Il Giappone degusta il sashimi CRISPR

Foto: Regional Fish Co.

Dopo i pomodorini editati, arrivano i primi pesci modificati con l’editing genomico. Si tratta di pregiati pesci palla e orate rosse, entrambi a crescita rapida. La ricetta del Sol Levante per le nuove biotecnologie in campo alimentare ha due ingredienti chiave: il quadro regolatorio favorevole e le strategie creative di marketing.

Nell’autunno del 2021 è partito il crowdfunding sulla piattaforma Campfire, con la possibilità di ricevere i prodotti modificati con CRISPR dalla Regional Fish Co. per degustazioni esclusive, riservate a poche decine di persone per volta. A dicembre è stato lanciato il sito di e-commerce che vende “fugu del 22° secolo” (cioè pesce palla geneticamente editato) e “madai del 22° secolo” (una sorta di orata, anch’essa editata). Se tutto andrà bene, nel prossimo futuro, si passerà a una distribuzione più tradizionale.

Il logo del pesce palla del 22° secolo ideato dalla studentessa di agraria Kayoko Nagasawa durante uno stage alla Regional Fish

Dal punto di vista tecnico si tratta di semplici knockout, ovvero di organismi con un singolo gene disattivato, destinati ad essere allevati in vasche sulla terraferma per evitare rilasci accidentali in mare. Come spiega Nature Biotechnology, nel pesce palla viene spento un gene che frena l’appetito, prendendo di mira il recettore della leptina. Nell’orata il bersaglio è la miostatina, che limita la massa muscolare. In entrambi i casi il risultato è una crescita più rapida, che secondo l’azienda produttrice potrebbe aiutare a soddisfare la domanda crescente di alimenti ricchi di proteine senza pesare eccessivamente sull’ambiente.

I due pesci giapponesi non contengono geni provenienti da altre specie, a differenza del famigerato salmone transgenico della AquaBounty, la cui commercializzazione negli Stati Uniti è rimasta bloccata per oltre vent’anni suscitando frustrazione tra i genetisti animali. Ciononostante il pesce palla e l’orata CRISPR sarebbero inghiottiti nel gorgo della legislazione sugli OGM se qualcuno provasse a importarli in Europa, perché il quadro regolatorio UE sugli organismi geneticamente modificati è stato definito quando l’editing genomico non esisteva ancora. La Commissione Europea ne ha sollecitato la revisione, ma potrebbero essere necessari anni per aggiornare le regole. La legislazione giapponese, invece, esenta l’editing genomico dalle restrizioni previste per i prodotti transgenici, se la mutazione genetica introdotta in laboratorio avrebbe potuto verificarsi spontaneamente in natura, come nel caso dei knockout.  

Questo consente anche ai piccoli gruppi di cimentarsi con le sfide del mercato, e di farlo proponendo prodotti di nicchia, al contrario di quanto accade con gli OGM, per i quali l’asticella regolatoria è così alta che possono competere solo le grandi aziende con prodotti di largo consumo. La Regional Fish, in particolare, è nata per sviluppare le ricerche portate avanti alle università di Kyoto e Kindai. Ma l’aspetto più interessante del debutto di CRISPR in acquacoltura è la strategia di marketing. Il passaggio dal bancone del laboratorio alla tavola avviene per gradi, attraverso iniziative circoscritte, volte a testare le reazioni dei consumatori ma anche a creare comunità di entusiasti e a far parlare di sé.

La filosofia è la stessa che ha portato sul mercato, sempre in Giappone, la prima coltura CRISPR del mondo: i pomodorini Sicilian Rouge ad alto contenuto di GABA, una sostanza che molti giapponesi sono abituati ad assumere attraverso integratori e alimenti fortificati perché ritenuta utile alla salute anche in mancanza di chiare prove scientifiche. In quel caso la commercializzazione tradizionale è stata preceduta da una distribuzione gratuita di piantine agli amanti del giardinaggio e dell’autoconsumo.

I coltivatori dilettanti si sono persino sfidati tra loro a chi riusciva a far crescere i pomodori più ricchi di GABA. Secondo Nature Biotechnology questo tipo di marketing basato sul passaparola potrebbe funzionare bene per prodotti “di boutique” che ambiscono a essere percepiti come migliori della controparte convenzionale e in futuro potrebbe essere copiato anche negli Stati Uniti.        

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