AGO.RAí (ASSEMBLEA GENERALE DI ORVIETO RAGAZZI) è un progetto ideato e promosso dall’IIS Majorana-Maitani di Orvieto che coinvolge gli studenti delle scuole superiori in una simulazione dell’Assemblea Generale del Parlamento Europeo. I partecipanti, suddivisi in sei commissioni, discutono e votano le risoluzioni da loro stessi elaborate sui temi proposti annualmente. Anna Meldolesi vestirà i panni dell’esperta audita per il tema ingegneria genetica/editing genomico.
Photo credit Brett Shipe / J. Craig Venter Institute
Craig Venter è stato il primo uomo a leggere il proprio genoma (la sua sequenza completa è stata pubblicata nel 2007). Ha potuto studiare le proprie predisposizioni genetiche e sottoporsi ai test più avanzati per verificarne l’attendibilità nel mondo reale. Nel 2014 ha lanciato una company chiamata Human Longevity proprio per costruire ponti tra sequenze e diagnosi. In questo modo nel 2016 aveva identificato e sconfitto un tumore alla prostata, ma scienza e fortuna non sono bastate a salvarlo una seconda volta nel 2026. Quando il 29 aprile se n’è andato, non aveva realizzato tutto quello che avrebbe voluto, ma più che abbastanza per assicurarsi un posto nella storia e forse anche per farsi apprezzare da molti dei suoi vecchi rivali. [Continua su Osservatorio Terapie Avanzate]
L’Innovative Genomics Institute, fondato da Jennifer Doudna, torna a fare il punto sui trattamenti di editing in via di sperimentazione nel mondo per malattie genetiche e non solo
Fra i tagli alla ricerca dell’amministrazione Trump, la contrazione dei fondi di venture capital e le incertezze create dalle mutevoli politiche in ambiti confinanti, come i vaccini a RNA, l’ultimo anno è stato tutt’altro che tranquillo per le terapie basate sull’editing genomico. Ciò nonostante, i trial clinici hanno continuato a crescere e un paio di trattamenti si avvicinano alla commercializzazione. Inoltre il successo della prima terapia personalizzata sviluppata per un neonato con una malattia rara (Baby KJ) ha avviato un ripensamento regolatorio che promette di creare nuove opportunità. È questa l’ultima fotografia scattata dall’Innovative Genomics Institute, che monitora regolarmente progressi e prospettive della medicina CRISPR. (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)
Forse vi è capitato di imbattervi in una news di Sciencepubblicata la scorsa settimana con una certa enfasi. Titolo: “Scienziati sbalorditi dal ‘modo fondamentalmente nuovo’ in cui la vita produce il DNA”. Sottotitolo: “Un sistema di difesa batterico appena scoperto mette in discussione il dogma centrale del codice genetico”. Per come l’ha spiegata il reporter Richard Stone (che di solito non copre la biologia molecolare, ma fa inchieste sul campo in paesi difficili), sembra che sia stato trovato un enzima batterico (DRT3b) capace di sintetizzare il DNA in modo diverso dal solito. Usando la struttura chimica dei suoi aminoacidi come calco, al posto di uno stampo genomico.
Alza un gene qui, abbassa un gene là. Per potenziare le capacità fotosintetiche delle piante, probabilmente, bisognerà imparare a dirigere con maestria un’orchestra di geni. Riuscirci sarebbe utile per immagazzinare almeno una parte delle emissioni di anidride carbonica colpevoli dei cambiamenti climatici e anche per aumentare i raccolti. I ricercatori dell’Innovative Genomics Institute fondato da Jennifer Doudna lavorano su un enzima chiave detto rubisco e per mappare gli elementi da editare per accendere la fotosintesi nelle piante del futuro.
Il 7 aprile del 2025 sgranavamo gli occhi davanti alle prime immagini dei lupi “arcaicizzati” grazie a interventi multipli di editing genetico, ricordate? Quasi subito sono partite le polemiche: è vera de-estinzione? sono veri metalupi? Ovviamente i metalupi sono animali immaginari, mentre de-estinzione è un neologismo che può essere interpretato in modo più o meno restrittivo. Per non rimanere intrappolati nella disputa linguistica, diciamo che si è trattato del recupero genetico di alcuni tratti scelti a partire dal genoma di una specie estinta (l’enocione) che ha ispirato una serie di fantascienza. Archiviata la questione lessicale, a un anno di distanza, la domanda è: come stanno questi lupacchiotti tanto speciali?
Un esperimento durato 20 anni uscito su Nature Communications ha dimostrato che la clonazione seriale di un singolo topo raggiunge un limite insuperabile alla 58ª generazione. Le mutazioni del DNA si accumulano in modo incontrollato, rendendo impossibile continuare. Questa scoperta, come vedremo, potrebbe avere delle conseguenze anche per alcuni filoni di ricerca basati sull’editing genomico.
La maggior parte delle piante su cui si basa la nostra alimentazione muore dopo aver completato un ciclo vitale, perciò è necessario seminarle ogni anno. Alcune specie selvatiche affini al riso però possono sopravvivere per più cicli e per questo sono dette perenni. La buona notizia è che un gruppo cinese ha identificato un locus genico che codifica per un regolatore chiave (un microRNA) e può consentire la ricrescita vegetativa. Grazie agli incroci, Bingxin Dai e colleghi hanno introdotto questa e altre caratteristiche utili nel riso comune, sviluppando delle linee in grado di crescere per più di un anno. Questo riso non è ancora perfetto, in particolare saranno necessari degli aggiustamenti per ottenere una piena fertilità. Ma il traguardo del perennialismo è un po’ più vicino. E la speranza è che piante come queste in futuro consentiranno un’agricoltura più sostenibile, riducendo la perdita di suolo dovuta alle arature, oltre al consumo di energia e prodotti agrochimici.