Ciak si gira. CRISPR filmata in tempo reale (wow!)

Il miglior film che abbia visto negli ultimi anni. Sono senza parole. Strabiliante. Super cool. Oltre tremila retweet e decine di commenti estasiati, è questo il bottino incassato su Twitter da Hiroshi Nishimasu (Università di Tokio), con il primo video che mostra CRISPR in azione in tempo reale. Questa volta non è una ricostruzione artistica, non si tratta di un’animazione. E’ proprio lei: la proteina Cas9 ripresa mentre fa il suo lavoro. Continua a leggere

Le dita di zinco agguantano CRISPR. È derby?

sangamo tweetQuesta settimana è arrivata la notizia del primo paziente editato “in vivo” (non “ex vivo”, vedi nota sotto). Editato sì, ma non con CRISPR, con una nucleasi a dita di zinco (ZFN). Ma come, una tecnica quasi dimenticata ruba la scena alla regina del’editing? E’ un po’ come se il figlio del vento Carl Lewis (campione degli anni ’80 e ’90) avesse battuto Usain Bolt. Non il Bolt dei Mondiali di Londra, quello delle Olimpiadi di Rio. In qualche caso la stampa ha giocato sull’equivoco, e bisognava arrivare quasi in fondo agli articoli per capire quale sistema era stato usato su Brian Madeux, per cercare di trattare la sua sindrome di Hunter. Insomma in un certo senso la breaking news di questa settimana ha sfruttato il traino mediatico di CRISPR, pur riguardando una tecnologia diversa che molti consideravano ormai sul viale del tramonto. E su twitter per un po’ ha tirato aria di derby. Continua a leggere

La matita al posto delle forbici. CRISPR corregge il DNA senza tagliare

MUTATION

Non chiamatelo taglia-incolla. Il sistema CRISPR si è evoluto, e per correggere le mutazioni ora non ha più bisogno di tagliare. Due lavori, pubblicati rispettivamente su Nature e su Science, annunciano l’arrivo di due nuove varianti di questa piattaforma tecnologica per l’editing genomico. Si tratta di veri e propri correttori automatici di refusi (“base editor”), che prendono il posto delle forbici molecolari della versione classica di CRISPR. La differenza principale fra le due nuove varianti presentate oggi è che una lavora sul DNA, introducendo cambiamenti duraturi nel genoma, mentre l’altra interviene sui suoi trascritti di RNA, con effetti reversibili. In comune hanno la strategia di fondo: quando identificano una lettera sbagliata ne sistemano delicatamente gli atomi cambiandone l’identità. La sequenza insomma viene corretta senza bisogno di recidere, e senza le imprecisioni che si verificano quando si attiva il macchinario naturale di riparazione cellulare. Il nuovo approccio surclassa in efficienza le procedure alternative e consente interventi ad alta fedeltà con un tasso minimo di errori. La speranza, dunque, è che in futuro questi convertitori di lettere possano essere utilizzati per riparare le mutazioni puntiformi che causano molte gravi malattie umane. Continua a leggere

Brevetti CRISPR: la ricerca in agricoltura ora è più libera

Broad Pioneer

L’editing genomico ha un grande potenziale nel miglioramento genetico vegetale. E la tecnologia CRISPR è abbastanza economica e facile da usare da essere alla portata di tutti i laboratori, non solo delle grandi multinazionali agbiotech. Lascia ben sperare, dunque, la notizia che uno dei principali soggetti detentori di diritti di proprietà intellettuale sull’uso di CRISPR in agricoltura abbia deciso di facilitare l’accesso alla tecnologia ai ricercatori interessati. Continua a leggere

Il biotech verde al Congresso dell’Associazione Coscioni

coscioni foto video

XIV Congresso dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – Prima Commissione “Diritto alla scienza e biotecnologie verdi in Italia”, 30 settembre 2017. Sono intervenuti: Marco Perduca, Roberto Defez, Cesare Romano, Pedro Narro Sanchez, Giorgio Fidenato, Moreno Colaiacovo, Vittoria Brambilla, Deborah Piovan, Alberto Lipparini, Stefano Bertacchi. Ha moderato l’incontro Anna Meldolesi. Qui il video integrale.

 

La prima volta di Londra. L’altra via all’editing degli embrioni

embrioni UK.docx

Sono i primi embrioni umani geneticamente editati in Europa a comparire nella letteratura scientifica. Ma rispetto agli esperimenti cinesi e a quello più recente effettuato negli Stati Uniti, presentano una differenza fondamentale. Il lavoro appena pubblicato su Nature non rientra in un progetto per la terapia genica embrionale. Il gruppo del Francis Crick Institute di Londra, infatti, non si è dato come scopo la correzione di una mutazione legata a qualche malattia genetica, ma l’accrescimento delle conoscenze relative allo sviluppo embrionale. Perciò abbiamo chiesto a uno dei firmatari dello studio di spiegarci obiettivi e risultati. Alessandro Bertero ha 29 anni e ha contribuito a ottimizzare la tecnica usata da Kathy Niakan e colleghi quando era dottorando a Cambridge. Ci ha risposto via skype dall’America, dove continua a lavorare sulle cellule staminali embrionali come postdoctoral fellow all’Università di Washington.  

Continua a leggere