Eppur si muove. Il dibattito che vorrei su CRISPR in agricoltura

Pochi giorni fa ho partecipato alla tavola rotonda sull’editing genomico organizzata da Confagricoltura al CicapFest. L’appuntamento è arrivato pochi giorni dopo le aperture sull’uso delle biotecnologie in agricoltura del Ministro Bellanova (che si è detta favorevole a riaprire il dibattito sugli Ogm) e del presidente di Coldiretti Ettore Prandini (che l’ha esortata a lavorare in sede europea a favore dell’editing genomico). Qui metto nero su bianco alcuni dei concetti che ho espresso dialogando con il genetista Michele Morgante, l’agronoma-imprenditrice Deborah Piovan, la moderatrice Beatrice Mautino e il pubblico di Padova, nella speranza che possano illuminare alcuni punti cruciali.

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I gel a DNA diventano smart. Grazie a CRISPR

Semplice, economica e precisa, certo. Ma soprattutto versatile come nessun’altra tecnica di modificazione genetica concepita finora. La vocazione con cui è nata CRISPR è correggere i difetti genetici come se fossero dei refusi presenti nel DNA. Ma i ricercatori continuano a escogitare applicazioni innovative per le sue forbici molecolari, che sono riprogrammabili, accessoriabili, personalizzabili per ogni genere di esperimenti. L’ultima trovata sono gli idrogel intelligenti, capaci di cambiare forma a comando con un colpo di CRISPR. Questi biomateriali reattivi, presentati il 23 agosto su Science, potrebbero trovare molte applicazioni, in medicina e non solo, perché rispondono in modo tempestivo e specifico agli stimoli presenti nell’ambiente. (Continua sul sito dell’Osservatorio Terapie Avanzate)

Cosa vi siete persi in agosto

Mentre molti di noi erano in vacanza, CRISPR ha continuato a lavorare con le sue forbici molecolari.

Si è data da fare dentro ai gel a DNA, che in futuro potrebbero essere usati per la somministrazione controllata di farmaci e come test diagnostici (torneremo presto a parlarne, per ora rimandiamo al lavoro pubblicato su Science e alla news con cui ne ha riferito Nature).

Si è cimentata nella manipolazione di grandi segmenti genomici, facendo fare un passo avanti alla biologia di sintesi (ecco il link a Science).

Ha fatto il suo dovere nella mosca mediterranea della frutta, suggerendo una strada genetica per combatterla (l’esperimento dell’Università Federico II di Napoli è approdato anch’esso su Science e qui potete leggere il resoconto dell’Ansa).

Se questo non bastasse, abbiamo appreso che CRISPR è al lavoro anche nella pecora, per combattere una malattia cerebrale letale che colpisce i bambini (ne ha scritto recentemente il The Guardian). E voi, siete pronti per ricominciare?

Brevetti CRISPR, diamo i numeri

CRISPR patent landscape IPStudies

Domande di brevetto con estensioni in nuove aree geografiche presentate nel mondo. I dati relativi a 2018 e 2019 sono incompleti. A causa del ritardo nella pubblicazione delle domande negli Usa, la maggior parte delle patent application conteggiate sono in Cina. (fonte IPStudies/The Scientist)

Secondo la società svizzera IPStudies, nel mondo sono state presentate oltre 12.000 domande di brevetto relative alla tecnologia CRISPR, raggruppate in circa 4.600 famiglie. Con l’espressione “famiglia di brevetti” si intendono tutte le domande che corrispondono a una singola invenzione e coprono differenti regioni geografiche. Il conteggio risulta impressionante anche se ci limitiamo ai brevetti già approvati, che sono più di 740. Oltre la metà di questi sono stati concessi in due paesi. Indovinare quali è fin troppo facile: Cina e Stati Uniti. Continua a leggere