Un libro da non perdere, parola di Doudna, Gates e…

Bollati Boringhieri mi ha fatto l’onore immeritato di inserire una mia citazione sulla quarta di copertina del libro più bello dell’anno, insieme alle citazioni dell’inventrice di CRISPR Jennifer Doudna e di Bill Gates. La scienziata dei vaccini a mRNA, Katalin Karikó, racconta finalmente la sua incredibile vita ai lettori italiani in questa autobiografia fresca di stampa. Potete trovare la mia recensione al libro su Le Scienze di aprile, e rileggere ciò che avevamo scritto di lei qui sul blog all’indomani del Nobel.

Resuscitare le specie estinte: a che punto siamo?

Beth Shapiro, responsabile scientifica della company Colossal Biosciences

I progetti per riportare geneticamente in vita i mammut e altri animali scomparsi hanno una posta in gioco scientifica che va ben oltre l’immaginario di Jurassic Park

Le tecnologie di base ci sono tutte, ma perfezionarle richiederà ancora un bel po’ di lavoro. Grazie a pionieri come il Nobel Svante Pääbo, dapprima abbiamo imparato a recuperare il DNA dei fossili, a riordinarne i frammenti consumati nel corso di secoli e millenni, e a confrontarli con le sequenze dei parenti più prossimi ancora in vita. Poi è arrivata la tecnica di editing genetico CRISPR, anch’essa premiata con il Nobel: usandola possiamo prendere un genoma moderno simile a quello estinto e modificarlo, introducendo mutazioni arcaiche, caratteristiche dell’animale da “resuscitare”. Un altro importante tassello è stato sistemato il mese scorso dalla Colossal Biosciences, la company che da appena tre anni è impegnata a pieno ritmo a trasformare la de-estinzione in realtà.

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Le ultime tendenze della medicina CRISPR

La recente approvazione del Casgevy rappresenta il primo successo ufficiale delle terapie basate sull’editing genetico. Il trattamento per anemia falciforme e talassemia è arrivato a tempo di record, appena 11 anni dopo l’invenzione di CRISPR. “Due malattie in meno. Ne restano cinquemila”, ha commentato Fyodor Urnov, che all’Innovative Genomics Institute (IGI) si occupa di tecnologia e traslazione. Ma fra tante patologie in attesa di una cura, quali saranno le prossime a beneficiare di CRISPR? A che ritmo possiamo aspettarci che arrivino i nuovi trattamenti? Per orientarsi tra annunci e pubblicazioni, coltivando le speranze senza cadere nel sensazionalismo, è utile il periodico aggiornamento curato dall’istituto californiano.  Il bilancio è decisamente positivo, ma non manca qualche delusione. [Continua su Osservatorio Terapie Avanzate]

Piante CRISPR per tutti i gusti

Per vedere questi prodotti sulle nostre tavole bisognerà aspettare, ma è sempre il momento giusto per fare il punto sui progressi raggiunti in laboratorio. Ecco alcune novità, segnalate dall’Isaaa: l’orzo a elevato contenuto di fibre, il latte di soia aromatico, il frumento dai chicchi extralong, le fragole TiGER, senza dimenticare more e lamponi neri senza semi, senza spine e a più alta resa.

La danza di CRISPR in scena al MIT Museum

The Choreography of CRISPR è un’intricata danza del DNA, con avvolgimenti e scioglimenti di spirali, torsioni, tagli e inserimenti, ripetizioni, palindromi e cluster. Ispirata ai meccanismi dell’editing genomico, commissionata dall’MIT Museum, ideata da Gabrielle Lamb su musica originale di James Budinich, eseguita dal gruppo newyorchese di danza contemporanea Pigeonwing Dance. Tutti coloro che non saranno a Cambridge, nel Massachusetts, per la prossima performance dal vivo che si terrà il 16 marzo, possono gustare un minuto della première sulla pagina Facebook della compagnia).

Tippi MacKenzie, la pioniera dell’editing fetale

Festeggiamo l’8 marzo raccontando una grande scienziata dell’universo CRISPR (e non solo). Se intervenire dopo la nascita è troppo tardi (perché i danni di alcune malattie sono già diventati permanenti), e se intervenire sugli embrioni è troppo rischioso (perché la correzione genetica diventerebbe ereditabile), esiste una terza possibilità: provare a unire chirurgia fetale ed editing facendo correzioni genetiche in utero. Tippi MacKenzie è la pioniera di questa frontiera, e io ne ho scritto per Osservatorio Terapie Avanzate.

Piante TEA: la versione del Parlamento UE

Non c’è dubbio che si tratti di una buona notizia: il 7 febbraio il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di regolamentazione della Commissione sulle Nuove Tecniche Genomiche (la sigla in inglese è NGT, ma in Italia sono spesso chiamate TEA, che sta per Tecniche di Evoluzione Assistita). Alcuni degli emendamenti approvati (in particolare quello sulle modificazioni genetiche ammesse) hanno l’effetto di migliorare il testo, altri rischiano di rappresentare un problema e dovrebbero essere riconsiderati durante il processo di triangolazione con gli Stati membri (in particolare quello sull’etichettatura di tutti i prodotti finali, anche se non contengono geni estranei). A seguire riportiamo i punti principali della posizione espressa in proposito il 14 febbraio dall’EPSO che riunisce gli scienziati europei.

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