Amare le piante, la scienza, la vita

“Dagli esordi nella genetica della fioritura alla svolta applicativa sulla resistenza al brusone. Dalla festosa inaugurazione della prima sperimentazione in campo alla sua distruzione a opera di ignoti vandali. La speranza verde è un saggio autobiografico in cui divulgazione e passione civile si incontrano, a tratti, con la scrittura creativa. Per esempio nel dialogo immaginario tra i maldestri attivisti persi nella risaia, che riesce a trasformare lo sdegno in risate (non preoccupatevi per le povere piantine, c’è il lieto fine)”, scrivo nella mia recensione sul numero di settembre di Le Scienze. Con la convinzione che il libro di Vittoria Brambilla e Fabio Fornara abbia molto da dire sia agli appassionati di biotecnologie che ai dubbiosi: “A lettura ultimata entrambi scopriranno di aver imparato molto senza annoiarsi mai (e forse anche di essersi affezionati a una coppia di scienziati speciali)”.   

L’AI scoprirà i nuovi farmaci: cosa c’è di vero?

No, non cureremo la maggioranza delle malattie nel giro di 5-10 anni come ha detto il capo di Anthropic Dario Amodei. Ma da AlphaFold in poi la carica dei modelli AI nelle scienze della vita non si è più fermata, conquistando le copertine delle riviste scientifiche più prestigiose. Cosa possiamo realisticamente aspettarci? Ne parlo nella nuova puntata della videorubrica 3e14, sul sito di Le Scienze (qui un assaggio, il video completo è per gli abbonati).

Il futuro possibile degli Ogm secondo Francesco Salamini

I quattro direttori di dipartimento del Max Planck Institute di Colonia: da sinistra verso destra Jeff Schell (Agrobacterium), Heinz Saedler (trasposoni), Klaus Hahlbrock (biologia delle malattie dei vegetali) e Francesco Salamini (applicazioni e genomi) [credit F. Salamini]

Dopo gli incroci della prima metà del Novecento, a opera di Nazareno Strampelli. Dopo la mutagenesi e le banche del germoplasma ai tempi della guerra fredda e del boom economico, in cui si distingue Gian Tommaso Scarascia Mugnozza. Il terzo episodio della mia serie sulle grandi innovazioni e sui grandi protagonisti della genetica agraria italiana è dedicato agli Ogm e all’influente figura di Francesco Salamini (un grande genetista con l’animo del naturalista, direttore del Max Planck Institute for Plant Breeding a Colonia e molto altro ancora). Sempre su Le Scienze sta per uscire la quarta e ultima puntata della serie “Semi e geni”, didicata all’oggi e al domani.

Dagli spaghetti atomici alle banche dei semi

Ecco la seconda puntata della mia serie “Semi e geni” sulla storia della genetica agraria italiana. Dopo gli incroci pionieristici di Nazareno Strampelli nella prima metà del ‘900, cambiamo epoca e tecnologie. C’è la guerra fredda, il boom economico e uno scienziato che sperimenta con due approcci solo apparentemente opposti: futuristico, hitech e potente il primo (la mutagenesi indotta con radiazioni), nostalgico, low-tech e gentile il secondo (le banche del germoplasma). Gian Tommaso Scarascia Mugnozza è una figura di rilevanza internazionale, che merita di essere ricordata e riscoperta. Nelle prossime settimane altri scienziati italiani e nuove tecnologie, sempre su Le Scienze.

Da Strampelli alle TEA – su Le Scienze

Per festeggiare il nuovo regolamento europeo sulle Tea (che illustro su Le Scienze guardando anche e soprattutto a quello che accadrà nei prossimi cruciali due anni), Le Scienze ha preparato una serie intitolata “Semi e geni. Storie italiane di scienza nei campi”. Ripercorreremo insieme quattro diverse stagioni della genetica agraria attraverso i ritratti dei protagonisti italiani. Cominciamo oggi con Nazareno Strampelli e i suoi incroci tradizionali, proseguiremo con le innovazioni successive (mutagenesi e banche dei semi, Ogm e selezione assistita da marcatori, editing genomico). Buona lettura!

Torna l’editing degli embrioni, ma ancora non ci siamo

Combinare fecondazione assistita e interventi genetici per mettere al mondo bambini con il DNA ritoccato resta una pratica scientificamente discutibile, eticamente controversa e legalmente sanzionata nella gran parte dei paesi che regolamentano la ricerca sugli embrioni. Ma se davvero il maggior ostacolo tecnico (le macromutazioni indotte da CRISPR negli embrioni) fosse stato superato e gli altri fossero in via di risoluzione, inevitabilmente si riaprirebbe il dibattito. Vorrebbe dire che la tecnica si sta avvicinando all’applicabilità clinica, ed è possibile che durante questo tragitto qualcuno tenti un nuovo salto in avanti. Ne ho scritto su Le Scienze, alla luce dei nuovi risultati riportati da Dieter Egli su bioRxiv.

Decodificare Venter, senza lenti ideologiche

Tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 andava di moda parlarne male: egotico, vendicativo, senza scrupoli, incarnava il diavolo agli occhi di chi non voleva che i capitali privati macchiassero l’innocenza della ricerca pubblica nella nascente genomica. Ma ormai la sfida lanciata da Craig Venter al consorzio pubblico del Progetto Genoma Umano è un ricordo lontano e lui non c’è più (è morto a 79 anni per un tumore, il 29 aprile 2026). L’ego ingombrante, dunque, ha smesso di fare ombra agli innegabili meriti. Eccone alcuni, in buona parte da condividere con il Nobel Hamilton Smith, che lo ha seguito in molte avventure e lo ha preceduto nell’uscita di scena lo scorso anno. (Continua su Le Scienze)

CRISPR può resuscitare Neanderthal?

Oltre duecento anni dopo la pubblicazione del capolavoro di Mary Shelley, in tanti abbiamo visto l’ultimo film dedicato a Frankenstein. Nella versione di Guillermo del Toro la “mostruosa” creatura ha un che di seduttivo, ma la sua diversità è una condanna alla solitudine. Nel complesso la storia continua a essere un monito sulla scienza che è capace di grandi exploit ma non di prendersi cura delle sue invenzioni. E allora, chi oggi assembla geni per riportare in vita specie estinte commette lo stesso errore del dottore che voleva sconfiggere la morte assemblando cadaveri? Dobbiamo preoccuparci che, dopo piccioni viaggiatori e mammut, i sostenitori della de-estinzione oseranno cimentarsi con gli uomini arcaici? Ne ho scritto su Le Scienze, interpellando il paleogenetista Tom Gilbert, lo specialista di organoidi neandertalizzati Alysson Muotri, la bioeticista Alta Charo e la giurista Marta Tomasi.

Il nuovo orizzonte delle terapie CRISPR su misura

Negli Usa si va verso l’autorizzazione di sperimentazioni cliniche “a ombrello”, progettate per rendere gli interventi di editing più tempestivi ed economicamente sostenibili. Il nuovo approccio per le malattie rare (ispirato dal caso del bimbo americano che per primo ha ricevuto un trattamento CRISPR su misura) incrocerà i dati ricavati da protocolli simili, taglierà le pratiche ridondanti e ridurrà i test sugli animali. Ne ho scritto su Le Scienze.