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Informazioni su Anna Meldolesi

science writer

Generazione Tea: la carica delle ricercatrici

È uscita la quarta e ultima puntata della mia serie “Semi e geni”, scritta per raccontare la storia della genetica agraria in Italia. Nella foto le protagoniste del mio racconto: Concetta Licciardello, Vittoria Brambilla e Sara Zenoni (agrumi, riso e vite). Qui i link alle puntate precedenti, dedicate agli incroci di Nazareno Strampelli, alla mutagenesi di Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, alla genetica di Francesco Salamini. Grazie a Le Scienze per aver pubblicato la mia serie, da Strampelli alle Tea!

Il futuro possibile degli Ogm secondo Francesco Salamini

I quattro direttori di dipartimento del Max Planck Institute di Colonia: da sinistra verso destra Jeff Schell (Agrobacterium), Heinz Saedler (trasposoni), Klaus Hahlbrock (biologia delle malattie dei vegetali) e Francesco Salamini (applicazioni e genomi) [credit F. Salamini]

Dopo gli incroci della prima metà del Novecento, a opera di Nazareno Strampelli. Dopo la mutagenesi e le banche del germoplasma ai tempi della guerra fredda e del boom economico, in cui si distingue Gian Tommaso Scarascia Mugnozza. Il terzo episodio della mia serie sulle grandi innovazioni e sui grandi protagonisti della genetica agraria italiana è dedicato agli Ogm e all’influente figura di Francesco Salamini (un grande genetista con l’animo del naturalista, direttore del Max Planck Institute for Plant Breeding a Colonia e molto altro ancora). Sempre su Le Scienze sta per uscire la quarta e ultima puntata della serie “Semi e geni”, didicata all’oggi e al domani.

Dagli spaghetti atomici alle banche dei semi

Ecco la seconda puntata della mia serie “Semi e geni” sulla storia della genetica agraria italiana. Dopo gli incroci pionieristici di Nazareno Strampelli nella prima metà del ‘900, cambiamo epoca e tecnologie. C’è la guerra fredda, il boom economico e uno scienziato che sperimenta con due approcci solo apparentemente opposti: futuristico, hitech e potente il primo (la mutagenesi indotta con radiazioni), nostalgico, low-tech e gentile il secondo (le banche del germoplasma). Gian Tommaso Scarascia Mugnozza è una figura di rilevanza internazionale, che merita di essere ricordata e riscoperta. Nelle prossime settimane altri scienziati italiani e nuove tecnologie, sempre su Le Scienze.

Da Strampelli alle TEA – su Le Scienze

Per festeggiare il nuovo regolamento europeo sulle Tea (che illustro su Le Scienze guardando anche e soprattutto a quello che accadrà nei prossimi cruciali due anni), Le Scienze ha preparato una serie intitolata “Semi e geni. Storie italiane di scienza nei campi”. Ripercorreremo insieme quattro diverse stagioni della genetica agraria attraverso i ritratti dei protagonisti italiani. Cominciamo oggi con Nazareno Strampelli e i suoi incroci tradizionali, proseguiremo con le innovazioni successive (mutagenesi e banche dei semi, Ogm e selezione assistita da marcatori, editing genomico). Buona lettura!

L’agricoltura UE entra nell’era CRISPR

Il difficile cammino avviato dopo la sentenza della Corte di giustizia europea nel 2018 si è finalmente concluso: l’Unione europea si è dotata di un quadro regolatorio sulle Nuove Tecniche Genomica (NGT o TEA). Qui la (brevissima) conferenza stampa della relatrice Jessica Polfjärd (PPE, Svezia), qui il comunicato stampa del Parlamento europeo. Bisognerà aspettare due anni per vedere le nuove regole concretamente in azione, ma intanto la comunità scientifica può festeggiare!

