Cellula tumorale attaccata da linfociti T (credit: NIH)
L’immunoterapia contro il cancro prova a fare un salto qualità scommettendo su CRISPR. Un lavoro apripista appena pubblicato su Science combina per la prima volta in modo rigoroso due approcci, entrambi molto promettenti. Numero uno: la terapia cellulare basata sui linfociti T, già impiegata con successo per alcuni tipi di leucemie e di linfomi. Numero due: l’editing genomico, che con il perfezionamento della tecnica CRISPR è diventato la via maestra alla modificazione genetica.
Dopo la magistrale interpretazione a cappella di Tim Blais, dopo gli auguri crispici in note diffusi da Nature, arriva il duello per il brevetto del secolo musicato e interpretato dal PhD Rob Nichols. Zhang versus Doudna, Broad Institute versus University of California Berkeley, in una parodia ispirata al musical “Hamilton”. Per la cronaca, Berkeley detiene ormai il portfolio di proprietà intellettuale più ricco e ha chiuso il 2019 con l’annuncio del ventesimo brevetto su CRISPR.
Il nuovo coronavirus apparso in Cina è una ragione in più per guardare questo video, in cui il super-genetista George Church spiega a Leapsmag la frontiera del DNA recoding, ovvero la fantascientifica idea di riprogrammare il genoma umano per renderlo immune alle infezioni virali vecchie e nuove. Per chi preferisce leggere in italiano piuttosto che ascoltare in inglese, riportiamo qui sotto la traduzione parola per parola.
Il pioniere di CRISPR Rodolphe Barrangou con il suo team (credit The CRISPR Journal)
Dopo un anno vissuto intensamente, cosa possiamo aspettarci dall’editing genomico nei prossimi dodici mesi? Le previsioni nell’editoriale dell’ultimo numero del 2019 di CRISPR Journal, commentate da Anna Meldolesi (Continua sul sito dell’Osservatorio Terapie Avanzate)
Instagram è un social iper-visivo, con un linguaggio e un ritmo molto veloci. Non ero sicura che fosse adatto a raccontare un tema complicato come CRISPR. Ma dopo aver dedicato a questa tecnologia un libro, svariati long-reading, molti articoli e moltissimi post ho voluto provare anche Instagram. Continua a leggere →
Il 2019 si è chiuso con la notizia della condanna a tre anni di detenzione per He Jiankui, il ricercatore cinese che ha usato CRISPR per far nascere le prime bimbe con il DNA modificato. Non è chiaro se nel computo sia compreso l’anno già trascorso agli arresti domiciliari da He, che non potrà più svolgere ricerche con embrioni umani e dovrà pagare una multa di 429.000 dollari. Anche due dei suoi collaboratori dovranno scontare una condanna in carcere, ma più breve.
L’articolo a firma di Anna Meldolesi è stato pubblicato con il titolo “Ricerca e risorse” nel dorso “Noi, il cibo, il nostro pianeta”, a cura di National Geographic e Fondazione Barilla, allegato al Venerdì di Repubblica il 6 dicembre 2019)
L’innovazione è destinata a volare nei campi con i droni, per fornire indicazioni in tempo reale su come mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici. Penetrerà nei suoli, per rigenerarli, con l’aiuto di ecologia e scienze agrarie. Germoglierà dentro ai semi geneticamente corretti per resistere meglio a malattie e siccità. Ma dovrà essere anche innovazione sociale, per armonizzare le politiche pubbliche che seguono il cibo dalla terra alla tavola, evitare gli sprechi, rendere le nuove conoscenze accessibili a tutti.
Nella puntata disponibile su RaiPlay anche un ricco approfondimento sulla terapia anticancro CAR-T e molti spezzoni del bellissimo documentario d’autore Human Nature, che racconta la scoperta e la posta in gioco di CRISPR e molto altro ancora.
La capacità di riscrivere il DNA con CRISPR apre la porta a modifiche sull’intera biosfera: dalle piante che resistono alla siccità, alle terapie avanzate offerte da una medicina di super precisione, sino alla manipolazione ereditabile del genoma umano con tutti gli interrogativi etici che ne conseguono. Duilio Giammaria esporrà le storie emblematiche di alcuni pazienti che hanno sperimentato su loro stessi queste terapie innovative. Nello studio di insieme a lui ci saranno Luigi Naldini, direttore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica, la giornalista scientifica Anna Meldolesi, Cristina Cattaneo, anatomopatologa Responsabile del Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense, Telmo Pievani, filosofo ed evoluzionista, Elena Dogliotti, nutrizionista e biologa della Fondazione Umberto Veronesi, la bioeticista Chiara Lalli. Infine il pioniere dell’immunoterapia, Premio Nobel per la Medicina 2018, James Allison spiegherà come il suo approccio sta modificando la lotta al cancro anche in Italia.