Cellule anti-cancro create direttamente nel corpo

Per ora l’exploit ha funzionato sul topo, ma se in futuro questo approccio dimostrasse di funzionare anche su soggetti umani potremmo avere un nuovo potente metodo per produrre cellule Car-T “in vivo” anziché “ex vivo”, ovvero direttamente nel corpo del paziente. Il video qui sopra è in inglese, ma vale la pena guardarlo (attivare i sottotitoli automatici in italiano è semplice: basta cliccare su “Guarda su YouTube” e, una volta lì, cliccare sulla rotellina delle impostazioni che si trova in basso sul video; nel menù comparirà la dicitura “subtitles” o sottotitoli che può essere settata sull’italiano). In alternativa, potete leggere qui sotto un riassunto dello studio pubblicato su Nature da ricercatori dell’Università di San Francisco e dell’Innovative Genomics Institute.

In breve, la posta in gioco è sviluppare una terapia “pronta all’uso” che non richiederebbe un pretrattamento chemioterapico e rappresenterebbe una semplificazione straordinaria del complicato processo usato sinora per produrre linfociti T “armati contro i tumori”, le cosiddette CAR-T. Come spiega la news pubblicata sul sito dell’IGI, oggi i medici prelevano le cellule immunitarie del paziente, le inviano a una struttura specializzata dove vengono geneticamente riprogrammate per combattere in modo mirato il cancro (a cominciare dai tumori del sangue) e poi le infondono nuovamente nel sangue del paziente. Questo sistema funziona bene, ma i tempi e i costi rappresentano barriere insuperabili per migliaia di pazienti.

La novità è che Justin Eyquem e colleghi, con l’aiuto di CRISPR, sono riusciti a integrare una lunga sequenza di DNA in un sito specifico nei linfociti T umani senza estrarli dal corpo. Negli esperimenti descritti su Nature, eseguiti su topi con sistema immunitario umanizzato, i ricercatori hanno utilizzato questo approccio per trattare con successo leucemia aggressiva, mieloma multiplo e persino un tumore solido (sarcoma).

Alti e bassi della medicina CRISPR, dove stiamo andando

L’Innovative Genomics Institute, fondato da Jennifer Doudna, torna a fare il punto sui trattamenti di editing in via di sperimentazione nel mondo per malattie genetiche e non solo

Fra i tagli alla ricerca dell’amministrazione Trump, la contrazione dei fondi di venture capital e le incertezze create dalle mutevoli politiche in ambiti confinanti, come i vaccini a RNA, l’ultimo anno è stato tutt’altro che tranquillo per le terapie basate sull’editing genomico. Ciò nonostante, i trial clinici hanno continuato a crescere e un paio di trattamenti si avvicinano alla commercializzazione. Inoltre il successo della prima terapia personalizzata sviluppata per un neonato con una malattia rara (Baby KJ) ha avviato un ripensamento regolatorio che promette di creare nuove opportunità. È questa l’ultima fotografia scattata dall’Innovative Genomics Institute, che monitora regolarmente progressi e prospettive della medicina CRISPR. (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)

Prove tecniche per accendere la fotosintesi

Alza un gene qui, abbassa un gene là. Per potenziare le capacità fotosintetiche delle piante, probabilmente, bisognerà imparare a dirigere con maestria un’orchestra di geni. Riuscirci sarebbe utile per immagazzinare almeno una parte delle emissioni di anidride carbonica colpevoli dei cambiamenti climatici e anche per aumentare i raccolti. I ricercatori dell’Innovative Genomics Institute fondato da Jennifer Doudna lavorano su un enzima chiave detto rubisco e per mappare gli elementi da editare per accendere la fotosintesi nelle piante del futuro.

Continua a leggere

101 secondi per capire le terapie CRISPR per 1

Petros Giannikopoulos, direttore del laboratorio clinico dell’Innovative Genomics Institute dell’Università della California, Berkeley, spiega in 101 secondi il trattamento su misura sviluppato a tempo di record per un singolo paziente molto speciale, di cui abbiamo parlato molte volte qui su CRISPeR Mania: Baby KJ. Per leggere i sottotitoli in italiano basta cliccare “Guarda su Youtube”, quindi cliccare sulla rotellina delle impostazioni che si trova nella parte del video in basso a destra e scegliere dal menù che si apre l’opzione sottotitoli in italiano. Il video è stato girato da Sean Patrick Farrell.

