Un altro allarme su CRISPR? È la scienza, bellezza

keep-calm-and-sequence-dnaUn lavoro pubblicato su Nature Biotechnology da Allan Bradley e colleghi del Wellcome Sanger Institute in Gran Bretagna ha dimostrato che la forma classica di CRISPR, usata per editare cellule a rapida divisione, può causare riarrangiamenti piuttosto corposi del DNA in punti vicini al sito bersaglio. Possiamo considerarlo l’ultimo allarme su CRISPR, ma è anche una dimostrazione di come funziona la ricerca in biomedicina. Punto numero uno: nessuna tecnologia è perfetta, ma le migliori sono perfettibili. CRISPR appartiene a questa categoria, perché si tratta di una piattaforma biotech straordinariamente versatile e a rapida evoluzione. Quando leggiamo notizie del tipo “CRISPR causa questo o quel problema”, la prima domanda da fare è: di quale variante di CRISPR stiamo parlando? Perché ne esistono ormai molte, classiche o ad alta fedeltà, che agiscono sul DNA o sull’RNA, che tagliano per correggere o che correggono senza tagliare. In quest’ultimo caso, ad esempio, il problema non dovrebbe riguardare le varianti dette “correttori di basi”. Continua a leggere

Mai assaggiate le ciliegie di terra? Ci pensa CRISPR

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Le bacche di Physalis sono più grandi di un mirtillo, più piccole di un acino d’uva. Assomigliano a biglie dorate. Chi le ha assaggiate dice che hanno un gusto unico, a metà strada tra ananas e arancio. C’è da scommettere che diventeranno le prossime super-berry di tendenza, se Zachary Lippman riuscirà nell’impresa di domesticare questi frutti, deliziosi ma ancora selvatici, con qualche colpo di CRISPR. Continua a leggere

Mini-cervelli di Neanderthal assemblati con CRISPR

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Poter sbirciare nel cervello di un uomo di Neanderthal sarebbe un sogno per qualsiasi studioso dell’evoluzione dell’intelligenza umana. Per farsi un’idea delle capacità cognitive dei nostri parenti più stretti, finora, antropologi e neuroscienziati hanno dovuto accontentarsi di studiare la forma dei crani fossili e le testimonianze archeologiche rinvenute nei siti neandertaliani. Ora però siamo di fronte a una nuova frontiera che si apre, alla confluenza fra tre settori caldi delle scienze della vita: la paleogenomica (ovvero lo studio su larga scala del DNA antico), gli organoidi (ovvero la possibilità di assemblare dei modelli in 3D degli organi umani a partire da cellule staminali in coltura) e CRISPR (la tecnica più in voga per l’editing genomico, vale a dire per la correzione mirata delle lettere del DNA). Continua a leggere

Rivoluzione senza frontiere

CRISPR Democratization

CRISPeR maniaci di tutto il mondo unitevi. Il CRISPR Journal mette in copertina la democratizzazione dell’editing genomico e dedica un approfondimento alla società no-profit che sta globalizzando l’avventura scientifica di CRISPR. Si chiama Addgene e funziona come centro di raccolta e smistamento degli ingredienti chiave di questa tecnologia. Qualche tempo fa la MIT Technology Review l’ha paragonata a un’Amazon (o a un’Ikea) capace di soddisfare le richieste per componenti biologiche in arrivo da tutti i paesi del mondo, o quasi. Ma in questo caso l’obiettivo non è guadagnarci sopra. Continua a leggere

Rischio cancro? Piano con l’allarmismo su CRISPR

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Credit: Ernesto del Aguila III, National Human Genome Research Institute, NIH

Le terapie geniche a base di CRISPR potrebbero avere effetti collaterali cancerogeni? Ad accendere i riflettori su questo rischio potenziale sono stati due lavori pubblicati su Nature Medicine, che hanno attirato l’attenzione dei media internazionali, penalizzando le quotazioni in borsa delle più importanti società del settore. Gli specialisti però invitano alla calma. CRISPR non è magica, e nessuna tecnologia è esente da limiti e difetti. Ma finora tutti gli allarmi lanciati su questa piattaforma per l’editing genomico sono stati ridimensionati dopo un esame più attento. Seppure gli ultimi dati dovessero essere confermati da studi più approfonditi, è probabile che il rischio cancro possa essere contenuto o eliminato adottando contromisure adeguate. Continua a leggere

CRISPR, reinventiamo l’acronimo!

Crispr scarabeoCambiare nome non avrebbe senso. Ci siamo abituati e ci piace così. Ma il significato letterale dell’acronimo CRISPR ormai ci va stretto. Perché non reinventarlo? Nell’immagine sotto c’è la spiegazione ufficiale dell’acronimo, così com’è stato coniato dal microbiologo Francisco Mojica, e poi a seguire un paio di proposte avanzate da me. Perché quando si dice CRISPR, è raro ormai che ci si riferisca alle sequenze batteriche che sono servite come fonte di ispirazione per i biotecnologi. Ci si riferisce quasi sempre alla tecnica di editing genomico, che dovrebbe chiamarsi CRISPR-Cas ma viene comunemente accorciata in CRISPR. Il gioco per trovare nuovi significati al vecchio acronimo è aperto a tutti i CRISPeR-maniaci. Qualche idea?  Continua a leggere