CRISPR esteti, il libro per voi

Cari appassionati di editoria, ora CRISPR è anche un glifo! Nel libro di Kevin Davies “Editing Humanity” i paragrafi non sono separati dai soliti simboli, come § oppure ¶ (quest’ultimo è detto piede di mosca). Il segno tipografico che serve a marcare la suddivisione del testo ha assunto l’aspetto di un cerchio (la proteina Cas9) da cui fuoriesce il filamento dell’RNA guida (foto nella gallery). Il libro di Davies (ex fondatore di Nature Genetics, ora al CRISPR Journal) è aggiornatissimo, ricco di rivelazioni e curatissimo dal punto di vista grafico. Bello anche l’inserto fotografico centrale, che si apre con l’immagine di CRISPR in azione ripresa con la microscopia a forza atomica e poi rende omaggio ai protagonisti dell’avventura scientifica di CRISPR. Qui la recensione apparsa su Nature.

Editing ereditabile: in Italia si può?

Nelle mappe globali pubblicate dal CRISPR Journal il nostro paese rappresenta un’anomalia. L’articolo 13 della legge sulla fecondazione assistita e la ratifica incompleta del protocollo di Oviedo sortiscono il paradossale effetto teorico di lasciare la porta socchiusa ai bambini geneticamente modificati.

Guardatela bene questa mappa, è contenuta nella più dettagliata e aggiornata analisi mai pubblicata sulle politiche varate nel mondo a proposito di editing degli embrioni umani. Si riferisce, in particolare, all’editing effettuato a scopo riproduttivo, non a scopo di ricerca.

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Il prequel del Nobel a CRISPR

Alcuni dei pionieri di CRISPR insieme alle vincitrici del Nobel, durante un’altra premiazione. Da sinistra: Rodolphe Barrangou, Jennifer Doudna, Virginijus Siksnys, Emmanuelle Charpentier e Philippe Horvath (credit: Suzanne Camarata Ball)

C’era una volta CRISPR. La storia della scoperta del Nobel comincia prima del fondamentale esperimento di Doudna e Charpentier. Con il BoLive ho parlato dei pionieri della fase più acerba, quelli che hanno seminato gli indizi sulla strada delle due scienziate e in qualche caso non sono stati baciati dalla fortuna. Come il lituano Virginijus Siksnys che era decisamente sulla pista giusta ma è stato rallentato dagli ostacoli editoriali.

Chiamami CRISPR. Sono la tua birra

Il nome non lascia spazio a dubbi. Le doppie eliche enfatizzano elegantemente il concetto. Una scritta in basso chiarisce: “brewed with CRISPR edited yeast”, fermentata con lievito editato con CRISPR. Per essere precisi, lievito lager corretto per prevenire un difetto comune della birra, quella sgradevole nota di burro dovuta alla produzione di diacetile.

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Il futuro di CRISPR, secondo la sua inventrice

Jennifer Doudna (Innovative Genomics Institute, Berkeley) ha vinto il Nobel per la chimica 2020 per l’invenzione di CRISPR, insieme ad Emmanuelle Charpentier

Il Nobel per l’invenzione di CRISPR ha generato grande entusiasmo. Merito della tecnica premiata, che sta trasformando la pratica e anche l’immagine dell’ingegneria genetica. E merito delle sue inventrici, che sono diventate un modello di collaborazione, rigore, creatività e capacità di sfondare il tetto di cristallo. Tra tutti i pionieri di CRISPR, Jennifer Doudna è colei che più si è spesa per avviare dentro e fuori dalla comunità scientifica un dibattito sull’innovazione responsabile nel campo dell’editing, riunendo gruppi di lavoro e scrivendo anche per i non-specialisti. Seguendo il suo esempio, intorno a CRISPR è cresciuta una comunità di ricercatori che s’impegna per discutere pubblicamente, tessendo la tela di scienza e democrazia. (Continua sul sito di Osservatorio Terapie Avanzate)

Doudna sull’editing in agricoltura

credit Ft

Annunciando il meritatissimo premio a Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier, Claes Gustafsson, chair del Comitato del Nobel per la chimica, ha citato espressamente l’utilizzo di CRISPR per lo sviluppo di “piante innovative”. Poi il Nobel è stato festeggiato dai media parlando molto delle applicazioni mediche dell’editing genetico e pochissimo di quelle agrarie. Eppure Jennifer Doudna ha detto in molte occasioni di credere che CRISPR potrebbe contribuire a un’agricoltura più sostenibile e lo ha ribadito il 20 ottobre, fresca di Nobel, intervenendo al World CRISPR Day.

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