
Riarrangiamenti, macro-delezioni, nei casi più estremi persino la perdita di un cromosoma. Gli studi sull’editing germinale pubblicati tra il 5 e il 20 giugno sul server bioRxiv allarmano gli esperti del settore.
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Riarrangiamenti, macro-delezioni, nei casi più estremi persino la perdita di un cromosoma. Gli studi sull’editing germinale pubblicati tra il 5 e il 20 giugno sul server bioRxiv allarmano gli esperti del settore.
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Victoria Gray è la prima persona affetta da una malattia genetica che sia stata trattata negli Usa con CRISPR. A quasi un anno di distanza dal trattamento sperimentale eseguito per la sua anemia falciforme, la donna sta bene e ha rilasciato questa intervista a NPR.
L’editing genomico è uno dei temi epocali scelti dal pensatoio politico di Letf Wing per la sua scuola di formazione. L’appuntamento è per venerdì 19 giugno 2020 alle h.18:00 su Zoom https://us02web.zoom.us/j/87599838382?pwd=TWNuanBMajVrb3EvRUR5em53K3Nwdz09

In natura serve a dare un segnale cruciale alle piante: è tempo di fiorire. In laboratorio è l’ultimo stratagemma per facilitare l’uso di CRISPR in agricoltura. Parliamo di Flowering Locus T (FT), una piccola proteina globulare prodotta dalle foglie in risposta ai cambiamenti della luce, capace di migrare nei germogli, entrare nei nuclei e promuovere la formazione dei fiori, con meccanismi che i ricercatori hanno iniziato a decifrare.
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Arriva la variante “very fast” della tecnologia di editing genomico più in voga. Grazie all’incontro con l’optogenetica, basterà un impulso luminoso per cambiare a piacimento il DNA in modo ancora più rapido e mirato.
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Buone notizie dagli Stati Uniti, che hanno approvato nuove regole per le piante geneticamente modificate. Per quanto riguarda l’uso di CRISPR, non sono necessari controlli mirati se il prodotto avrebbe potuto essere ottenuto anche attraverso gli incroci. Via libera dunque all’editing di poche basi, alle delezioni, e anche allo spostamento intragenomico di sequenze per facilitarne la trasmissione coordinata durante gli incroci.
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Il nome di Andrea Crisanti è noto ai più per il caso studio di Vo’ Euganeo e per la strategia di sorveglianza attiva che sta aiutando il Veneto ad arginare l’epidemia di COVID-19. Ma il medico romano è anche il pioniere di una tecnologia di frontiera per il controllo della malaria: i “gene drive”. L’idea, sviluppata con il suo gruppo di ricerca dell’Imperial College di Londra e pubblicata l’11 maggio su Nature Biotechnology, consiste nel modificare le zanzare che trasmettono il plasmodio della malaria, appartenenti alla specie Anopheles gambiae, in modo tale da far nascere solo gli esemplari del sesso che non punge. Non essendoci abbastanza femmine per sostenere la riproduzione, le popolazioni di insetti vettori collasserebbero e si fermerebbe la trasmissione della malattia. (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)

L’avventura scientifica di CRISPR raccontata dai protagonisti nel docufilm d’autore che è certamente la migliore opera realizzata finora sulla tecnologia che sta rivoluzionando le scienze della vita. Human Nature è disponibile on demand a 4 euro, grazie a Internazionale, in inglese con sottotitoli in italiano. Lo avevo già recensito qui e colgo l’occasione per consigliarne nuovamente la visione a tutti. Imperdibile la parte dedicata a Francisco Mojica e all’esperimento da cui tutto ha avuto inizio sulla costa spagnola. Enjoy!

Su Nature Biotechnology di maggio si parla del mais waxy sviluppato da Corteva. Non sappiamo ancora quando debutterà sul mercato, ma le sperimentazioni su campo, svolte in 25 località degli Stati Uniti con dodici linee editate, hanno dato ottimi risultati. Secondo lo studio firmato da Huirong Gao e colleghi, l’editing consente di risparmiare un anno di tempo e di guadagnare mediamente 370 chili in più per ettaro rispetto alle varietà waxy ottenute con le tecnologie di incrocio e selezione più avanzate.
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