CRISPR ridà l’udito ai topi di Beethoven

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Si chiamano topi di Beethoven in onore del celebre compositore che perse l’udito intorno ai trent’anni di età. Gli esemplari di questo ceppo, infatti, sono un modello sperimentale per lo studio della sordità genetica, perché portatori di una mutazione puntiforme che, col passare del tempo, finisce per renderli sordi. Ora un gruppo del Broad Institute ha dimostrato di poter fermare questo processo degenerativo, grazie alla terapia genica basata sulla tecnica CRISPR. Il lavoro, appena pubblicato su Nature, porta la firma del chimico David Liu, che proprio questa settimana è stato indicato dalla stessa rivista come una delle 10 personalità più significative dell’anno, per aver messo a punto i correttori di basi capaci di cambiare le singole lettere del DNA. Continua a leggere

Chi è David Liu, nuova stella di CRISPR

 

Californiano, figlio di un ingegnere aerospaziale e di una fisica, entrambi originari di Taiwan. È il 44enne David Liu la stella di CRISPR che ha brillato di più nel 2017, almeno secondo Nature, che lo ha inserito tra le personalità che hanno reso speciale l’anno che sta per finire. A giudicare da un vecchio profilo pubblicato su Harvard Gazette il chimico del Broad Institute sarebbe perfetto per una puntata della serie cult The Big Bang TheoryContinua a leggere

CRISPR tuttofare: ora pedina e ripulisce l’RNA

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Finora avevamo imparato che CRISPR serve a trovare un gene difettoso, tagliarlo e cambiarne la sequenza, magari per spegnerlo del tutto. Ma se invece volessimo evitare alterazioni permanenti e procedere in modo più prudente? Si potrebbe lasciare intatto il gene incriminato, intercettando e distruggendo i messaggi di RNA con cui impartisce ordini sbagliati alle cellule malate. Così sarebbe più facile tornare indietro, se necessario. La buona notizia è che CRISPR è un sistema tuttofare e riesce bene anche in questo compito. Uno dei padri della tecnica, il cinese naturalizzato americano Feng Zhang, ha dimostrato su Nature di poter intervenire in modo efficiente sull’RNA dei mammiferi, e anche delle piante, eguagliando e superando le prestazioni dell’approccio usato in precedenza a questo scopo (RNA interferenza). Insomma CRISPR si tiene stretta la sua professione ufficiale, come correttore di bozze del DNA, ma si è trovata anche un secondo impiego. Lo smaltimento differenziato dell’RNA.

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CRISPR galoppa. E la scienza diventa arte.

Qualche artista interessato a servirsi di CRISPR per esplorare il confine tra biologia e arte c’è già, ma la verità è che finora sono stati degli scienziati a sviluppare le potenzialità artistiche della genetica nel modo più raffinato e sorprendente. A suo tempo la notizia del coniglio fluorescente del bio-artista brasiliano Eduardo Kac,  geneticamente modificato per emettere un debole bagliore verdastro quando si trovava al buio, grazie all’inserzione di un gene di medusa, fece il giro del mondo suscitando polemiche. In tanti si chiesero: è arte? Probabilmente sì. Ma per me ogni dubbio scompare di fronte al capolavoro presentato la settimana scorsa su Nature. Continua a leggere