Torna l’editing degli embrioni, ma ancora non ci siamo

Combinare fecondazione assistita e interventi genetici per mettere al mondo bambini con il DNA ritoccato resta una pratica scientificamente discutibile, eticamente controversa e legalmente sanzionata nella gran parte dei paesi che regolamentano la ricerca sugli embrioni. Ma se davvero il maggior ostacolo tecnico (le macromutazioni indotte da CRISPR negli embrioni) fosse stato superato e gli altri fossero in via di risoluzione, inevitabilmente si riaprirebbe il dibattito. Vorrebbe dire che la tecnica si sta avvicinando all’applicabilità clinica, ed è possibile che durante questo tragitto qualcuno tenti un nuovo salto in avanti. Ne ho scritto su Le Scienze, alla luce dei nuovi risultati riportati da Dieter Egli su bioRxiv.

Le TEA a Bologna

Il convegno “Piante TEA per l’innovazione genetica in ambito agrario” è stato organizzato dall’Accademia nazionale di agricoltura in collaborazione con la regione Emilia Romagna. Insieme a me, in ordine sparso: Silvio Salvi, Stefania Masci, Luigi Cattivelli, Concetta Licciardello, Nicola Lucifero, Francesco Mattina, Silvia Giuliani, Roberto Tuberosa e altri esponenti dell’accademia, dell’industria e delle istituzioni, tra cui Stefano Boncompagni (Regione Emilia Romagna) e Federico Magnani (Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura). Qui il programma completo e in fondo alla pagina le presentazioni Ppt dei relatori.

Gli italiani, gli europei e i cibi editati

Non manca molto: intorno alla metà del mese sapremo se il nuovo regolamento europeo sulle nuove tecniche genomiche (NGT alias TEA) verrà approvato così com’è o saranno necessari ulteriori compromessi. Può essere utile, dunque, fare il punto sulla percezione pubblica di queste tecnologie in campo agroalimentare. Gli europei sono più aperti nei confronti delle TEA rispetto ai classici Ogm? E gli italiani, come si posizionano rispetto alla media europea? Le risposte si trovano in un sondaggio commissionato dalla Commissione europea su richiesta dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Eurobarometro 2025). L’occasione per tornare a rifletterci viene da un articolo pubblicato pochi giorni fa da un gruppo di esperti di percezione pubblica delle biotecnologie su una rivista del gruppo Nature dedicata all’agricoltura sostenibile.

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CRISPR salverà le arance della Florida?

Tornate con la memoria alla stagione delle controversie OGM. Fra tanti prodotti osteggiati, c’è un’esperienza positiva di cui non si è parlato abbastanza: la papaya Rainbow resistente al ringspot virus. Non solo ha salvato la produzione delle Hawaii, ma ha anche dimostrato il potenziale della ricerca pubblica. La minaccia virale era devastante, non solo teorica. Inoltre la modificazione genetica apportava effetti visibili: le piante convenzionali venivano infettate, quelle modificate si salvavano. E adesso che si affacciano sul mercato i primi prodotti di nuova generazione, non più transgenici ma geneticamente corretti con CRISPR, possiamo aspettarci qualcosa di simile, magari anche più in grande?

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La lezione del piccolo Adam su rischi e benefici della terapia genica

Quattro anni dopo il trattamento sperimentale per una malattia rara, questo bimbo è stato operato per un cancro, il primo causato da un virus molto usato come vettore, ma ora sta bene (Foto dalla news dell’ospedale CHOP)

La questione se la terapia genica con virus adeno-associati (AAV) possa causare la comparsa di tumori è stata oggetto, negli ultimi decenni, di un intenso dibattito. Finora le conoscenze sui meccanismi di azione e i dati accumulati negli anni su migliaia di pazienti sono apparsi rassicuranti. In effetti se gli AAV sono i vettori più usati per le terapie “in vivo” è proprio perché solitamente consegnano il loro pacchetto, contenente il gene terapeutico, nei paraggi del DNA del paziente, senza integrarlo al suo interno e dunque senza causare perturbazioni. Il bilancio rischi-benefici è destinato a cambiare adesso che è stato documentato il primo caso di tumore legato al loro utilizzo nell’ambito di una sperimentazione clinica? (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)