Gli stratagemmi CRISPR per la siccità

La resistenza alla siccità è uno degli obiettivi inseguiti con maggior determinazione dai genetisti vegetali. Una soluzione a portata di mano ancora non c’è ma il bilancio di tanti anni di ricerca è che esistono diversi percorsi che vale la pena continuare a esplorare. Se fosse possibile riassumere questo sforzo in un semplice slogan, le parole d’ordine sarebbero tre: testare, testare, testare. (Continua su AgriScienza)

Le domesticazioni dell’era genomica

Le specie vegetali coltivate su larga scala nel mondo sono circa 150 ma questo numero potrebbe aumentare, anche notevolmente. Infatti si stima che le piante che sono state pienamente domesticate nel corso di dodicimila anni siano 250, mentre ne esistono settemila semi-domesticate e le edibili sarebbero addirittura cinquantamila. La sfida appare enorme e lo è, ma per le futuribili domesticazioni dell’era genomica potrebbero non essere necessari secoli e millenni, come accadeva agli albori dell’agricoltura. Il processo potrebbe avvenire a ritmo accelerato, nel giro di pochi anni, sfruttando le conoscenze accumulate sui tratti utili per la coltivazione e le nuove tecnologie come l’editing genetico.

[La mia intervista a Silvio Salvi dell’Università di Bologna continua qui; questo è il quinto articolo della serie sulle potenzialità di CRISPR in agricoltura che sto curando per il sito AgriScienza. Nelle puntate precedenti: Le nuove frontiere; Editing per il sud del mondo; Vitamine per il futuro; Frumento a cottura salutare]

CRISPR per toast e fritti più salutari

Caffè, cereali per la colazione, biscotti. Pane tostato, cracker e snack di ogni tipo. Torte dolci e salate, pastella per friggere, patate fritte e al forno. La lista degli alimenti che contengono acrilammide è lunga e appetitosa. Il problema è che questa sostanza è potenzialmente cancerogena e si forma, durante la cottura ad alte temperature, da precursori presenti naturalmente in cereali, tuberi e altri vegetali. La soluzione, dunque, potrebbe essere il ricorso all’editing genomico per ridurre la presenza di uno di questi precursori: l’aminoacido asparagina. (Continua su AgriScienza)

CRISPR e la nutrizione personalizzata

Ho intervistato Angelo Santino del CNR per il sito AgriScienza. Abbiamo parlato dei pomodori arricchiti di vitamina D3 sviluppati in collaborazione con il John Innes Center, del perché hanno attirato l’attenzione dei media internazionali e di un futuro possibile (ma non ancora vicino) in cui consumatori che presentano carenze alimentari diverse (per età, genere, patologie, stili di vita) potranno trovare alimenti su misura per loro.

Povertà e malnutrizione: cosa può fare l’editing?

L’editing genomico è una tecnologia economica e versatile, alla portata dei centri di ricerca no-profit dei paesi in via di sviluppo. Si rivelerà uno strumento utile per aiutare tanti piccoli agricoltori a rompere il cerchio della povertà e per migliorare la salute delle popolazioni ancora afflitte da fame e malnutrizione? Ne ho parlato con Kevin V. Pixley, il responsabile delle risorse genetiche della rete no-profit della Rivoluzione verde (CGIAR) che ha avviato una collaborazione con l’istituto fondato dalla co-inventrice di CRISPR Jennifer Doudna (IGI). Oggi su AgriScienza.

La scienza del grano alla prova del clima

Quanto dovremo aspettare per le prime varietà di frumento geneticamente editate per resistere alla siccità e alleggerire l’impronta ambientale? Lo abbiamo chiesto ai genetisti riuniti a Bologna per discutere il futuro della pasta.  

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Dal grano alla pasta, la conferenza internazionale a Bologna

Genetica del grano, crisi climatica, sicurezza alimentare, qualità. Roberto Tuberosa (Università di Bologna) e Karim Ammar (Cimmyt, Messico) riuniscono nel capoluogo emiliano esperti provenienti da tutto il mondo per la quarta edizione di From seed to pasta. Si parlerà anche di editing genomico, naturalmente. Il programma delle quattro giornate è disponibile qui.

Nuove tecniche genomiche: i risultati della consultazione UE

Il 29 aprile scorso la Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica online sull’opportunità di riformare il quadro regolatorio UE in modo da tenere il passo con gli avanzamenti scientifici e tecnologici. I risultati, diffusi sul sito della consultazione, fotografano una chiara maggioranza a favore di un ripensamento delle attuali regole, approvate quando le Nuove Tecniche Genomiche (NGT) come la mutagenesi mirata (ovvero CRISPR) non esistevano ancora. Ecco i dati principali, nella sintesi preparata da Cibo per la mente:

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