Una varietà di riso modificata con CRISPR/Cas9 potrebbe crescere in un campo sperimentale in Italia settentrionale questa primavera, in base alle nuove norme introdotte nel 2023. Un team dell’Università di Milano è stato infatti il primo gruppo di ricerca del Paese a presentare una domanda di autorizzazione sfruttando una modifica legislativa che ha semplificato le regole per le sperimentazioni sul campo di piante sviluppate con l’editing genomico o la cisgenesi. E con diversi altri gruppi che si preparano a presentare proposte di sperimentazione, potrebbe aprirsi presto una nuova stagione per la genetica agraria in Italia. [Continua a leggere su Nature Italy]
in questi tempi di crisi climatica, perdita di biodiversità e rinnovata insicurezza alimentare, un approccio scientifico e basato su prove è essenziale sotto ogni aspetto. Ora più che mai, dobbiamo elevarci al di sopra dell’ideologia e del dogmatismo. È per questo che noi sottoscritti ci rivolgiamo a voi e vi esortiamo a considerare attentamente i benefici dell’adozione delle Nuove Tecniche Genomiche (NGT) nelle vostre prossime decisioni parlamentari [Ndr In Italia si usa spesso la sigla TEA al posto di NGT]. Come cittadini preoccupati che credono nel potere della scienza di migliorare le nostre vite e il nostro rapporto con il pianeta, vi esortiamo a votare a favore delle NGT, allineando le vostre decisioni ai progressi della comprensione scientifica. La selezione convenzionale per le colture resistenti al clima (con l’incrocio di alcuni tratti, la successiva selezione e poi il reincrocio per eliminare i tratti indesiderati) richiede troppo tempo. Ci vogliono anni, persino decenni. Non abbiamo questo tempo in un’epoca di emergenza climatica.
Lo sviluppo delle Tecniche di evoluzione assistita o Tea (CRISPR in testa) sta lentamente ridisegnando gli schieramenti in campo. Alcuni soggetti da sempre ostili agli OGM classici hanno deciso di aprire la porta alle opportunità offerte dalla “genetica green” di precisione (Coldiretti, ad esempio). Altri (per esempio Greenpeace, nonostante qualche isolata e coraggiosa avanguardia) hanno confermato un’opposizione di principio, persino nei casi in cui l’intervento è talmente leggero da rendere le piante concretamente indistinguibili da quelle sviluppate con tecniche convenzionali. Quanto alla galassia dell’agricoltura biologica appare ferma, eppure qualcosa si muove.
La notizia della settimana è sicuramente questa: la prima sperimentazione con il base editing (l’evoluzione di CRISPR che corregge le singole lettere senza recidere la doppia elica) ha centrato l’obiettivo di abbassare il colesterolo nei pazienti ma ha sollevato dubbi sui rischi (con due casi gravi di eventi avversi, tra cui un decesso), come riferisce Nature.
Ma consigliamo anche la lettura di altri due articoli. Nature Biotechnology fa il punto sugli esperimenti che utilizzano l’editing per eliminare dalle cellule i virus che riescono a nascondersi al sistema immunitario, come HIV ed epatite. Mentre Genetic Literacy Project pubblica un’analisi dei problemi che potrebbero azzoppare il nuovo regolamento sulle piante editate proposto dalla Commissione europea e ritardare (addirittura fino al 2030) l’arrivo sul mercato europeo dei primi prodotti.
Il 20 ottobre alle ore 18 “Agricoltura, alimentazione e nuove biotecnologie”, a Cento (Ferrara). Introduce e modera Anna MELDOLESI (Università di Bologna, Corriere della Sera, Le Scienze), intervengono Roberto DEFEZ (Istituto di Bioscienze e Biorisorse CNR di Napoli), Roberto TUBEROSA (Università di Bologna), Paolo BORGHI (Università di Ferrara), Valtiero MAZZOTTI (Direttore Assessorato Agricoltura, caccia e pesca Regione Emilia Romagna), Paolo DE CASTRO (Università di Bologna, Eurodeputato)
La Commissione Europea sta raccogliendo commenti sulla proposta di regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT) presentata il 5 luglio. In questa pagina ci sono tutti i documenti utili a farsi un’opinione: dai criteri per stabilire quando una pianta NTG (in Italia si usa anche la sigla TEA, Tecniche di evoluzione assistita) è equiparabile a una pianta convenzionale, fino ai calcoli sui costi della coesistenza per i produttori del biologico (si veda in particolare l’Impact assessment report). I feedback ricevuti durante il periodo di consultazione (8 settimane, estendibili) saranno riassunti dalla Commissione europea e presentati al Parlamento europeo e al Consiglio con l’obiettivo di alimentare il dibattito legislativo. In generale, CRISPeR Mania apprezza la proposta di regolamento, soprattutto per l’attenzione rivolta ai benefici promessi dalle nuove tecniche genomiche in termini di sostenibilità ambientale.
Conduce Francesca Buoninconti, ospiti Anna Meldolesi, Donatello Sandroni e Alberto Grandi. Trenta minuti di buon approfondimento, dedicati al via libera delle sperimentazioni in campo in Italia, alla nuova proposta di regolamento della Commissione europea e alla differenza tra le nuove tecniche di precisione (come CRISPR) e gli OGM.
La proposta della Commissione europea sull’alleggerimento normativo per le Nuove tecniche genomiche (quelle che in Italia vengono chiamate TEA) dovrebbe essere presentata il 5 luglio, ma qualcuno ha diffuso online il documento riservato. In breve, se la modificazione avrebbe potuto essere ottenuta anche naturalmente o con metodi convenzionali, e la pianta presenta lo stesso profilo di rischio della controparte convenzionale, dovrebbe essere trattata in modo simile alle piante convenzionali e diversamente dagli OGM (non richiederebbe autorizzazione, valutazione del rischio, tracciabilità, etichettatura secondo le regole in vigore per gli OGM, ma verrebbe inserita in un registro per la trasparenza). Per le piante in cui l’editing o la cisgenesi abbiano portato a risultati diversi da quelli convenzionali, valgono le attuali regole sugli OGM. Qui potete leggere la ricostruzione di Genetic Literacy Project. Qui la mia spiegazione sulle differenze tra le Nuove tecniche genomiche e gli OGM.
PS Ci sono due particolari degni di nota per quanto riguarda l’attenzione ai timori espressi da associazioni ambientaliste e produttori biologici. Primo, le piante resistenti agli erbicidi (anche se TEA) continuerebbero a essere regolamentate come OGM. Secondo: l’agricoltura organica potrebbe restare TEA-free grazie all’etichettatura presente nelle sementi.
Forse qualche giorno fa avete letto su Repubblica dello spiraglio aperto, in occasione del decreto siccità, alla sperimentazione in campo di piante editate o cisgeniche: “Via libera del Parlamento alle specie vegetali sottoposte a editing genetico. Le cosiddette Tea (Tecniche di evoluzione assistita) permettono di combattere le malattie senza pesticidi. Gli esperti: ‘Molto diverse dagli Ogm’. Stavolta il ministro Lollobrigida esulta: ‘L’Italia oggi è all’avanguardia in Europa”’.