CRISPR da ridere

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La materia oscura dell’universo è fatta di CRISPR. CRISPR è divisibile per zero. CRISPR ha scoperto Jennifer Doudna, non viceversa. Sfogliate questa galleria di tweet e, se ci avete preso gusto, procuratevi l’articolo che l’antropologa culturale Leah Lowthorp dedica a questo fenomeno sul Journal of American Folklore. Analizza le reazioni ironiche della comunità scientifica alle esagerazioni giornalistiche sugli strapoteri dell’editing genomico. L’Oscar dell’iperbole se lo è aggiudicato Wired nel 2015, perciò la studiosa si concentra sul twitstorm che ne è seguito. In risposta ai miti propagandati sulla copertina della rivista (“Zero fame, zero inquinamento, zero malattie. E la fine della vita che conosciamo”), Twitter è stata invasa dall’hashtag #CRISPRfacts. Il primo tweet è partito da Daniel MacArthur (Harvard-MIT). Poi è arrivata una tempesta di cinguettii (oltre 1.500 in due giorni) con riferimenti che vanno da Donald Trump e Beyoncé. Perché la CRISPeRmania è anche una cosa da ridere.

Non è mai troppo tardi per imparare a crispare

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“Non è mai troppo tardi per imparare a riscrivere un genoma, si potrebbe dire parafrasando la vecchia trasmissione televisiva con cui il maestro Manzi ha insegnato l’italiano agli italiani. Insomma eccomi qui, a scuola di CRISPR. Non ho davanti un kit-giocattolo ordinato online, come quelli con cui si è già cimentato qualche collega giornalista in Italia e non solo. Ho la fortuna di partecipare a un corso a numero chiuso, organizzato dalla Società Italiana di Genetica Agraria (Siga) a Grugliasco, presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino. Dopo aver scritto tanto su CRISPR, sarò capace di “crispare”?”. Continua a leggere

2018: il meglio e il peggio di CRISPR

2018 cover scoperta dell'annoScoperta dell’anno, caduta dell’anno, personaggio dell’anno. CRISPR fa capolino in tutte e tre le classifiche stilate dalle grandi riviste scientifiche alla fine di dicembre. Il controverso annuncio delle due bambine geneticamente editate in Cina è stato ricordato sia da Science (Breakdowns of the year. What went wrong in the world of science in 2018) che da Nature (Nature’s 10. Ten people who mattered this year). Ma vale la pena sottolineare che CRISPR ha avuto anche un ruolo chiave nel filone di studi che ha vinto il titolo di “breakthrough of the year” secondo Science (Development cell by cell. With a trio of techniques, scientists are tracking embryo development in stunning detail). Infatti CRISPR consente di marcare il genoma di ogni cellula con una specie di codice a barre che viene passato alle cellule figlie. Grazie a queste targhette identificative è possibile seguire il destino delle singole linee cellulari, seguendone le trasformazioni all’interno degli embrioni in via di sviluppo. Con questo approccio sarà più facile scoprire come le cellule si moltiplicano e si specializzano per formare i diversi organi, ad esempio il cuore oppure il cervello, e capire che succede quando qualcosa va storto.

Un brindisi biotech al futuro del vino

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Aperitivo Biotech (foto di Marco Marazza)

Quando brinderete durante le feste, magari con un calice di prosecco, pensateci: le viti occupano il 3% del terreno coltivato in Europa, ma impiegano ben il 65% dei fungicidi. Se si diffondessero i vitigni di nuova generazione, resistenti a oidio e peronospora, l’uso di questi fitofarmaci crollerebbe. Se poi si consentisse il ricorso alle tecnologie di breeding più avanzate, come CRISPR, i vini che amiamo diventerebbero resistenti alle malattie più minacciose senza perdere nulla della propria identità genetica. Continua a leggere

CRISPR è (anche) bioarte

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Make do and mend. Ovvero arrangiati e rammenda. Il Ministero dell’informazione lo suggeriva alle donne del Regno Unito, alludendo ai vestiti bucati da rattoppare in tempi di austerity. Ma questo slogan è diventato anche il titolo della prima opera d’arte realizzata con l’aiuto di CRISPR dalla bioartista britannica Anna Dumitriu: un vestito femminile che risale alla seconda guerra mondiale, rammendato con inserti di seta colorati grazie a colture di Escherichia coli.  Continua a leggere

CRISPR snack a Montecitorio

crispr snack

credit: The Atlantic

Non sarà questo della foto, ma si tratterà comunque del primo assaggio pubblico di un prodotto CRISPR consumato in Italia, e uno dei primi al mondo. A base di riso editato made in Italy, secondo i ben informati. L’annuncio è stato fatto dall’Associazione Luca Coscioni, che dà l’appuntamento per il 18 settembre alle 10 di mattina, prima nella sala stampa della Camera dei Deputati e poi in Piazza Montecitorio. Obiettivo: richiamare l’attenzione di politica, media e comunità scientifica sul grande potenziale dell’editing genomico in campo agrario, sulla necessità di sbloccare l’impasse delle autorizzazioni per i campi sperimentali nel nostro paese e sull’importanza di una mobilitazione su scala europea in risposta alla sentenza della Corte del Lussemburgo che ha equiparato le piante editate agli OGM. Il primo pasto crispico è stato consumato in Svezia: tagliatelle con cavoli biotech. Si ricorda anche una cena di gala geneticamente editata (ma con tecniche diverse da CRISPR) in un ristorante alla moda di Manhattan. Questa volta però l’iniziativa non sarà goliardica né pubblicitaria. Piuttosto un’azione dimostrativa nel tipico spirito della tradizione radicale, per rivendicare il diritto alla libertà di ricerca, che rischia di essere soffocato dalla sovra-regolamentazione.