un colpo di CRISPR

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C’era una volta l’ingegneria genetica, che permetteva di modificare faticosamente un gene alla volta. Ora c’è l’editing genomico, e il laboratorio di George Church ha dimostrato di poter ottenere migliaia di mutazioni mirate in una singola cellula, con un colpo di CRISPR. L’impresa, descritta sul sito delle pre-pubblicazioni rapide bioRxiv dal gruppo dell’Università di Harvard è da Guiness dei primati e straccia il precedente record, stabilito quattro anni fa sempre da Church, sempre con CRISPR. Il balzo compiuto dal 2015 a oggi è strabiliante: siamo passati da 62 loci corretti simultaneamente, che sembravano già tantissimi, all’incredibile cifra di 13.200. Allora si trattava di un esperimento per ripulire il genoma dei maiali dai retrovirus dormienti, con l’obiettivo di trasformarli in donatori di organi sicuri per l’uomo. Quanto al nuovo exploit, potrebbe sembrare un virtuosismo fine a sé stesso ma questa forma di editing estremo potrebbe trovare in futuro delle applicazioni utili. (Continua sul sito dell’Osservatorio Terapie Avanzate)

CRISPR da ridere

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La materia oscura dell’universo è fatta di CRISPR. CRISPR è divisibile per zero. CRISPR ha scoperto Jennifer Doudna, non viceversa. Sfogliate questa galleria di tweet e, se ci avete preso gusto, procuratevi l’articolo che l’antropologa culturale Leah Lowthorp dedica a questo fenomeno sul Journal of American Folklore. Analizza le reazioni ironiche della comunità scientifica alle esagerazioni giornalistiche sugli strapoteri dell’editing genomico. L’Oscar dell’iperbole se lo è aggiudicato Wired nel 2015, perciò la studiosa si concentra sul twitstorm che ne è seguito. In risposta ai miti propagandati sulla copertina della rivista (“Zero fame, zero inquinamento, zero malattie. E la fine della vita che conosciamo”), Twitter è stata invasa dall’hashtag #CRISPRfacts. Il primo tweet è partito da Daniel MacArthur (Harvard-MIT). Poi è arrivata una tempesta di cinguettii (oltre 1.500 in due giorni) con riferimenti che vanno da Donald Trump e Beyoncé. Perché la CRISPeRmania è anche una cosa da ridere.

Non è mai troppo tardi per imparare a crispare

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“Non è mai troppo tardi per imparare a riscrivere un genoma, si potrebbe dire parafrasando la vecchia trasmissione televisiva con cui il maestro Manzi ha insegnato l’italiano agli italiani. Insomma eccomi qui, a scuola di CRISPR. Non ho davanti un kit-giocattolo ordinato online, come quelli con cui si è già cimentato qualche collega giornalista in Italia e non solo. Ho la fortuna di partecipare a un corso a numero chiuso, organizzato dalla Società Italiana di Genetica Agraria (Siga) a Grugliasco, presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino. Dopo aver scritto tanto su CRISPR, sarò capace di “crispare”?”. Continua a leggere