Piante CRISPR & clima: serve un nuovo Principio di precauzione

La rivista Global Food Security ha pubblicato un’interessante analisi di Sarah Garland (Earth Institute, Columbia University), che suggerisce di ribaltare la prospettiva sul Principio di precauzione, invocandolo per sostenere l’importanza delle nuove biotecnologie per l’agricoltura alle prese con la crisi climatica. Se si porta l’attenzione, com’è opportuno e doveroso, sulla minaccia rappresentata dai cambiamenti climatici, l’approccio precauzionale caro al movimento ambientalista e alle istituzioni europee può diventare un argomento fondamentale nella campagna a favore delle piante geneticamente editate.

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Ecologia e genetica per nutrire il pianeta

L’articolo a firma di Anna Meldolesi è stato pubblicato con il titolo “Ricerca e risorse” nel dorso “Noi, il cibo, il nostro pianeta”, a cura di National Geographic e Fondazione Barilla, allegato al Venerdì di Repubblica il 6 dicembre 2019)

L’innovazione è destinata a volare nei campi con i droni, per fornire indicazioni in tempo reale su come mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici. Penetrerà nei suoli, per rigenerarli, con l’aiuto di ecologia e scienze agrarie. Germoglierà dentro ai semi geneticamente corretti per resistere meglio a malattie e siccità. Ma dovrà essere anche innovazione sociale, per armonizzare le politiche pubbliche che seguono il cibo dalla terra alla tavola, evitare gli sprechi, rendere le nuove conoscenze accessibili a tutti.

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