Correggere il DNA prima della nascita: sì o no?

Le biotecnologie continuano a suscitare una generica diffidenza nell’opinione pubblica ma, secondo l’ultimo sondaggio svolto dal Pew Research Center in venti paesi tra cui l’Italia, la maggioranza delle persone è favorevole all’editing degli embrioni a scopo terapeutico. Sorprende l’India, che dice sì anche al potenziamento dell’intelligenza.

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Editing ereditabile: in Italia si può?

Nelle mappe globali pubblicate dal CRISPR Journal il nostro paese rappresenta un’anomalia. L’articolo 13 della legge sulla fecondazione assistita e la ratifica incompleta del protocollo di Oviedo sortiscono il paradossale effetto teorico di lasciare la porta socchiusa ai bambini geneticamente modificati.

Guardatela bene questa mappa, è contenuta nella più dettagliata e aggiornata analisi mai pubblicata sulle politiche varate nel mondo a proposito di editing degli embrioni umani. Si riferisce, in particolare, all’editing effettuato a scopo riproduttivo, non a scopo di ricerca.

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Ereditabile o germinale?

Con qualche giorno di ritardo segnalo l’uscita del nuovo, atteso rapporto sull’editing germinale. Anzi no, sull’editing ereditabile (in coda al post spiego il perché di questo cambiamento lessicale). In breve, il rapporto si concentra sugli aspetti tecnici dell’editing effettuato ai primi stadi embrionali (e in futuro probabilmente anche nelle cellule sessuali che andranno a formare l’embrione), senza soffermarsi sulle questioni bioetiche e sociali.

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