La corsa di CRISPR per testare Sars-CoV2

I test della piattaforma Sherlock

La pandemia ha messo a nudo le carenze della diagnostica molecolare e sta dando una spinta all’innovazione. Per identificare rapidamente i positivi, anche quelli con pochi o nessun sintomo, i tamponi classici non bastano. Servono test più semplici, da effettuare in modo decentralizzato, anche con l’aiuto di CRISPR.

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Il nuovo golden rice dell’era CRISPR

Su Nature Communications arrivano i primi chicchi arricchiti di beta-carotene con l’editing genomico, ma per la legge sarebbero OGM come il riso dorato prodotto vent’anni fa con l’ingegneria genetica classica

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Un Asimov per il dopo CRISPR

Da Blade Runner a Rampage, passando per Jurassic Park e Gattaca. Dall’ingegneria genetica a CRISPR, passando per le altre tecnologie di editing genomico. Sul blog di AddGene, Kartik Lakshmi Rallapalli ha provato a intrecciare le traiettorie di scienza e fantascienza come se fossero i due filamenti di una doppia elica. L’idea è suggestiva, ma la questione non è semplice come un accoppiamento tra nucleotidi.

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Un CRISPR test per il coronavirus

Con l’emergenza coronavirus in corso servirebbero test diagnostici rapidi, economici e facili da usare. E CRISPR potrebbe dare una mano. La piattaforma Sherlock è un sistema sensibile e specifico, basato su una variante di CRISPR, che in questo caso non serve a modificare genomi ma a trovare il materiale genetico di virus, batteri o cellule tumorali e suonare l’allarme. Funziona anche per la Covid-19?

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Un orto verticale per CRISPR

Il cibo lo volete a chilometro zero, senza pesticidi, a basso consumo di suolo e di acqua? La riposta potrebbe arrivare dall’urban farming e dagli orti verticali, almeno per i consumatori benestanti. Finora le coltivazioni indoor hanno preso piede più che altro per insalate e ortaggi da foglia, ma l’editing genomico promette di allargare il menù e la Nasa guarda agli sviluppi con interesse.

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