Cosa vi siete persi in agosto

Mentre molti di noi erano in vacanza, CRISPR ha continuato a lavorare con le sue forbici molecolari.

Si è data da fare dentro ai gel a DNA, che in futuro potrebbero essere usati per la somministrazione controllata di farmaci e come test diagnostici (torneremo presto a parlarne, per ora rimandiamo al lavoro pubblicato su Science e alla news con cui ne ha riferito Nature).

Si è cimentata nella manipolazione di grandi segmenti genomici, facendo fare un passo avanti alla biologia di sintesi (ecco il link a Science).

Ha fatto il suo dovere nella mosca mediterranea della frutta, suggerendo una strada genetica per combatterla (l’esperimento dell’Università Federico II di Napoli è approdato anch’esso su Science e qui potete leggere il resoconto dell’Ansa).

Se questo non bastasse, abbiamo appreso che CRISPR è al lavoro anche nella pecora, per combattere una malattia cerebrale letale che colpisce i bambini (ne ha scritto recentemente il The Guardian). E voi, siete pronti per ricominciare?

CRISPR news: affari, sparate e geni egoisti

READ THE NEWSAlleanze: la stella di CRISPR Jennifer Doudna colleborerà al nuovo progetto di drug discovery di GlaxoSmithKline in un nuovo laboratorio a San Francisco (su Science).

Disastri annunciati: il biologo molecolare russo Denis Rebrikov vuole emulare il cinese He Jiankui per dare a madri sieropositive figli geneticamente protetti dall’Aids, ma il suo approccio non convince gli scienziati né i bioeticisti (la notizia e l’editoriale su Nature).

Scoperte: il sistema CRISPR serve alle cellule per difendersi dagli invasori genetici, che a loro volta lo usano per attaccare. Il pioniere dell’editing Fyodor Urnov spiega questa paradossale guerra biologica e le sue implicazioni per il settore della terapia genica (su Nature)

Record: 13.000 refusi corretti con un colpo di CRISPR

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C’era una volta l’ingegneria genetica, che permetteva di modificare faticosamente un gene alla volta. Ora c’è l’editing genomico, e il laboratorio di George Church ha dimostrato di poter ottenere migliaia di mutazioni mirate in una singola cellula, con un colpo di CRISPR. L’impresa, descritta sul sito delle pre-pubblicazioni rapide bioRxiv dal gruppo dell’Università di Harvard è da Guiness dei primati e straccia il precedente record, stabilito quattro anni fa sempre da Church, sempre con CRISPR. Il balzo compiuto dal 2015 a oggi è strabiliante: siamo passati da 62 loci corretti simultaneamente, che sembravano già tantissimi, all’incredibile cifra di 13.200. Allora si trattava di un esperimento per ripulire il genoma dei maiali dai retrovirus dormienti, con l’obiettivo di trasformarli in donatori di organi sicuri per l’uomo. Quanto al nuovo exploit, potrebbe sembrare un virtuosismo fine a sé stesso ma questa forma di editing estremo potrebbe trovare in futuro delle applicazioni utili. (Continua sul sito dell’Osservatorio Terapie Avanzate)

Histoire d’He. Dallo shock alla moratoria

gettyimages-463014801Sono passati più di tre mesi da quando He Jiankui ha comunicato al mondo la nascita dei primi esseri umani geneticamente editati, e nel frattempo le riflessioni maturate all’interno della comunità scientifica si sono concretizzate nella richiesta di una moratoria internazionale su questo genere di esperimenti. All’azione (avventata) di un oscuro ricercatore dell’università SUSTech di Shenzhen è seguita la reazione (condivisibile) di diciotto fra i più affermati genetisti e bioeticisti di sette paesi. (L’articolo continua sul sito dell’Osservatorio Terapie Avanzate)

L’editing genomico scommette su CasX

cas tree

L’albero evolutivo delle proteine Cas

Specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame? Fino a ieri la risposta era ovvia. Nel regno di CRISPR, la sovrana indiscussa è sempre stata la proteina Cas9. Questo enzima programmabile, dotato di affilate forbici molecolari, ha consentito a tutti i ricercatori del mondo di tagliare il DNA in modo facile e preciso. Oggi però su Nature debutta un’altra pretendente, che si chiama CasX. Questa nucleasi è più maneggevole, perché più piccina. È costituita da meno di mille aminoacidi, anziché 1.300. Perciò potrà essere caricata più facilmente sui virus che fanno il servizio navetta verso il nucleo cellulare, portando a destinazione gli ingredienti per effettuare le operazioni di editing genomico. Continua a leggere

CRISPR all’arrabbiata: la sfida del pomodoro hot

this image shows habanero peppers (a cultivated variety of capsicum chinense) credit emmanuel rezende navesDa quando Cristoforo Colombo li ha portati dalle Americhe, i peperoncini sono entrati prepotentemente nelle nostre cucine. Il genere Capsicum comprende oltre 30 specie (di cui solo 5 domesticate), molto diverse per forma, colore e piccantezza. Ciò che le rende hot è la dotazione di un tipo di alcaloidi, detti capsaicinoidi. Queste molecole sono prodotte da una complessa rete metabolica, pesantemente influenzata dalle condizioni dell’ambiente. Si dice che facciano bene alla salute, di sicuro stuzzicano il palato e sono alla base di una grande varietà di ricette tradizionali in tante regioni del mondo. I peperoncini però hanno un difetto, anzi due. Sono difficili da coltivare e anche piuttosto refrattari al miglioramento genetico. Ecco dunque l’idea messa nero su bianco su Trends in Plant Science da un gruppo di genetisti brasiliani: perché non trasferire la piccantezza dai peperoncini direttamente ai pomodori? Continua a leggere

2018: il meglio e il peggio di CRISPR

2018 cover scoperta dell'annoScoperta dell’anno, caduta dell’anno, personaggio dell’anno. CRISPR fa capolino in tutte e tre le classifiche stilate dalle grandi riviste scientifiche alla fine di dicembre. Il controverso annuncio delle due bambine geneticamente editate in Cina è stato ricordato sia da Science (Breakdowns of the year. What went wrong in the world of science in 2018) che da Nature (Nature’s 10. Ten people who mattered this year). Ma vale la pena sottolineare che CRISPR ha avuto anche un ruolo chiave nel filone di studi che ha vinto il titolo di “breakthrough of the year” secondo Science (Development cell by cell. With a trio of techniques, scientists are tracking embryo development in stunning detail). Infatti CRISPR consente di marcare il genoma di ogni cellula con una specie di codice a barre che viene passato alle cellule figlie. Grazie a queste targhette identificative è possibile seguire il destino delle singole linee cellulari, seguendone le trasformazioni all’interno degli embrioni in via di sviluppo. Con questo approccio sarà più facile scoprire come le cellule si moltiplicano e si specializzano per formare i diversi organi, ad esempio il cuore oppure il cervello, e capire che succede quando qualcosa va storto.