L’era d.C. della diagnostica (dopo CRISPR e dopo COVID)

La pandemia ha dimostrato che i classici tamponi basati sulla reazione a catena della polimerasi (PCR) non bastano più. Rappresentano il golden standard della diagnostica ma richiedono reagenti difficili da reperire durante un’emergenza globale come questa, macchinari costosi, competenze specialistiche e troppo tempo per l’esecuzione. Il futuro del settore diagnostico è nei test rapidi, possibilmente da fare anche a casa e auspicabilmente in multiplex. A che punto è la transizione? (Il mio articolo sul sito di Osservatorio Terapie Avanzate)

Via libera al primo CRISPR-test


Fra tutte le possibili applicazioni di CRISPR si pensava che il primo prodotto a uscire dai laboratori per entrare nel mondo reale sarebbe stata una pianta. In effetti il debutto del mais waxy di Corteva è atteso entro il 2020. La pandemia però ha premuto sull’acceleratore del filone diagnostico, che ora può vantare il primo test basato su CRISPR approvato dalla Food and Drug Administration. A tagliare per prima il traguardo è stata la company fondata dal pioniere di CRISPR Feng Zhang, la Sherlock Biosciences. Per saperne di più suggeriamo i seguenti link: il comunicato stampa che annuncia l’autorizzazione e l’articolo del New York Times pubblicato pochi giorni prima del via libera.

Carmen scova tutti i virus, anche Sars-Cov2

Un super-chip per diagnosticare tanti virus, tutti insieme, con l’aiuto di CRISPR. Si chiama CARMEN (Combinatorial Arrayed Reactions for Multiplexed Evaluation of Nucleic acids) ed è l’ultima novità messa a punto al Broad Institute e pubblicata su Nature.

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Effetto Covid, anche per CRISPR

Il 2020 era iniziato con grandi aspettative per CRISPR, con le prime sperimentazioni cliniche ben avviate e la sfida per ridiscutere il quadro regolatorio europeo sul miglioramento genetico vegetale. Il CRISPR Journal aveva pubblicato dieci ardite previsioni. Poi è arrivato il nuovo coronavirus a scombinare piani e speranze.

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Tutti gli usi di CRISPR per le malattie infettive

Finora CRISPR aveva entusiasmato la comunità biomedica soprattutto per le sue potenzialità nel campo delle malattie genetiche e del cancro. La pandemia in corso però sta portando al centro dei riflettori le possibili applicazioni nel campo delle malattie infettive. Per saperne di più consigliamo la lettura della rassegna pubblicata da due specialisti dell’NIH sul Journal of Clinical Microbiology, che fa il punto sull’utilità di CRISPR contro i virus e altri patogeni.

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Doudna su CRISPR & Covid

Ospite della trasmissione televisiva Amanpour &Co., intervistata da Walter Isaacson, la scienziata racconta come Berkeley si è attivata per la pandemia e quali sono i filoni di ricerca che usano CRISPR contro il nuovo coronavirus.

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La corsa di CRISPR per testare Sars-CoV2

I test della piattaforma Sherlock

La pandemia ha messo a nudo le carenze della diagnostica molecolare e sta dando una spinta all’innovazione. Per identificare rapidamente i positivi, anche quelli con pochi o nessun sintomo, i tamponi classici non bastano. Servono test più semplici, da effettuare in modo decentralizzato, anche con l’aiuto di CRISPR.

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Il nuovo golden rice dell’era CRISPR

Su Nature Communications arrivano i primi chicchi arricchiti di beta-carotene con l’editing genomico, ma per la legge sarebbero OGM come il riso dorato prodotto vent’anni fa con l’ingegneria genetica classica

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Un Asimov per il dopo CRISPR

Da Blade Runner a Rampage, passando per Jurassic Park e Gattaca. Dall’ingegneria genetica a CRISPR, passando per le altre tecnologie di editing genomico. Sul blog di AddGene, Kartik Lakshmi Rallapalli ha provato a intrecciare le traiettorie di scienza e fantascienza come se fossero i due filamenti di una doppia elica. L’idea è suggestiva, ma la questione non è semplice come un accoppiamento tra nucleotidi.

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