Taglia-e-cuci del DNA: è sessismo?

“Cucire. Cucinare. Impastare. Questi e altri verbi mutuati dall’esperienza storica delle donne nella gestione della casa vengono spesso applicati nel discorso pubblico ad azioni che niente hanno a che fare col cibo o il rammendo, ma che vi vengono ricondotte solo perché a compierle è una donna”, scrive Michela Murgia in un passaggio dedicato all’invenzione di CRISPR nel libro Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire più (Einaudi 2001).

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Arigatò CRISPR: il Giappone regala pomodori editati

Fotogramma del video di presentazione dei pomodori editati ad alto contenuto di GABA

Le piantine della varietà Sicilian Rouge sviluppate da una piccola società di Tokyo vengono distribuite gratis ai coltivatori amatoriali. Grazie a un taglio mirato sul DNA producono una maggior quantità di un amminoacido utile contro l’ipertensione.

Il debutto di CRISPR in campo agrario sta avvenendo in modalità slow. Non in una grande farm a coltivazione intensiva degli Stati Uniti, ma negli orti fai-da-te del Sol Levante. Le prime plantule di pomodoro geneticamente editate hanno iniziato a lasciare la Sanatech Seed di Tokyo ai primi di maggio, per essere recapitate gratuitamente agli oltre cinquemila cittadini che ne hanno fatto richiesta online.

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Una giuria popolare per l’editing?

Esce oggi su Science un intervento firmato da 25 studiosi che propongono un esperimento inedito di tipo sociale. Far discutere delle problematiche relative all’editing un gruppo di un centinaio di persone che avrebbe l’onore e l’onere di rappresentare le opinioni del mondo. Scelti per rappresentare la popolazione globale in tutta la sua diversità, dovrebbero essere uomini e donne di ogni continente, differenti per età, livello di istruzione, appartenenze socio-culturali. Un po’ focus group, un po’ assemblea di condominio globale, un po’ super-giuria popolare.

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La gemella cattiva di Doudna su Netflix

Ho visto la prima stagione di Biohacker, la serie Netflix che narra un’oscura trama a tema biotech. Cercherò di limitare al massimo gli spoiler, per non rovinarvi i colpi di scena di queste sei puntate. Quello che mi interessa, più che altro, sono i personaggi: cosa ci dicono sull’evoluzione dell’immaginario? Quanto c’è di fresco e quanto di scontato nel modo in cui viene raccontata la ricerca nelle scienze della vita?

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CRISPR & società: riparte il dialogo

Dopo aver fatto tappa a Berkeley, Boston e Wageningen, quest’anno le Conversazioni su scienza, società e futuro dell’editing genomico adottano la modalità virtuale. Si comincia il primo settembre con un panel sul giornalismo: quali storie, le storie di chi e perché? Ne discutono: Tamar Haspel (Washington Post), Antonio Regalado (MIT Technology Review), Elliot Kirschner (Executive Producer, Human Nature and the Wonder Collaborative). Modera Ting Wu (Harvard Medical School).

CRISPR su Instagram

Instagram è un social iper-visivo, con un linguaggio e un ritmo molto veloci. Non ero sicura che fosse adatto a raccontare un tema complicato come CRISPR. Ma dopo aver dedicato a questa tecnologia un libro, svariati long-reading, molti articoli e moltissimi post ho voluto provare anche Instagram. Continua a leggere

DNA REVOLUTION SU RAI2

Nella puntata disponibile su RaiPlay anche un ricco approfondimento sulla terapia anticancro CAR-T e molti spezzoni del bellissimo documentario d’autore Human Nature, che racconta la scoperta e la posta in gioco di CRISPR e molto altro ancora.

CRISPR per i giornalisti

Il 5 dicembre a Roma, al Media Tutorial dell’Osservatorio Terapie Avanzate valido per la Formazione continua dei giornalisti, ci saranno leading scientist e specialisti della comunicazione biomedica per parlare di terapia genica, terapia cellulare, ingegneria tissutale, organoidi, editing genomico, CAR-T. Il mio intervento sarà sul Brave New Journalism, ovvero su memi e tic del giornalismo nelle scienze della vita, da Dolly a CRISPR.

I picchi di Twitter e i sentimenti per CRISPR

Gli entusiasmi della prima ora iniziano a raffreddarsi un pochino, a giudicare dalla prima analisi dei cinguettii su CRISPR che sono risuonati su Twitter negli ultimi anni. E fin qui non c’è niente di strano, un certo décalage anzi era prevedibile e fisiologico. Ma qualche sorpresa c’è, nello studio pubblicato da autori svizzeri su bioRxiv.

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