Gli italiani, gli europei e i cibi editati

Non manca molto: intorno alla metà del mese sapremo se il nuovo regolamento europeo sulle nuove tecniche genomiche (NGT alias TEA) verrà approvato così com’è o saranno necessari ulteriori compromessi. Può essere utile, dunque, fare il punto sulla percezione pubblica di queste tecnologie in campo agroalimentare. Gli europei sono più aperti nei confronti delle TEA rispetto ai classici Ogm? E gli italiani, come si posizionano rispetto alla media europea? Le risposte si trovano in un sondaggio commissionato dalla Commissione europea su richiesta dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Eurobarometro 2025). L’occasione per tornare a rifletterci viene da un articolo pubblicato pochi giorni fa da un gruppo di esperti di percezione pubblica delle biotecnologie su una rivista del gruppo Nature dedicata all’agricoltura sostenibile.

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CRISPR salverà le arance della Florida?

Tornate con la memoria alla stagione delle controversie OGM. Fra tanti prodotti osteggiati, c’è un’esperienza positiva di cui non si è parlato abbastanza: la papaya Rainbow resistente al ringspot virus. Non solo ha salvato la produzione delle Hawaii, ma ha anche dimostrato il potenziale della ricerca pubblica. La minaccia virale era devastante, non solo teorica. Inoltre la modificazione genetica apportava effetti visibili: le piante convenzionali venivano infettate, quelle modificate si salvavano. E adesso che si affacciano sul mercato i primi prodotti di nuova generazione, non più transgenici ma geneticamente corretti con CRISPR, possiamo aspettarci qualcosa di simile, magari anche più in grande?

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La lezione del piccolo Adam su rischi e benefici della terapia genica

Quattro anni dopo il trattamento sperimentale per una malattia rara, questo bimbo è stato operato per un cancro, il primo causato da un virus molto usato come vettore, ma ora sta bene (Foto dalla news dell’ospedale CHOP)

La questione se la terapia genica con virus adeno-associati (AAV) possa causare la comparsa di tumori è stata oggetto, negli ultimi decenni, di un intenso dibattito. Finora le conoscenze sui meccanismi di azione e i dati accumulati negli anni su migliaia di pazienti sono apparsi rassicuranti. In effetti se gli AAV sono i vettori più usati per le terapie “in vivo” è proprio perché solitamente consegnano il loro pacchetto, contenente il gene terapeutico, nei paraggi del DNA del paziente, senza integrarlo al suo interno e dunque senza causare perturbazioni. Il bilancio rischi-benefici è destinato a cambiare adesso che è stato documentato il primo caso di tumore legato al loro utilizzo nell’ambito di una sperimentazione clinica? (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)

Cellule anti-cancro create direttamente nel corpo

Per ora l’exploit ha funzionato sul topo, ma se in futuro questo approccio dimostrasse di funzionare anche su soggetti umani potremmo avere un nuovo potente metodo per produrre cellule Car-T “in vivo” anziché “ex vivo”, ovvero direttamente nel corpo del paziente. Il video qui sopra è in inglese, ma vale la pena guardarlo (attivare i sottotitoli automatici in italiano è semplice: basta cliccare su “Guarda su YouTube” e, una volta lì, cliccare sulla rotellina delle impostazioni che si trova in basso sul video; nel menù comparirà la dicitura “subtitles” o sottotitoli che può essere settata sull’italiano). In alternativa, potete leggere qui sotto un riassunto dello studio pubblicato su Nature da ricercatori dell’Università di San Francisco e dell’Innovative Genomics Institute.

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Le TEA a Mantova, tris di incontri

Anna Meldolesi modererà tre incontri dedicati a “Il grano che verrà”, “Dal laboratorio al campo” e “La scienza e le sue regole”. A seguire tutte le informazioni.

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L’agricoltura ai Lincei: storie di futuro

Il 14 e il 15 maggio a Roma, anche in diretta streaming (qui il programma completo e le informazioni logistiche). Segnaliamo, in particolare, l’intervento di Pamela RONALD (University of California, Davis) “From Genomes to Grains: Engineering Rice for
a Changing Climate”, quello di Francesco SALAMINI (Linceo, Max-Planck-Institut für Züchtungsforschung, Colonia) “Agricoltura: storie di futuro” e la tavola rotonda finale con Michele MORGANTE (Università di Udine).

Gli Oscar della scienza premiano le terapie avanzate

Gli attori Sean Penn e Octavia Spencer premiano Stuart H. Orkin (Harvard University) e Swee Lay Thein (National Institutes of Health)

Li chiamano “Oscar della scienza” per il glamour hollywoodiano, ma assomigliano sempre più spesso a un gran galà delle terapie avanzate. Qualche esempio? Nel 2015 Cameron Diaz aveva consegnato il premio per le scienze della vita alle inventrici di CRISPR Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier. Nel 2025 era stata la volta di David Liu, il padre dei correttori di basi, premiato da Jodie Foster e Lily Collins. Ed ecco che nel 2026 la giuria composta dai vincitori delle precedenti edizioni (tra cui i pionieri delle CAR-T e dei vaccini a RNA) ha deciso di fare un passo indietro, omaggiando sette scienziati che hanno indagato le basi genetiche di gravi malattie e hanno messo la comunità scientifica sulla strada giusta per cercare una cura. (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)

Decodificare Venter, senza lenti ideologiche

Tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 andava di moda parlarne male: egotico, vendicativo, senza scrupoli, incarnava il diavolo agli occhi di chi non voleva che i capitali privati macchiassero l’innocenza della ricerca pubblica nella nascente genomica. Ma ormai la sfida lanciata da Craig Venter al consorzio pubblico del Progetto Genoma Umano è un ricordo lontano e lui non c’è più (è morto a 79 anni per un tumore, il 29 aprile 2026). L’ego ingombrante, dunque, ha smesso di fare ombra agli innegabili meriti. Eccone alcuni, in buona parte da condividere con il Nobel Hamilton Smith, che lo ha seguito in molte avventure e lo ha preceduto nell’uscita di scena lo scorso anno. (Continua su Le Scienze)

CRISPR alla simulazione della plenaria UE

AGO.RAí (ASSEMBLEA GENERALE DI ORVIETO RAGAZZI) è un progetto ideato e promosso dall’IIS Majorana-Maitani di Orvieto che coinvolge gli studenti delle scuole superiori in una simulazione dell’Assemblea Generale del Parlamento Europeo. I partecipanti, suddivisi in sei commissioni, discutono e votano le risoluzioni da loro stessi elaborate sui temi proposti annualmente. Anna Meldolesi vestirà i panni dell’esperta audita per il tema ingegneria genetica/editing genomico.