Illustrare CRISPR con grazia e rigore

Stanchi di illustrare articoli e presentazioni sull’editing genomico con i soliti disegni di forbici genetiche e coltellini svizzeri multifunzione? Forse non sapete che l’Innovative Genomics Institute, quello fondato dall’inventrice di CRISPR Jennifer Doudna, offre gratuitamente le immagini sviluppate dai suoi grafici per scopi didattici e non commerciali. Date un’occhiata alla sezione Science x Art del loro sito, da cui è ripresa anche questa immagine, e al loro glossario illustrato.

Il primo centro pediatrico per le cure CRISPR

Jennifer Doudna e Priscilla Chan

Dopo il successo del trattamento preparato su misura per un neonato parte la nuova iniziativa dell’Innovative Genomics Institute finanziata dalla fondazione Chan Zuckerberg 

Lo scorso maggio ha fatto clamore il caso di baby KJ, il bimbo affetto da un grave disturbo metabolico che ha ricevuto una terapia sviluppata soltanto per lui in soli sei mesi di tempo. Il rapido miglioramento delle sue condizioni e le sue dimissioni dall’ospedale hanno lasciato la comunità dei pazienti rari con una domanda: si è trattato di un exploit irripetibile o di un modello di intervento replicabile? La risposta giusta potrebbe essere la seconda, come testimonia la nascita del Center for Pediatric CRISPR Cures in California. Il centro, che sarà diretto da Fyodor Urnov, parte con la missione di sviluppare trattamenti di editing personalizzati per otto piccoli pazienti con difetti congeniti del metabolismo e del sistema immunitario. (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)

Baby KJ è un simbolo di speranza, ma è un successo replicabile?

La terapia personalizzata di editing sviluppata a tempo di record per il neonato americano ha richiesto studi preliminari, circostanze favorevoli e un eroico sforzo collettivo

Dopo 307 giorni il piccolo KJ Muldoon è stato dimesso dal Children’s Hospital di Philadelphia (CHOP) e per l’occasione ha indossato una minuscola veste da neolaureato, con tanto di toga e tocco azzurri. Il bimbo, nato 10 mesi fa con un grave disordine metabolico, ha ricevuto una terapia di editing genomico sviluppata esclusivamente per lui e i suoi evidenti progressi sono stati salutati da molti commentatori come l’inizio di una nuova stagione per la medicina di precisione. Un mese dopo la pubblicazione del suo caso sul New England Journal of Medicine proviamo a capire come hanno fatto i ricercatori a sviluppare il trattamento in soli sei mesi e se l’exploit potrà essere replicato per i tanti pazienti rari in attesa di cure salvavita. (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)

A come avocado, B come banana, C come cannabis CRISPR

A che punto è l’applicazione di CRISPR in agricoltura? Il 2024 è stato un anno di svolta in Italia, con le prime sperimentazioni in campo di riso e vite editati per resistere meglio ad alcune malattie fungine. E nel resto del mondo? L’Innovative Genomics Institute ha fotografato lo stato dell’arte e il bilancio è positivo. Diamo un’occhiata insieme.

Continua a leggere

La bioetica CRISPR in dodici domande

L’Innovative Genomics Institute di Jennifer Doudna ha pubblicato un nuovo capitolo dell’enciclopedia libera di CRISPR dedicato alle problematiche morali della correzione del DNA.
La premessa è doverosa: i giudizi etici sono influenzati da cultura di appartenenza, religione, esperienze di vita, valori personali e altro ancora. Non può esistere, dunque, un solo modo di tracciare il confine tra giusto e sbagliato, né di soppesare i pro e i contro di una tecnica versatile come l’editing. Di conseguenza il nuovo contributo pubblicato online nella sezione CRISPRpedia, curato dalla bioeticista di Berkeley Jodi Halpern insieme alla divulgatrice Hope Henderson, non vuole essere un decalogo di imperativi morali. Rappresenta piuttosto una rassegna ragionata dei punti critici più dibattuti e costituisce una bussola utile per insegnanti e studenti, medici e pazienti, e in generale per tutte le persone curiose. [Continua su Osservatorio Terapie Avanzate]

Allevamento più amico del clima? Ci prova CRISPR

Questo video è stato prodotto dall’Innovative Genomics Institute, il centro fondato da Jennifer Doudna per portare i benefici della ricerca genomica nel mondo reale. Racconta come i ricercatori cercano di raggiungere un obiettivo ambizioso: modificare i microbi produttori di metano che rendono l’allevamento di bovini tanto dannoso per il futuro del clima. L’audio è in inglese, perciò a seguire riportiamo il trascritto in italiano.

Continua a leggere