Il difficile cammino avviato dopo la sentenza della Corte di giustizia europea nel 2018 si è finalmente concluso: l’Unione europea si è dotata di un quadro regolatorio sulle Nuove Tecniche Genomica (NGT o TEA). Qui la (brevissima) conferenza stampa della relatrice Jessica Polfjärd (PPE, Svezia), qui il comunicato stampa del Parlamento europeo. Bisognerà aspettare due anni per vedere le nuove regole concretamente in azione, ma intanto la comunità scientifica può festeggiare!
Non manca molto: intorno alla metà del mese sapremo se il nuovo regolamento europeo sulle nuove tecniche genomiche (NGT alias TEA) verrà approvato così com’è o saranno necessari ulteriori compromessi. Può essere utile, dunque, fare il punto sulla percezione pubblica di queste tecnologie in campo agroalimentare. Gli europei sono più aperti nei confronti delle TEA rispetto ai classici Ogm? E gli italiani, come si posizionano rispetto alla media europea? Le risposte si trovano in un sondaggio commissionato dalla Commissione europea su richiesta dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Eurobarometro 2025). L’occasione per tornare a rifletterci viene da un articolo pubblicato pochi giorni fa da un gruppo di esperti di percezione pubblica delle biotecnologie su una rivista del gruppo Nature dedicata all’agricoltura sostenibile.
Un’associazione francese e tre associazioni tedesche che rappresentano genetisti, agronomi e altre figure del mondo accademico e professionale impegnate nel settore delle biotecnologie vegetali hanno inviato una lettera ai membri del Parlamento europeo per sollecitare un voto contrario agli ultimi emendamenti presentati in fatto di nuove tecniche genomiche (NGT), note in Italia con il nome TEA (tecniche di evoluzione assistita). Il messaggio congiunto è indirizzato, in particolare, alla Commissione per l’ambiente, la salute pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI). Difende il testo elaborato in anni di trattative dalle istituzioni europee (Trilogo) e risponde punto per punto ai critici. Ritardando ulteriormente l’approvazione della nuova regolamentazione, sostengono gli esperti, si ostacolerebbe lo sviluppo di soluzioni necessarie per affrontare la sfida climatica e si danneggerebbe la competitività dell’Europa (attualmente oltre il 50% della ricerca NGT con revisione paritaria proviene dalla Cina, mentre l’UE si ferma al 15%).
Bruxelles è alla ricerca di un compromesso sul nodo dei brevetti dopo che il Parlamento europeo ha introdotto un emendamento per vietarli all’interno del regolamento sulle nuove tecniche genomiche
La revisione del quadro regolatorio sulle piante geneticamente modificate in corso in Europa ha lo scopo di tenere il passo con i progressi tecnologici e favorire lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile. La comunità scientifica, l’industria sementiera e le principali associazioni degli agricoltori ne giudicano positivamente l’impianto, ma c’è ancora qualche diavolo nascosto nei dettagli.
16 novembre 2021, 14.30, BOLOGNA, viale Fanin 44, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, aula Magna. Con Roberto Tuberosa, Silvio Salvi, Luigi Cattivelli, Vittoria Brambilla, Alberto Acquadro, Stefano Tartarini, Mario Pezzotti, Dirk Inzé, Anna Meldolesi, Paolo De Castro, Dino Scanavino, Deborah Piovan, Davide Viaggi, Edgardo Filippone, Silvia Giuliani. L’incontro avverrà in modalità mista, in presenza e in remoto (link al programma).
L’iniziativa europea per una riforma del quadro giuridico europeo a sostegno dell’innovazione responsabile in agricoltura, lanciata da un gruppo di studenti master provenienti da otto stati membri dell’UE. tra cui l’Italia. L’obiettivo è raccogliere un milione di firme. Per saperne di più e aderire https://www.growscientificprogress.org/?lang=it