Informazioni su Anna Meldolesi

science writer

Dai fagi ai borg, la nuova genetica è un inno a Darwin

Jill Banfield raccoglie un campione di acqua dall’East River in Colorado insieme a Kenneth Williams, per studiare la vita microbica dell’ecosistema. Da indagini come questa sono emerse le ultime sorprendenti scoperte: una nuova miniera CRISPR nei virus e una nuova classe di misteriose molecole in alcuni oscuri microrganismi del suolo (credit: Roy Kaltschmidt, Berkeley Lab)

La natura è la più grande inventrice: ha avuto miliardi di anni per fare esperimenti. Non c’è da stupirsi, dunque, che il mondo microbico sia sempre stato una fucina naturale di invenzioni biotech e continui a riservare sorprese ai genetisti. Questa volta ad accendere l’entusiasmo della comunità scientifica sono due lavori pubblicati da poco su Cell e su Nature dalla co-inventrice di CRISPR Jennifer Doudna e da un’altra scienziata di Berkeley che è considerata la più abile esploratrice della diversità molecolare microbica: Jill Banfield. Le loro strade si erano incrociate in modo fatale nel 2006, quando Doudna ha sentito pronunciare per la prima volta la parola CRISPR proprio dalla bocca della collega. (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)

La faccia più buia del genoma

Su Le Scienze di dicembre, ora in edicola, c’è una mia lunga ricognizione nell’ignoroma. Sì, avete letto bene: l’ignoroma è il genoma di cui ignoriamo tutto o quasi e ammonta a circa un terzo del totale. Li chiamano geni dark (oscuri) proprio perché sono sottostudiati, di solito infatti i ricercatori preferiscono concentrarsi su target più vicini al traguardo delle applicazioni cliniche. Ma tra questi elementi trascurati potrebbero nascondersi i farmaci blockbuster del futuro. Ne ho parlato con il bioinformatico danese Søren Brunak e con due vincitrici del primo bando Telethon dedicato al “dark genome”. Enza Maria Valente e Silvia Nicolis si occupano entrambe di genetica del neurosviluppo, anche se si concentrano su malattie differenti. [NB: tra gli strumenti utili per fare luce sui geni che sono ancora enigmatici, nonostante siano passati oltre vent’anni dal sequenziamento del genoma, ovviamente, c’è anche CRISPR]

CRISPR e la nutrizione personalizzata

Ho intervistato Angelo Santino del CNR per il sito AgriScienza. Abbiamo parlato dei pomodori arricchiti di vitamina D3 sviluppati in collaborazione con il John Innes Center, del perché hanno attirato l’attenzione dei media internazionali e di un futuro possibile (ma non ancora vicino) in cui consumatori che presentano carenze alimentari diverse (per età, genere, patologie, stili di vita) potranno trovare alimenti su misura per loro.

Cancro, CAR-T e CRISPR: un balzo verso il futuro

Fanno ben sperare i risultati della piccola sperimentazione effettuata con l’immuno-trattamento più complesso mai sviluppato. Ma il successo di questo approccio pionieristico per ora è di tipo tecnico e concettuale, non ancora clinico.  

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Ritratti di Nobel, mente e mano

Le inventrici di CRISPR Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna, ritratte da Herlinde Koelbl per il libro Fascination of Science che la fotografa (celebre per i suoi lavori su Angela Merkel) ha dedicato a scienziate e scienziati. Le foto, attualmente in mostra presso il Koch Institute, catturano “la connessione tra personale e conoscenza, tra mente e mano” di pioniere e pionieri della ricerca.

Povertà e malnutrizione: cosa può fare l’editing?

L’editing genomico è una tecnologia economica e versatile, alla portata dei centri di ricerca no-profit dei paesi in via di sviluppo. Si rivelerà uno strumento utile per aiutare tanti piccoli agricoltori a rompere il cerchio della povertà e per migliorare la salute delle popolazioni ancora afflitte da fame e malnutrizione? Ne ho parlato con Kevin V. Pixley, il responsabile delle risorse genetiche della rete no-profit della Rivoluzione verde (CGIAR) che ha avviato una collaborazione con l’istituto fondato dalla co-inventrice di CRISPR Jennifer Doudna (IGI). Oggi su AgriScienza.

CRISPR a Novara (tra salvataggi genici e disestinzioni)

Chiata Lalli e Anna Meldolesi dialogano al teatro Faraggiana di Novara, all’interno del ciclo di incontri curato da Telmo Pievani. L’appuntamento è il 13 novembre alle ore 11. Titolo: Invenzioni per il mondo. Abstract: Perché la tecnologia ci fa paura? Perché immaginiamo più spesso le conseguenze negative e non quelle positive? Dal taglio cesareo alle forbici genetiche, dalle tecniche per la riproduzione assistita ai salvataggi genetici dall’estinzione, un excursus su innovazioni passate e future.

Non solo CRISPR, torna AT2

Ricerca, manifattura, sperimentazioni cliniche, commercializzazione, accesso. La corsa a ostacoli delle terapie avanzate parte dal bancone di laboratorio e arriva (non sempre) al letto del malato. Le sfide, le opzioni, la roadmap per il futuro nel science show di Osservatorio Terapie Avanzate, lunedì 7 novembre a Roma (è necessaria la registrazione).

La scienza del grano alla prova del clima

Quanto dovremo aspettare per le prime varietà di frumento geneticamente editate per resistere alla siccità e alleggerire l’impronta ambientale? Lo abbiamo chiesto ai genetisti riuniti a Bologna per discutere il futuro della pasta.  

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