Nature Italy: zero campi CRISPR e una speranza

Il Governo Draghi non si è ancora espresso in materia. Durante il Governo Conte, però, le autorità competenti italiane hanno risposto in modo iper-cauto al questionario della Commissione europea, arrivando a negare che le Nuove Tecnologie Genomiche potranno essere di qualche utilità. Intanto i ricercatori italiani cercano di districarsi tra difficoltà burocratiche e scarsità di fondi. Ecco il quadro che emerge dal mio lavoro per Nature Italy.

CRISPR Journal da leggere

Questo è davvero un numero con tanti articoli di interesse generale, su tutte le principali applicazioni di CRISPR. Imperdibile Fyodor Urnov, che con il suo martello Crispr e la falce dell’anemia, ragiona sui successi e sulle sfide degli interventi di terapia genica per le emoglobinopatie. Il direttore della rivista Rodolphe Barrangou analizza insieme a due colleghi le promesse (infrante) per un’agricoltura biotech sostenibile. Un gruppo di specialisti, tra cui Andrea Crisanti, propone un codice etico per i gene drive, basato su responsabilità scientifica, stewardship ecologica, coinvolgimento della società e condivisione dei benefici.

Piante CRISPR & clima: serve un nuovo Principio di precauzione

La rivista Global Food Security ha pubblicato un’interessante analisi di Sarah Garland (Earth Institute, Columbia University), che suggerisce di ribaltare la prospettiva sul Principio di precauzione, invocandolo per sostenere l’importanza delle nuove biotecnologie per l’agricoltura alle prese con la crisi climatica. Se si porta l’attenzione, com’è opportuno e doveroso, sulla minaccia rappresentata dai cambiamenti climatici, l’approccio precauzionale caro al movimento ambientalista e alle istituzioni europee può diventare un argomento fondamentale nella campagna a favore delle piante geneticamente editate.

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Doudna sull’editing in agricoltura

credit Ft

Annunciando il meritatissimo premio a Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier, Claes Gustafsson, chair del Comitato del Nobel per la chimica, ha citato espressamente l’utilizzo di CRISPR per lo sviluppo di “piante innovative”. Poi il Nobel è stato festeggiato dai media parlando molto delle applicazioni mediche dell’editing genetico e pochissimo di quelle agrarie. Eppure Jennifer Doudna ha detto in molte occasioni di credere che CRISPR potrebbe contribuire a un’agricoltura più sostenibile e lo ha ribadito il 20 ottobre, fresca di Nobel, intervenendo al World CRISPR Day.

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Le accademie tedesche chiedono nuove regole per CRISPR e OGM

Picture: Sisters of Design

Oggi le Accademie tedesche delle scienze e l’ente nazionale per la ricerca Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG) hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in risposta alla sentenza della Corte di giustizia europea che nel luglio del 2018 aveva equiparato le piante editate agli organismi transgenici. Per evitare che la ricerca e l’agricoltura vengano danneggiate da regole che non hanno solide basi scientifiche, la Germania propone una strategia di breve e una di lungo periodo.

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Eppur si muove. Il dibattito che vorrei su CRISPR in agricoltura

Pochi giorni fa ho partecipato alla tavola rotonda sull’editing genomico organizzata da Confagricoltura al CicapFest. L’appuntamento è arrivato pochi giorni dopo le aperture sull’uso delle biotecnologie in agricoltura del Ministro Bellanova (che si è detta favorevole a riaprire il dibattito sugli Ogm) e del presidente di Coldiretti Ettore Prandini (che l’ha esortata a lavorare in sede europea a favore dell’editing genomico). Qui metto nero su bianco alcuni dei concetti che ho espresso dialogando con il genetista Michele Morgante, l’agronoma-imprenditrice Deborah Piovan, la moderatrice Beatrice Mautino e il pubblico di Padova, nella speranza che possano illuminare alcuni punti cruciali.

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