Chi pontifica sull’editing del QI?

Charles Murray si definisce “Marito, padre, scienziato sociale, scrittore, madisoniano. O forse ideologo di estrema destra, pseudoscienziato, malvagio”. In effetti la sua figura è indissolubilmente legata a un pessimo libro sul rapporto tra intelligenza e razza uscito negli anni ’90 e intitolato “The Bell Curve”. Ebbene, qualche giorno fa Murray è intervenuto su Twitter a proposito dell’editing genomico e della possibilità di usarlo per aumentare il quoziente intellettivo dei bambini, preannunciando lo sviluppo di un fiorente mercato. Le repliche sono arrivate numerose, tra confutazioni e sberleffi. Eccone una piccola selezione. Tra tutti, segnaliamo il pioniere dell’editing Fyodor Urnov, che ringrazia ironicamente Murray perché continua a fornire materiale utile per le sue lezioni su pontificazioni disinformate e pseudoscienza ideologica. “Grazie per 25 anni di aiuto nell’insegnamento @charlesmurray”.

C’eravamo tanto amate

Storia della scienza o gossip? Il libro sulla CRISPR saga firmato dal molto influente (e molto bravo, va detto) Walter Isaacson prova a rispondere a una domanda che mi ronzava in testa dal 2013 o giù di lì. Perché dopo aver firmato insieme l’immortale paper del 2012 su Science le strade delle inventrici di CRISPR si sono divise? Separazione consensuale? Chi ha lasciato chi?

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I retroscena della saga CRISPR

Ricevere le attenzioni di Walter Isaacson è un’altra medaglia che Jennifer Doudna può appendersi al camice. Biografo e giornalista appassionato di storia, Isaacson è una delle penne più influenti degli Stati Uniti (tra le altre cose ha guidato la CNN). Prima di dedicarsi all’inventrice di CRISPR ha ritratto Steve Jobs, Leonardo da Vinci, Albert Einstein, Benjamin Franklin e Henry Kissinger, arrivando al grande pubblico senza dispiacere ai lettori raffinati.

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Caro Neanderthal, ti presento CRISPR

Da decine di migliaia di anni la specie umana se ne sta seduta su un ramo periferico dell’albero della vita, senza parenti più prossimi dello scimpanzé. Siamo letteralmente gli unici uomini e le uniche donne al mondo. Ma c’è stato un tempo non molto lontano in cui i nostri antenati diretti condividevano il pianeta con altri tipi di Homo. Con alcuni ci siamo persino incrociati. Cosa ci distingue da loro? Perché solo noi abbiamo creato i palazzi rosa di Jaipur, Guerra e pace, i razzi per Marte? 

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CRISPR contro il dolore cronico

Il bersaglio da colpire è stato individuato anni fa grazie a un ragazzo pakistano, che usava la propria insensibilità al dolore per esibirsi in numeri pericolosi, con carboni ardenti e lame affilate, ed è morto tragicamente. Studiando il suo caso e altri cinque individui appartenenti allo stesso clan, anch’essi immuni al dolore, è stata notata una mutazione rara a carico del gene SCN9A e il lavoro è finito su Nature. Poi diversi gruppi di ricerca hanno seguito questa pista, nella speranza di offrire a tanti pazienti un sollievo farmacologico senza troppe controindicazioni. Ora finalmente un lavoro pubblicato su Science Translational Medicine suggerisce che la soluzione potrebbe arrivare da una terapia genica a base di CRISPR. (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)

Musica CRISPR: la super compilation dei pionieri

I video completi sono sul canale YouTube dei Canada Gairdner Awards

Chi viene premiato ai prestigiosi Canada Gairdner Awards deve scegliere la musica che lo accompagnerà sul palco. Appena l’ho scoperto sono andata a cercare i video dei pionieri di CRISPR, insigniti nel 2016, e li ho messi insieme. Apre le danze (letteralmente) la co-inventrice (ora Nobel) Jennifer Doudna, con On the Sunny Side of the Street nella versione di Billie Holiday. Divertenti le mosse dei due pionieri che hanno scoperto come proteggere lo yogurt dagli attacchi virali usando il sistema CRISPR: Rodolphe Barrangou fa la sua bella figura in smoking al ritmo di Happy, by Pharrell Williams, mentre Philippe Horvath si scatena con un adattamento jazz di Mission Impossible. Non ho incluso Feng Zhang, che ha scelto la colonna sonora di Jurassic Park, perché non balla (ma chi vuole può vederlo qui). Chiude l’altra co-inventrice (ora Nobel) Emmannuelle Charpentier, ma non voglio rivelarvi la sua (sorprendente e azzeccatissima) scelta musicale. No spoiler, ma alla fine ho inserito il testo della canzone scelta dalla microbiologa più stilosa del mondo, perché sembra che sia stato scritto immaginando le future evoluzioni di CRISPR!

CRISPR in stile Ikea

Due lavori, pubblicati su Nature Communications e The CRISPR Journal, suggeriscono che l’ultima tendenza in atto è progettare kit assemblabili dentro alla cellula, modulari e multitasking. Anziché fondere la Cas9 ad altri enzimi, si forniscono i ganci molecolari (nanocorpi o aptameri) per reclutare i singoli pezzi. La strategia può servire sia per fare editing dell’epigenoma che per fare base editing. Ne ho scritto per Osservatorio Terapie Avanzate.

CRISPR test per Covid: a che punto siamo?

Le difficoltà del tracciamento durante la pandemia dimostrano che c’è urgente bisogno di test rapidi e affidabili, e CRISPR si candida a rappresentare una svolta anche in campo diagnostico. Qualche mese fa avevo fatto il punto per Osservatorio Terapie Avanzate, ma cosa è successo nel frattempo? I due gruppi rivali, che fanno capo ai due pionieri di CRISPR Jennifer Doudna e Feng Zhang, pensano di arrivare sul mercato con i loro test rapidi per la fine del 2021. La competizione è forte, spiega Walter Isaacson su STAT, ma i brevetti sono stati messi da parte per il bene comune.