Buone notizie (di parte) sui primi pazienti CRISPR

credit NIH

STAT news ha potuto vedere i dati relativi ai primi due pazienti trattati con CRISPR per anemia falciforme e talassemia. Le notizie sono ottime, anche se il periodo di osservazione è ancora limitato a pochi mesi: il gene per l’emoglobina fetale si sarebbe riattivato, liberandoli almeno per ora dal bisogno di trasfusioni periodiche. Se i dati saranno confermati si tratta di uno splendido inizio per l’avventura clinica di CRISPR. Per ora non abbiamo pubblicazioni peer-reviewed, e dispiace che le due companies che conducono le sperimentazioni (CRISPR Therapeutics e Vertex) abbiano posto come condizione che STAT news non mostrasse i dati a esperti indipendenti. Ma i primi commenti a caldo rilasciati (sulla fiducia) sono entusiasti.

CRISPR si scalda a Yellowstone

Fonte AddGene blog

La notizia hot è che è stato isolato un enzima CRISPR capace di funzionare fino a 100 gradi centigradi. Questa foto mostra una fase del campionamento presso le sorgenti calde del Parco dello Yellowstone, che ha portato a questo paper su Pnas e alla scoperta di IgnaviCas9, la nuova nucleasi tollerante al calore.

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Un premio europeo all’eccellenza italiana

Vincere un premio prestigioso come il Louis-Jeantet non è soltanto un grande onore. È anche e soprattutto un’occasione per rilanciare gli sforzi in vista di traguardi ancora più ambiziosi. Quando un filone di ricerca viene premiato, infatti, si rafforza ulteriormente agli occhi della comunità scientifica, attirando l’interesse delle menti migliori e alimentando sinergie. Gli allori ricevuti, inoltre, rappresentano una garanzia per rinnovare il patto con i donatori, perché testimoniano il buon uso delle donazioni ricevute in passato. In questo senso il Louis-Jeantet Prize attribuito a Luigi Naldini per il 2019 vale ancora di più del generoso montepremi stanziato dall’omonima Fondazione con base a Ginevra.

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I picchi di Twitter e i sentimenti per CRISPR

Gli entusiasmi della prima ora iniziano a raffreddarsi un pochino, a giudicare dalla prima analisi dei cinguettii su CRISPR che sono risuonati su Twitter negli ultimi anni. E fin qui non c’è niente di strano, un certo décalage anzi era prevedibile e fisiologico. Ma qualche sorpresa c’è, nello studio pubblicato da autori svizzeri su bioRxiv.

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La serie Netflix su CRISPR, vista per voi

Ho visto Unnatural Selection, la docuserie in quattro puntate sull’editing genomico e il mio consiglio è: guardatela. Perché insieme alle cose pessime ne contiene di buone. E perché la stanno guardando in tanti su Netflix, dunque è destinata a influenzare la percezione pubblica delle biotecnologie di nuova generazione. Tre aggettivi per descriverla: sensazionalistica, confusa, a tratti molto interessante.

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Prime Editing, la terza vita di CRISPR

Prima è arrivato l’editing genomico classico, e per spiegare come funziona i ricercatori hanno usato la metafora delle forbici che tagliano il DNA. Poi è stato sviluppato il “base editing”, e lo hanno paragonato alla correzione manuale di un testo, fatta con gomma e matita. Ora che sulla scena si affaccia un altro approccio innovativo alla modificazione genetica, come possiamo descriverlo? “Immaginate un programma di videoscrittura al posto delle forbici e della matita”, ha detto David Liu presentando l’ultima tecnica messa a punto nel suo laboratorio al Broad Institute di Boston, durante la conferenza stampa organizzata da Nature.

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