PRIMA I GENI: il manifesto dei genetisti italiani

primaigeni

E’ stato presentato oggi a Roma il nuovo documento sull’editing del genoma promosso dalla Società italiana di genetica agraria, con il patrocinio della Federazione italiana di scienze della vita e del Consiglio per la ricerca in agricoltura. Le dodici tesi sono illustrate sul sito Prima i geni. Alla presentazione, ripresa dalle telecamere di Radio radicale, hanno partecipato scienziati, politici, rappresentanti delle confederazioni agricole, imprenditori.

Ingegneria o editing. Per l’opinione pubblica fa differenza?

eng ed

Il destino delle nuove tecnologie è condizionato dalla loro accettazione sociale. Ha senso, dunque, chiedersi se la metafora dell’editing possa far apparire la nuova tecnica di modificazione genetica CRISPR più rassicurante dei vecchi approcci, facilitandone l’adozione. Alcuni bioeticisti hanno considerato questa idea tanto plausibile da scriverne sull’American Journal of Bioethics, ma si tratta di un’ipotesi ancora tutta da verificare dati alla mano. Un contributo concreto al dibattito arriva ora da uno studio pubblicato su Frontiers in Public Health, secondo cui questo tipo di metafore avrebbe uno scarso impatto sulla percezione pubblica. Continua a leggere

Nessuno è perfetto. Né CRISPR né la peer-review

nessuno è perfetto

La perfezione non è di questo mondo, e nemmeno di CRISPR. Ma chi la settimana scorsa ha suonato la campana per la più celebrata tecnica di editing genomico dovrà, probabilmente, ricredersi. Dalla comunità scientifica infatti si sono levate numerose voci critiche riguardo allo studio appena pubblicato da Nature Methods sulle “centinaia di mutazioni inattese” causate da CRISPR. E alcuni ricercatori hanno già annunciato di essere sul punto di pubblicare delle analisi che contraddicono le conclusioni dell’esperimento. Continua a leggere

Inaspettatamente CRISPR

omgTripletta di notizie impreviste (e imprevedibili) questa settimana. Lo storico della medicina Nathaniel Comfort ha stroncato su Nature l’attesissimo libro della regina dell’editing genomico, Jennifer Doudna (“A crack in creation”). Le quotazioni delle società dedicate a CRISPR sono cadute dopo la pubblicazione di un piccolo studio preliminare sulle mutazioni fuori-bersaglio. New Scientist ha annunciato l’imminente avvio di una ventina di sperimentazioni umane, per lo più in Cina.

OGM e CRISPR: le parole e le pietre

thinkstockphotos-667138650_thumb_720_480

Roberto Defez, sul blog della Fondazione Umberto Veronesi:

Sul quotidiano Repubblica del 12 maggio scorso, viene pubblicato un articolo a firma Elena Dusi in cui l’autrice racconta di aver prodotto un batterio Ogm usando un kit acquistato in rete. Oltre all’articolo c’è anche un video che accompagna il testo nella sua versione on line. La giornalista ordina un set analogo a quello che una volta era «Il piccolo chimico», un gioco per ragazzi, e quindi spiega la sua esperienza. Decide di portare il pacco in un vero laboratorio di ricerca all’Università di Tor Vergata (Roma) e di farsi aiutare dai ricercatori a decifrare le istruzioni che le consentano di condurre l’esperimento progettato: cambiare una singola base, un singolo nucleotide, nel Dna di un batterio. In pratica si deve introdurre una singola mutazione in uno specifico gene tra le migliaia di geni del più comune tra i batteri di laboratorio: Escherichia coli. L’esperimento alla fine, tra molte difficoltà, riesce e l’autrice riesce ad ottenere la mutazione ricercata. Anche se tra mille dubbi e perplessità e nonostante i tanti aiuti. Resta il dubbio di capire perché fare tutto questo. Di certo non era per fare pubblicità ad un kit commerciale venduto da una azienda statunitense. Sicuramente non era per mostrare che l’esperimento era facile da condurre visto che quasi non riusciva nonostante ci sia stato l’intervento di ricercatori esperti. (Continua qui)

 

Cosa dimostra l’esperimento di Repubblica con CRISPR? E quanto dobbiamo preoccuparci?

dusi

Elena Dusi di Repubblica si è cimentata con l’editing genetico, utilizzando un kit per la modificazione fai-da-te importato dagli Stati Uniti e producendo batteri resistenti agli antibiotici. E’ pericoloso? Trattandosi di ceppi innocui di Escherichia coli, la risposta è negativa. Ma se i ceppi arrivati dagli Usa, insieme ai reagenti e alle istruzioni per l’esperimento, fossero stati contaminati con batteri patogeni? Il dibattito è aperto, ma qualche elemento per ragionare è già disponibile. Un incidente del genere può effettivamente verificarsi, e in realtà si è già verificato in Germania, come hanno comunicato le autorità tedesche il 24 marzo. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha effettuato un’analisi del rischio, pubblicando le sue conclusioni il 3 maggio.

Continua a leggere