L’editing in agricoltura, secondo C.S. Prakash

L’evoluzione del mais

L’8 e 9 giugno 2021 l’Ambasciata Usa ha organizzato un Workshop virtuale sulle biotecnologie innovative a cui hanno partecipato esperti di diversi paesi. Quello che segue è il testo dell’intervento di C.S. Prakash della Tuskegee University, uno degli scienziati più impegnati al mondo nel dibattito pubblico sul potenziale delle biotecnologie in agricoltura.

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Nature Italy: zero campi CRISPR e una speranza

Il Governo Draghi non si è ancora espresso in materia. Durante il Governo Conte, però, le autorità competenti italiane hanno risposto in modo iper-cauto al questionario della Commissione europea, arrivando a negare che le Nuove Tecnologie Genomiche potranno essere di qualche utilità. Intanto i ricercatori italiani cercano di districarsi tra difficoltà burocratiche e scarsità di fondi. Ecco il quadro che emerge dal mio lavoro per Nature Italy.

Arigatò CRISPR: il Giappone regala pomodori editati

Fotogramma del video di presentazione dei pomodori editati ad alto contenuto di GABA

Le piantine della varietà Sicilian Rouge sviluppate da una piccola società di Tokyo vengono distribuite gratis ai coltivatori amatoriali. Grazie a un taglio mirato sul DNA producono una maggior quantità di un amminoacido utile contro l’ipertensione.

Il debutto di CRISPR in campo agrario sta avvenendo in modalità slow. Non in una grande farm a coltivazione intensiva degli Stati Uniti, ma negli orti fai-da-te del Sol Levante. Le prime plantule di pomodoro geneticamente editate hanno iniziato a lasciare la Sanatech Seed di Tokyo ai primi di maggio, per essere recapitate gratuitamente agli oltre cinquemila cittadini che ne hanno fatto richiesta online.

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Le nuove tecniche genomiche secondo la Commissione Europea

L’atteso rapporto è arrivato, e auspica una revisione della normativa che regolamenta gli OGM per tenere conto degli avanzamenti tecnologici. Commenteremo il documento in questo blog dopo averlo studiato con attenzione. Intanto vogliamo fornire ai lettori di CRISPeR Mania il link per leggerlo.

Piante CRISPR & clima: serve un nuovo Principio di precauzione

La rivista Global Food Security ha pubblicato un’interessante analisi di Sarah Garland (Earth Institute, Columbia University), che suggerisce di ribaltare la prospettiva sul Principio di precauzione, invocandolo per sostenere l’importanza delle nuove biotecnologie per l’agricoltura alle prese con la crisi climatica. Se si porta l’attenzione, com’è opportuno e doveroso, sulla minaccia rappresentata dai cambiamenti climatici, l’approccio precauzionale caro al movimento ambientalista e alle istituzioni europee può diventare un argomento fondamentale nella campagna a favore delle piante geneticamente editate.

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Piante editate: dopo Londra apre anche Parigi?

La speranza di un cambiamento nelle politiche europee germoglia, a sorpresa, in Francia: le piante editate non sono OGM e vanno regolamentate diversamente, secondo il ministro dell’agricoltura Julien Denormandie. Pochi giorni prima era stato il suo omologo inglese George Eustice a far intravedere una svolta, annunciato una consultazione pubblica e affermando che la Brexit lascia la Gran Bratagna libera di decidere. E in Italia?

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Doudna sull’editing in agricoltura

credit Ft

Annunciando il meritatissimo premio a Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier, Claes Gustafsson, chair del Comitato del Nobel per la chimica, ha citato espressamente l’utilizzo di CRISPR per lo sviluppo di “piante innovative”. Poi il Nobel è stato festeggiato dai media parlando molto delle applicazioni mediche dell’editing genetico e pochissimo di quelle agrarie. Eppure Jennifer Doudna ha detto in molte occasioni di credere che CRISPR potrebbe contribuire a un’agricoltura più sostenibile e lo ha ribadito il 20 ottobre, fresca di Nobel, intervenendo al World CRISPR Day.

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La cannabis dell’era CRISPR

CanBreed CEO Ido Margalit . Photo: BY CanBreed

La company israeliana CanBreed ha annunciato di essere pronta a editare la cannabis per facilitarne la coltivazione a scopo terapeutico. Il primo banco di prova sarà la produzione di varietà resistenti a malattie vegetali come l’oidio, poi CRISPR potrebbe essere impiegata per ottimizzare altri tratti di interesse agronomico. Il lavoro da fare è tanto perché, pur essendo al centro di un business multimiliardario, la cannabis può essere considerata una pianta negletta dal punto di vista della ricerca.

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