Informazioni su Anna Meldolesi

science writer

Brevetti CRISPR: la ricerca in agricoltura ora è più libera

Broad Pioneer

L’editing genomico ha un grande potenziale nel miglioramento genetico vegetale. E la tecnologia CRISPR è abbastanza economica e facile da usare da essere alla portata di tutti i laboratori, non solo delle grandi multinazionali agbiotech. Lascia ben sperare, dunque, la notizia che uno dei principali soggetti detentori di diritti di proprietà intellettuale sull’uso di CRISPR in agricoltura abbia deciso di facilitare l’accesso alla tecnologia ai ricercatori interessati. Continua a leggere

Pane senza glutine grazie a CRISPR. Ma è Ogm?

gluten free

Il grano contiene decine di geni che producono proteine tossiche per i celiaci (gliadine). La tecnica di editing genomico CRISPR potrebbe consentire di eliminarli tutti e in Spagna sono già vicini al traguardo. I ricercatori dell’Istituto per l’agricoltura sostenibile di Cordova sono riusciti a inattivare fino a 35 di questi geni, riducendo l’immunoreattività (e dunque la tossicità) dell’85%. L’obiettivo del cento per cento ora sembra a portata di mano. Ma il grano biotech “gluten free” sarà buono? E riuscirà ad arrivare sul mercato? Lo abbiamo chiesto a Francisco Barro, il genetista che ha firmato il lavoro pubblicato recentemente sul Plant Biotechnology Journal. Continua a leggere

CRISPR tuttofare: ora pedina e ripulisce l’RNA

zhang

Finora avevamo imparato che CRISPR serve a trovare un gene difettoso, tagliarlo e cambiarne la sequenza, magari per spegnerlo del tutto. Ma se invece volessimo evitare alterazioni permanenti e procedere in modo più prudente? Si potrebbe lasciare intatto il gene incriminato, intercettando e distruggendo i messaggi di RNA con cui impartisce ordini sbagliati alle cellule malate. Così sarebbe più facile tornare indietro, se necessario. La buona notizia è che CRISPR è un sistema tuttofare e riesce bene anche in questo compito. Uno dei padri della tecnica, il cinese naturalizzato americano Feng Zhang, ha dimostrato su Nature di poter intervenire in modo efficiente sull’RNA dei mammiferi, e anche delle piante, eguagliando e superando le prestazioni dell’approccio usato in precedenza a questo scopo (RNA interferenza). Insomma CRISPR si tiene stretta la sua professione ufficiale, come correttore di bozze del DNA, ma si è trovata anche un secondo impiego. Lo smaltimento differenziato dell’RNA.

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Il biotech verde al Congresso dell’Associazione Coscioni

coscioni foto video

XIV Congresso dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – Prima Commissione “Diritto alla scienza e biotecnologie verdi in Italia”, 30 settembre 2017. Sono intervenuti: Marco Perduca, Roberto Defez, Cesare Romano, Pedro Narro Sanchez, Giorgio Fidenato, Moreno Colaiacovo, Vittoria Brambilla, Deborah Piovan, Alberto Lipparini, Stefano Bertacchi. Ha moderato l’incontro Anna Meldolesi. Qui il video integrale.

 

Bruxelles discute le regole per le piante modificate con CRISPR

bruxelles cattura

Oggi dalle 9.30 alle 18 sarà possibile seguire in streaming l’attesa conferenza di Bruxelles “Moderne biotecnologie in agricoltura. Aprire la strada all’innovazione responsabile”. I Commissari europei per la salute e per l’agricoltura Vytenis Andriukaitis e Phil Hogan discuteranno della futura regolamentazione delle piante migliorate con gli strumenti biotech più avanzati, insieme a rappresentanti dell’industria e della società civile, scienziati e altri esperti. Il programma della conferenza è disponibile qui.  

La Cina ci riprova. In sordina

huang

Di nuovo la Cina. Di nuovo Huang. Ancora una pubblicazione lampo su Protein & Cell. A due anni di distanza esce un altro lavoro del gruppo che nel 2015 aveva editato i primi embrioni umani, attirando su di sé i riflettori di tutto il mondo e convincendo la comunità scientifica internazionale a organizzare un summit su rischi e opportunità dell’editing genomico. Ancora una volta il bersaglio è il gene responsabile della beta-talassemia. Questa volta però si tratterebbe di embrioni clonati a partire da cellule adulte, anziché di embrioni scartati dalle cliniche di fecondazione assistita perché dotati di vistose anomalie cromosomiche, come era accaduto nel 2015. Anziché usare la versione classica di CRISPR, è stata impiegata una variante detta “base editor” che muta una singola base senza tagliare la doppia elica del DNA. La notizia sta circolando tra gli addetti ai lavori, ma non ha ancora attirato l’attenzione dei media. Continua a leggere