Nuove rivelazioni sulle CRISPR babies

Grazie a uno scoop di Antonio Regalado, la comunità scientifica internazionale ha finalmente a disposizione qualche prezioso elemento in più per valutare l’esperimento che nell’ottobre del 2018 ha portato alla nascita delle due gemelline cinesi con il DNA geneticamente editato. La MIT Technology Review non ha rivelato l’identità della sua fonte, ma ha pubblicato ampi stralci del manoscritto inviato circa un anno fa a Nature, al Jama e a bioRxiv da He Jiankui (continua sul sito di Osservatorio Terapie Avanzate).

Coltiviamo il progresso: la raccolta firme per le new breeding techniques

L’iniziativa europea per una riforma del quadro giuridico europeo a sostegno dell’innovazione responsabile in agricoltura, lanciata da un gruppo di studenti master provenienti da otto stati membri dell’UE. tra cui l’Italia. L’obiettivo è raccogliere un milione di firme. Per saperne di più e aderire https://www.growscientificprogress.org/?lang=it

Le accademie tedesche chiedono nuove regole per CRISPR e OGM

Picture: Sisters of Design

Oggi le Accademie tedesche delle scienze e l’ente nazionale per la ricerca Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG) hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in risposta alla sentenza della Corte di giustizia europea che nel luglio del 2018 aveva equiparato le piante editate agli organismi transgenici. Per evitare che la ricerca e l’agricoltura vengano danneggiate da regole che non hanno solide basi scientifiche, la Germania propone una strategia di breve e una di lungo periodo.

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CRISPR per i giornalisti

Il 5 dicembre a Roma, al Media Tutorial dell’Osservatorio Terapie Avanzate valido per la Formazione continua dei giornalisti, ci saranno leading scientist e specialisti della comunicazione biomedica per parlare di terapia genica, terapia cellulare, ingegneria tissutale, organoidi, editing genomico, CAR-T. Il mio intervento sarà sul Brave New Journalism, ovvero su memi e tic del giornalismo nelle scienze della vita, da Dolly a CRISPR.

Bambine CRISPR. A che punto siamo un anno dopo l’annuncio shock

Il 26 novembre del 2018 l’Associated Press batteva la notizia dei primi esseri umani geneticamente modificati prima di nascere, pubblicando il video-annuncio di un biofisico cinese di nome He Jiankui. Due giorni dopo lo scienziato veniva scortato sul palco del Summit internazionale sull’editing del genoma umano in corso a Hong Kong per la prima e unica presentazione ufficiale dei dati, seguita da un dibattito con domande incalzanti e risposte evasive.

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Buone notizie (di parte) sui primi pazienti CRISPR

credit NIH

STAT news ha potuto vedere i dati relativi ai primi due pazienti trattati con CRISPR per anemia falciforme e talassemia. Le notizie sono ottime, anche se il periodo di osservazione è ancora limitato a pochi mesi: il gene per l’emoglobina fetale si sarebbe riattivato, liberandoli almeno per ora dal bisogno di trasfusioni periodiche. Se i dati saranno confermati si tratta di uno splendido inizio per l’avventura clinica di CRISPR. Per ora non abbiamo pubblicazioni peer-reviewed, e dispiace che le due companies che conducono le sperimentazioni (CRISPR Therapeutics e Vertex) abbiano posto come condizione che STAT news non mostrasse i dati a esperti indipendenti. Ma i primi commenti a caldo rilasciati (sulla fiducia) sono entusiasti.

CRISPR si scalda a Yellowstone

Fonte AddGene blog

La notizia hot è che è stato isolato un enzima CRISPR capace di funzionare fino a 100 gradi centigradi. Questa foto mostra una fase del campionamento presso le sorgenti calde del Parco dello Yellowstone, che ha portato a questo paper su Pnas e alla scoperta di IgnaviCas9, la nuova nucleasi tollerante al calore.

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Un premio europeo all’eccellenza italiana

Vincere un premio prestigioso come il Louis-Jeantet non è soltanto un grande onore. È anche e soprattutto un’occasione per rilanciare gli sforzi in vista di traguardi ancora più ambiziosi. Quando un filone di ricerca viene premiato, infatti, si rafforza ulteriormente agli occhi della comunità scientifica, attirando l’interesse delle menti migliori e alimentando sinergie. Gli allori ricevuti, inoltre, rappresentano una garanzia per rinnovare il patto con i donatori, perché testimoniano il buon uso delle donazioni ricevute in passato. In questo senso il Louis-Jeantet Prize attribuito a Luigi Naldini per il 2019 vale ancora di più del generoso montepremi stanziato dall’omonima Fondazione con base a Ginevra.

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