Illustrare CRISPR con grazia e rigore

Stanchi di illustrare articoli e presentazioni sull’editing genomico con i soliti disegni di forbici genetiche e coltellini svizzeri multifunzione? Forse non sapete che l’Innovative Genomics Institute, quello fondato dall’inventrice di CRISPR Jennifer Doudna, offre gratuitamente le immagini sviluppate dai suoi grafici per scopi didattici e non commerciali. Date un’occhiata alla sezione Science x Art del loro sito, da cui è ripresa anche questa immagine, e al loro glossario illustrato.

L’atlante dei genomi vegetali

Mentre impariamo a rimodellare i genomi cresce anche il bisogno di organizzare in modo efficiente e accessibile le informazioni. Ormai sono stati sequenziati più di mille genomi di piante, con un’accelerazione crescente, dunque è una buona notizia che la comunità dei genetisti vegetali possa contare su PubPlant, il nuovo atlante interattivo, aggiornabile e liberamente accessibile presentato su Frontiers in Plant Science. Ne ha scritto la rivista The Scientist, paragonandolo a una sorta di Google Maps del DNA vegetale, utile per trovare più rapidamente regioni genomiche chiave per tratti come la resistenza, la qualità nutrizionale o gli adattamenti al clima. (Credit immagine: Salk Institute-USDA)

Baby KJ nella top ten di Nature

Ogni dicembre Nature sceglie le 10 persone dell’anno, quelle che più hanno segnato l’anno che si appresta a finire. Per il 2025 non poteva mancare il piccolo KJ Muldoon di cui tante volte abbiamo scritto. Il primo neonato destinatario di un trattamento CRISPR sviluppato soltanto per lui, l’ispiratore di nuove regole per la sperimentazione di terapie avanzate per le malattie rare, la mascotte di cui malati, familiari, medici e scienziati avevano bisogno per guardare con più fiducia al futuro dell’editing in medicina.

La ricetta CRISPR per cambiare il numero dei cromosomi

Iain M Porter/University of Dundee, Wellcome Images

Noi umani ne abbiamo 23 coppie. L’animale che detiene il record (una farfalla di nome Polyommatus atlantica) può vantarne 229. Alcune piante ne posseggono ancora di più, ma il loro corredo è andato incontro a moltiplicazioni. Parliamo di cromosomi, naturalmente. Il loro numero è caratteristico di ogni specie e conserva un alone di mistero. Perché proprio quel numero? Che cosa succederebbe se lo cambiassimo? Negli animali gli effetti tendono a essere deleteri: i topi con cromosomi fusi, per esempio, mostrano problemi di comportamento, crescita e fertilità. Le piante, però, sembrano piuttosto flessibili, come dimostra un esperimento eseguito con l’aiuto delle forbici genetiche CRISPR e pubblicato su Science.

Continua a leggere

CRISPR può resuscitare Neanderthal?

Oltre duecento anni dopo la pubblicazione del capolavoro di Mary Shelley, in tanti abbiamo visto l’ultimo film dedicato a Frankenstein. Nella versione di Guillermo del Toro la “mostruosa” creatura ha un che di seduttivo, ma la sua diversità è una condanna alla solitudine. Nel complesso la storia continua a essere un monito sulla scienza che è capace di grandi exploit ma non di prendersi cura delle sue invenzioni. E allora, chi oggi assembla geni per riportare in vita specie estinte commette lo stesso errore del dottore che voleva sconfiggere la morte assemblando cadaveri? Dobbiamo preoccuparci che, dopo piccioni viaggiatori e mammut, i sostenitori della de-estinzione oseranno cimentarsi con gli uomini arcaici? Ne ho scritto su Le Scienze, interpellando il paleogenetista Tom Gilbert, lo specialista di organoidi neandertalizzati Alysson Muotri, la bioeticista Alta Charo e la giurista Marta Tomasi.