Il creatore delle bimbe CRISPR è libero. E ora?

Lo scoop è stato messo a segno ancora una volta da Antonio Regalado. Il giornalista della MIT Technology Review è stato il primo a dare la notizia della liberazione di He Jiankui, noto anche con la sigla JK. Contattato al telefono, lo scienziato si è limitato a rispondere “non è il caso di parlare adesso” e ha riagganciato. Ma i media difficilmente si accontenteranno di questo no-comment e la comunità scientifica segue gli sviluppi con apprensione. Nel novembre del 2018 era stato sempre Regalado a sganciare la breaking news, alla vigilia del secondo Summit Internazionale sull’Editing del Genoma Umano, con un pezzo intitolato “Scienziati cinesi stanno creando bambini CRISPR”. (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)

Il genoma umano senza errori e senza buchi

Il consorzio T2T ha completato il lavoro: abbiamo finalmente una sequenza completa e corretta, che fa luce sull’8% del genoma mancante o mal sequenziato dal Progetto Genoma Umano. Disporre di una sequenza di riferimento senza lacune e senza errori servirà anche all’editing genomico. Per saperne di più, qui c’è il pezzo che ho scritto per il Corriere della sera e qui l’intervista che ho fatto per Le Scienze a uno dei bioinformatici del progetto T2T, Giulio Formenti.

RNA, l’altra molecola della vita

Michele Mirabella e Benedetta Rinaldi intervistano Anna Meldolesi

Il segreto di CRISPR è la sua guida di RNA. La complessità della specie umana è dovuta alla fine regolazione dei suoi geni classici (quelli che codificano per proteine), affidata a una miriade di RNA regolatori che non vengono tradotti in prodotti proteici. L’arma più potente contro il Covid sono stati i vaccini a RNA, e tante altre possibili applicazioni di questo acido nucleico sono allo studio. Ne avaveo già scritto per il Corriere Innovazione e per 7-Sette. Ieri ne ho parlato su Rai3 ad Elisir (la puntata è visibile su Raiplay, il mio segmento è nei primi dieci minuti della trasmisione).

Koonin, CRISPR e la guerra

Il biologo molecolare evoluzionista Eugene Koonin è di origine russa. Kira Makarova (alla sua destra) è originaria dell’Estonia. Insieme nel 2002 hanno identificato la regione genetica CRISPR-Cas. (Foto di Yuri I. Wolf )

Eugene Koonin è uno dei pionieri di CRISPR e continua a lavorare sui sistemi di difesa microbici al National Center for Biotechnology Information (NCBI-NIH). Chi vuole può apprezzare l’importanza del suo contributo leggendo il profilo che gli ha dedicato la rivista PNAS. Nato e cresciuto a Mosca, si è trasferito negli Usa poche settimane prima che l’Urss si dissolvesse nel 1991.

Alla fine di febbraio si è dimesso dall’Accademia delle scienze russa, dopo aver chiesto invano che prendessero ufficialmente le distanze dalla guerra contro l’Ucraina. Koonin ha spiegato le ragioni del suo gesto in un articolo pubblicato su EMBO Reports con il titolo “Scienza in tempo di guerra. Opporsi all’aggressione russa e sostenere gli scienziati russi”.

Dai grani antichi a CRISPR, il dibattito

Con Stefano CORSI (Università degli Studi di Milano), Deborah PIOVAN (imprenditrice agricola), Roberto DEFEZ (Istituto di Bioscienze e Biorisorse di Napoli), Vittoria BRAMBILLA (Università degli Studi di Milano), Marco PERDUCA (Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica), modera Silvia Soligon. Oggi alle 16.00 su Zoom https://us02web.zoom.us/…/491…/WN_9CvofHllSMKmZt1nb444Kg

Addio Mr. Bennett. Cosa accadrà ora agli xenotrapianti?

Ha battuto per due mesi, poi il cuore di maiale geneticamente editato si è fermato. Non sappiamo perché. Certo è che David Bennett, il primo paziente a ricevere un cuore di maiale, è sempre stato in gravi condizioni, anche prima del pionieristico trapianto inter-specie. Non contengono indizi né il comunicato stampa “in memoriam” dell’Università del Maryland né i primi resoconti della stampa statunitense, perciò non sappiamo se l’organo sia stato rigettato. “I medici devono ancora condurre un esame approfondito [Ndr sulle cause del decesso]. Prevedono di pubblicare i risultati su una rivista medica”, scrive il New York Times. E’ presto dunque per capire se ci saranno contraccolpi per il settore: i dati preclinici accumulati finora con i modelli animali e anche con i modelli umani (persone in morte cerebrale che hanno donato il corpo alla scienza) sono incoraggianti ma la Food and Drug Administration sembra orientata ad aspettare ulteriori risultati prima di autorizzare i primi interventi nell’ambito di una sperimentazione clinica.

LE DONNE DI CRISPR – foto e fatti

Possono aver perso l’ultimo round nella battaglia sul brevetto fondante della tecnologia, ma Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier saranno ricordate per sempre come le inventrici di CRISPR. In diverse occasioni la biochimica di Berkeley ha raccontato com’è nato il suo desiderio di diventare scienziata, quando era ragazzina. Ha detto anche che un consulente scolastico provò a scoraggiarla, quando seppe che voleva iscriversi a chimica al college: “Le ragazze non fanno scienza”. Qualche decennio e molti brillanti esperimenti dopo, nel 2020, è arrivato il più grande dei riconoscimenti, il Nobel, e vale la pena notare che quello di Doudna e Charpentier è il primo assegnato a una coppia di donne. La biochimica statunitense e la microbiologa francese (da diversi anni al Max Planck di Berlino) rappresentano degli splendidi esempi per le ragazze interessate alla scienza. E l’Istituto fondato da Doudna (IGI) intende promuovere la causa con un incubatore dedicato all’imprenditoria femminile nella genomica. In genetica si parla di effetto del fondatore quando in una popolazione sono diffuse caratteristiche particolari che erano casualmente presenti in chi l’ha fondata. Qualcosa di simile potrebbe essere accaduto anche alla scienza di CRISPR, un campo di ricerca aperto da due donne e che continua ad attrarre grandi talenti femminili. In occasione dell’8 marzo vi presentiamo una carrellata con alcune delle scienziate più brillanti che stanno contribuendo a realizzare le promesse dell’editing genomico. Per una colonna sonora a tema, suggeriamo il rap Women in CRISPR.

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