PRIMA I GENI: il manifesto dei genetisti italiani

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E’ stato presentato oggi a Roma il nuovo documento sull’editing del genoma promosso dalla Società italiana di genetica agraria, con il patrocinio della Federazione italiana di scienze della vita e del Consiglio per la ricerca in agricoltura. Le dodici tesi sono illustrate sul sito Prima i geni. Alla presentazione, ripresa dalle telecamere di Radio radicale, hanno partecipato scienziati, politici, rappresentanti delle confederazioni agricole, imprenditori.

Chicchi di futuro. Il debutto (sobrio) di CRISPR sul mercato

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L’avventura commerciale di CRISPR non inizierà in farmacia ma nei campi. Probabilmente nel 2020. L’onore e l’onere di debuttare sul mercato, in qualità di primo prodotto sviluppato con la rivoluzionaria tecnica di editing genomico, toccherà a un mais che viene chiamato waxy per l’aspetto ceroso dei suoi chicchi. Questa caratteristica è dovuta al fatto che l’amido in essi contenuto è costituito quasi interamente da amilopectina e quasi per nulla da amilosio. Rispetto ai mais simili già in commercio, che sono waxy anch’essi ma sono stati prodotti con gli incroci convenzionali, questa nuova varietà avrà una resa maggiore. L’uso di CRISPR è servito a eliminare un enzima chiave per la sintesi del componente indesiderato dell’amido, e questo obiettivo è stato raggiunto senza incorporare DNA estraneo e senza appesantire il mais con la zavorra genetica che gli incroci convenzionali si trascinano dietro. L’amilopectina è ricercata dall’industria amidiera per la produzione di beni come adesivi, carta, addensanti alimentari. Ciò che resta dopo la sua estrazione è una farina proteica che può essere utilizzata come mangime. I mais waxy, dunque, hanno usi prevalentemente industriali e vengono già coltivati nelle varianti convenzionali anche nel nord Italia su qualche migliaio di ettari. Può sembrare un debutto sottotono per la super-tecnologia di editing genomico a cui si chiede di riuscire dove gli OGM hanno fallito: conquistare la fiducia dei consumatori. Ma si tratta di una strategia deliberata, come ci ha spiegato Neal Gutterson, vicepresidente di ricerca e sviluppo alla DuPont Pioneer. Continua a leggere

Oscar Farinetti dice sì

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Leggere milioni di anni di storia, condensati in un centinaio di pagine e raccontati attraverso dei dialoghi di fantasia tra giganti come Leonardo da Vinci e personaggi immaginari come l’acciuga Alice, fa un effetto spaesante. Inutile negarlo. Ma recensire questo libro pubblicato da Feltrinelli come se fosse un saggio scientifico sarebbe da stupidi. “Ricordiamoci il futuro. Sette racconti e un riassunto” va considerato per quello che è, un manifesto creativo del Farinetti-pensiero ed è degno di nota che contenga una netta apertura alle nuove biotecnologie di precisione. Se l’inventore di Eataly è così influente come si dice, sul piano politico, e se è davvero così bravo a interpretare le tendenze del marketing, come suggerisce il suo successo imprenditoriale, allora questo libro è una buona notizia per diverse ragioni. Appare molto più benevolo nei confronti della scienza e dell’innovazione rispetto al manifesto dato alle stampe una dozzina di anni fa dall’amico-rivale di Slowfood, Carlo Petrini (“Buono pulito e giusto”). Ma riesce ugualmente, e forse di più, a parlare al cuore e alle papille gustative dell’Italia che piace. In definitiva lascia sperare che un compromesso sia davvero possibile: agli OGM in agricoltura Farinetti continua a dire no, ma alle tecniche di miglioramento genetico che evitano l’inserzione di geni estranei, secondo lui, possiamo e dovremmo dire sì. Continua a leggere

Il futuro del grano sarà riscritto con CRISPR

granoLa maggior parte degli abitanti del mondo mangia in media 50 piante di grano al giorno. Continuando con i ritmi attuali, la produttività di questo cereale non terrebbe il passo con la crescita demografica e l’evoluzione dei consumi. Per fortuna il grano conserva un potenziale biologico nascosto ancora da sfruttare e ci sono tecnologie emergenti che promettono di velocizzare il miglioramento genetico. A rendere ancora più eccitante la nuova stagione biotech è l’arrivo di CRISPR, la piattaforma tecnologica che consente di editare, ovvero di riscrivere, i genomi cambiando a piacimento la sequenza delle lettere. Abbiamo chiesto a Cristobal Uauy, project leader al John Innes Centre di Norwich in Gran Bretagna, di raccontarci le sfide e le speranze dei genetisti del grano alle prese con questa rivoluzione. Continua a leggere