
CRISPRando con Telethon
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Possono aver perso l’ultimo round nella battaglia sul brevetto fondante della tecnologia, ma Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier saranno ricordate per sempre come le inventrici di CRISPR. In diverse occasioni la biochimica di Berkeley ha raccontato com’è nato il suo desiderio di diventare scienziata, quando era ragazzina. Ha detto anche che un consulente scolastico provò a scoraggiarla, quando seppe che voleva iscriversi a chimica al college: “Le ragazze non fanno scienza”. Qualche decennio e molti brillanti esperimenti dopo, nel 2020, è arrivato il più grande dei riconoscimenti, il Nobel, e vale la pena notare che quello di Doudna e Charpentier è il primo assegnato a una coppia di donne. La biochimica statunitense e la microbiologa francese (da diversi anni al Max Planck di Berlino) rappresentano degli splendidi esempi per le ragazze interessate alla scienza. E l’Istituto fondato da Doudna (IGI) intende promuovere la causa con un incubatore dedicato all’imprenditoria femminile nella genomica. In genetica si parla di effetto del fondatore quando in una popolazione sono diffuse caratteristiche particolari che erano casualmente presenti in chi l’ha fondata. Qualcosa di simile potrebbe essere accaduto anche alla scienza di CRISPR, un campo di ricerca aperto da due donne e che continua ad attrarre grandi talenti femminili. In occasione dell’8 marzo vi presentiamo una carrellata con alcune delle scienziate più brillanti che stanno contribuendo a realizzare le promesse dell’editing genomico. Per una colonna sonora a tema, suggeriamo il rap Women in CRISPR.
.”.

Questa foto vale come una piccola nota a margine della guerra in corso. L’ha postata su twitter uno dei pionieri dell’editing genomico, che vive negli Usa e lavora a Berkeley ma è nato e ha studiato a Mosca. Questo blog ha già parlato di lui, è Fyodor Urnov. Chi ha visto il bel docufilm su CRISPR “Human Nature” (è su Netflix) probabilmente se lo ricorda perché è il più entusiasta e il più simpatico di tutti. Stamattina sono andata a guardarmi i suoi tweet per vedere se stava commentando l’invasione dell’Ucraina. Ho trovato questo scatto in divisa, con questo commento: “1987 URSS: i miei compagni di plotone ed io, a 18 anni, per metà ucraini e per metà russi. Abbiamo legato profondamente. Ho imparato l’ucraino da Yura and Vitya (in basso al centro e a destra). La nostra amicizia è cresciuta sulla nostra affinità culturale ma ha celebrato e protetto le nostre differenze. Diversamente dalle atrocità di oggi.” Lui è il ragazzo al centro, quello senza berretto.
La storia del riso editato all’università di Milano, ancora in attesa di debuttare nelle prove in campo, raccontata dalla sua artefice Vittoria Brambilla. La presentazione è tratta dal convegno sulle Tecniche di Evoluzione Assistita che si è tenuto nel novembre del 2021 a Bologna. Nella pagina dedicata all’evento sono disponibili anche le presentazioni di Luigi Cattivelli (orzo e frumento), Alberto Acquadro (specie ortive), Stefano Tartarini (piante da frutto), Mario Pezzotti (vite), Dirk Inzè (agricoltura globale).

Un lavoro pubblicato su Nature Medicine conferma la previsione fatta da Nature: la diagnostica basata sulle forbici genetiche CRISPR è una delle tecnologie emergenti del 2022.
La biologa computazionale del Broad Institute Pardis Sabeti si era già fatta notare durante l’emergenza ebola, al punto da entrare nella classifica delle persone più influenti di Time nel 2015. Questa scienziata di origine iraniana, specializzata nello studio della diversità e dell’evoluzione microbica, non poteva mancare l’appuntamento con il COVID-19. Il suo ultimo contributo, firmato insieme al genetista di Princeton Cameron Myhrvold, rappresenta un importante passo in avanti verso una nuova generazione di test diagnostici che ambiscono a essere più informativi della PCR e meno impegnativi del sequenziamento virale, grazie all’applicazione congiunta della microfluidica e della tecnica CRISPR. (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)

I linfociti ingegnerizzati con recettori TCR possono dare la caccia alle cellule tumorali senza fermarsi al riconoscimento di superficie. Dietro alla sperimentazione clinica appena approvata in Usa e Gran Bretagna per la leucemia mieloide acuta c’è la ricerca condotta all’Ospedale San Raffaele di Milano con l’aiuto di CRISPR.
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Dalla Cina: il grano resistente ai funghi. Il paese più impegnato al mondo nell’editing vegetale e la super-genetista Caixia Gao mettono a segno un altro colpo su Nature, indicando la via per ottenere piante resistenti a una grave malattia fungina.
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Nel 2010, un paio di anni prima dell’invenzione di CRISPR, Doug Olson riceveva una terapia personalizzata sperimentale per la sua leucemia incurabile. Parliamo delle CAR-T, un acronimo che indica che nelle cellule T è stato inserito un recettore chimerico per l’antigene. Per farla breve, la terapia consiste nel somministrare linfociti T geneticamente modificati per dare meglio la caccia alle cellule tumorali.
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Il 27 gennaio Anna Meldolesi è stata ospite di Michele Mirabella a Elisir per parlare dei recenti progressi nel campo dei trapianti inter-specie, resi possibili dall’editing genomico. La puntata è disponibile su Raiplay.
Per gli ultimi aggiornamenti rimandiamo al post dell’edizione inglese di questo blog, con tutti i link per approfondire i quattro interventi eseguiti negli ultimi quattro mesi: uno xenotrapianto di cuore su paziente e tre xenotrapianti di reni su persone in morte cerebrale che hanno donato il corpo alla ricerca.

Dopo i pomodorini editati, arrivano i primi pesci modificati con l’editing genomico. Si tratta di pregiati pesci palla e orate rosse, entrambi a crescita rapida. La ricetta del Sol Levante per le nuove biotecnologie in campo alimentare ha due ingredienti chiave: il quadro regolatorio favorevole e le strategie creative di marketing.
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