Dai grani antichi a CRISPR, il dibattito

Con Stefano CORSI (Università degli Studi di Milano), Deborah PIOVAN (imprenditrice agricola), Roberto DEFEZ (Istituto di Bioscienze e Biorisorse di Napoli), Vittoria BRAMBILLA (Università degli Studi di Milano), Marco PERDUCA (Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica), modera Silvia Soligon. Oggi alle 16.00 su Zoom https://us02web.zoom.us/…/491…/WN_9CvofHllSMKmZt1nb444Kg

Otto anni di riso CRISPR

La storia del riso editato all’università di Milano, ancora in attesa di debuttare nelle prove in campo, raccontata dalla sua artefice Vittoria Brambilla. La presentazione è tratta dal convegno sulle Tecniche di Evoluzione Assistita che si è tenuto nel novembre del 2021 a Bologna. Nella pagina dedicata all’evento sono disponibili anche le presentazioni di Luigi Cattivelli (orzo e frumento), Alberto Acquadro (specie ortive), Stefano Tartarini (piante da frutto), Mario Pezzotti (vite), Dirk Inzè (agricoltura globale).

CRISPR si ispira ai fiori

Editing genetico multiplex a guida mobile

In natura serve a dare un segnale cruciale alle piante: è tempo di fiorire. In laboratorio è l’ultimo stratagemma per facilitare l’uso di CRISPR in agricoltura. Parliamo di Flowering Locus T (FT), una piccola proteina globulare prodotta dalle foglie in risposta ai cambiamenti della luce, capace di migrare nei germogli, entrare nei nuclei e promuovere la formazione dei fiori, con meccanismi che i ricercatori hanno iniziato a decifrare.

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Chicchi ricchi. L’exploit del riso CRISPR

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Jian-Kang Zhu (courtesy of Purdue University)

Un balzo di produttività di circa 30 punti percentuali. È il risultato annunciato sulla rivista PNAS da un gruppo cinese, che ha saputo sfruttare nel riso le capacità multitasking di CRISPR. Questa tecnica di editing del DNA può essere applicata contemporaneamente su molti geni, perciò è utilissima in campo vegetale per lavorare con genomi complessi e famiglie geniche ridondanti. In questo caso è stata usata per studiare tredici dei geni che codificano per i recettori dell’acido abscissico, un ormone che aiuta le piante a proteggersi dalle condizioni avverse chiudendo gli stomi e rallentando la crescita. Continua a leggere