Letture CRISPR sotto l’ombrellone

Libro spiaggiaUn libro su CRISPR da portare in vacanza? L’editing genomico inizia a essere anche un fenomeno editoriale, se leggete l’inglese, dunque, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Tra gli ultimi arrivati si distinguono i testi di due veterani della divulgazione di qualità, quella bella da leggere sia per chi ha già le basi sia per chi deve farsele. Parliamo niente di meno che di Kevin Davies (ex Nature Genetics, ora al CRISPR Journal) con il suo Editing Mankind e di Nessa Carey con Hacking the Code of Life.

Per una lettura più scanzonata segnaliamo il contributo di Paul Koepfner e figlia, che scherzano su come usare CRISPR e altre tecnologie di frontiera per improbabili imprese fantascientifiche in How to Build a Dragon or Die Trying. Se non l’avete ancora letto, sappiate che l’editing genomico trova spazio anche nel libro sull’ereditarietà della penna scientifica più felice del New York Times, Carl Zimmer (She Has Her Mother’s Laugh).

Se invece vi interessano le applicazioni agroalimentari, esiste un testo aggiornato all’era CRISPR:  Good enough to eat? Next Generation GM Crops del genetista vegetale Jon Godwin. Altri must-read sono attesi per il 2020: anche i best-selleristi ormai si sono accorti di CRISPR.

I topi CopyCat sfidano Mendel

white miceAll’apparenza sono dei semplici animali di laboratorio, ma al buio il loro mantello si illumina. In quel bagliore rossastro c’è la prova che tanti attendevano: con l’aiuto di CRISPR, anche i topi possono derogare alle leggi di Mendel. Lo stratagemma dei drive genetici si era già dimostrato efficace negli insetti, ma non era scontato che funzionasse con i mammiferi. Tra le due classi di animali c’è una divergenza evolutiva profonda e le differenze nei meccanismi dell’ereditarietà sono notevoli. Continua a leggere

CRISPR all’arrabbiata: la sfida del pomodoro hot

this image shows habanero peppers (a cultivated variety of capsicum chinense) credit emmanuel rezende navesDa quando Cristoforo Colombo li ha portati dalle Americhe, i peperoncini sono entrati prepotentemente nelle nostre cucine. Il genere Capsicum comprende oltre 30 specie (di cui solo 5 domesticate), molto diverse per forma, colore e piccantezza. Ciò che le rende hot è la dotazione di un tipo di alcaloidi, detti capsaicinoidi. Queste molecole sono prodotte da una complessa rete metabolica, pesantemente influenzata dalle condizioni dell’ambiente. Si dice che facciano bene alla salute, di sicuro stuzzicano il palato e sono alla base di una grande varietà di ricette tradizionali in tante regioni del mondo. I peperoncini però hanno un difetto, anzi due. Sono difficili da coltivare e anche piuttosto refrattari al miglioramento genetico. Ecco dunque l’idea messa nero su bianco su Trends in Plant Science da un gruppo di genetisti brasiliani: perché non trasferire la piccantezza dai peperoncini direttamente ai pomodori? Continua a leggere

I saggi UE su CRISPR e gli OGM

SAMQuando le regole non funzionano vanno cambiate. Lo sostengono i consulenti scientifici della Commissione europea, in un parere che evidenzia le contraddizioni esplose dopo la sentenza della Corte di Giustizia UE che ha equiparato le piante editate a quelle transgeniche. “Nuove conoscenze scientifiche e recenti avanzamenti tecnologici hanno reso la Direttiva sugli OGM inadeguata allo scopo” di regolamentare in modo efficiente e coerente l’uso delle biotecnologie in campo agrario, scrivono i sette saggi incaricati di fornire consulenze scientifiche indipendenti utili a indirizzare il policy-making europeo. Continua a leggere