Il senso di Asilomar, 50 anni dopo

Asilomar non è solo la località della California dove nel febbraio del 1975 si è tenuta la celebre Conferenza sul DNA ricombinante, ribattezzata “Il congresso di Pandora” nell’indimenticabile resoconto pubblicato su Rolling Stones. È un luogo mitico, segnato in evidenza nella mappa dei rapporti tra società e scienza. Un po’ come Woodstock rappresenta il simbolo della controcultura giovanile di fine anni ‘60. Con la fondamentale differenza che in un caso si è trattato di un concertone non-stop, nell’altro di una maratona che ha coinvolto 140 scienziati, impegnati a discutere se e come regolamentare gli esperimenti di ingegneria genetica per evitare errori fatali, come la fuga di un super-virus. L’anniversario dell’evento rappresenta, dunque, un’occasione per riflettere sulle paure e le difficoltà normative che accompagnano le innovazioni più dirompenti, quelle di cui non capiamo bene i rischi e le implicazioni.

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Un’esplosione del Cambriano per le CAR-T

Credit: Mesa Shumacher/Santa Fe Institute

Circa 500 milioni di anni fa la vita sulla Terra ha attraversato una fase di rapida diversificazione che ha portato alla formazione di strutture biologiche complesse e alla comparsa di nuovi gruppi di organismi. Questo evento cruciale per l’evoluzione è entrato nell’immaginario con una forza tale da diventare metafora. “CAR nel 2025: continua l’esplosione del Cambriano”, in effetti, è il titolo scelto da Michel Sadelain per la lezione ospitata da GEN (Genetic Engineering & Biotechnology News) il 29 gennaio. La branca dell’immunoterapia più in voga, quella che utilizza i linfociti T ingegnerizzati per attaccare in modo efficiente e selettivo le cellule tumorali, vive una fase di boom che promette di moltiplicare approcci e applicazioni. (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)

Record di sopravvivenza: la prima persona al mondo con un organo di maiale da più di due mesi

Al centro la paziente Towana Looney, a sx e a dx i chirurghi a capo del team che l’ha operata, Jayme Locke e Robert Montgomery (Credit: Mateo Salcedo/NYU Langone Health)

I pazienti trapiantati con uno xeno-organo prima di lei erano arrivati all’intervento in condizioni disperate, probabilmente è anche per questo che nessuno di loro è mai sopravvissuto per più di due mesi. Towana Looney in confronto era più sana quando ha ricevuto il rene suino editato per ridurre il rischio di rigetto, ha potuto beneficiare delle conoscenze accumulate con i primi tentativi, e il 25 gennaio ha festeggiato in buona salute il record dei sessanta giorni.

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A come avocado, B come banana, C come cannabis CRISPR

A che punto è l’applicazione di CRISPR in agricoltura? Il 2024 è stato un anno di svolta in Italia, con le prime sperimentazioni in campo di riso e vite editati per resistere meglio ad alcune malattie fungine. E nel resto del mondo? L’Innovative Genomics Institute ha fotografato lo stato dell’arte e il bilancio è positivo. Diamo un’occhiata insieme.

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CRISPR + IA = nuove cure?

Credit Karen Arnott/EMBL-EBI

L’intelligenza artificiale è ovunque e fa di tutto, in aree che spaziano dallo studio allo svago. L’entusiasmo per questa frontiera sconfina fatalmente nel sensazionalismo, perciò può diventare difficile capire quanto c’è di realistico e quanto di esagerato nelle aspettative che nutriamo. Ma l’impatto sulla ricerca scientifica si è già fatto sentire forte e chiaro a Stoccolma, con due dei Nobel assegnati nel 2024: quello per la fisica andato alle reti neurali artificiali e quello per la chimica dedicato alla previsione delle strutture proteiche. E ora, nel numero speciale di Wired dedicato al nuovo anno, è la pioniera dell’editing genetico Jennifer Doudna a illustrarne il potenziale nel suo campo. CRISPR + IA = nuove cure? (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)

C’era una volta la mutagenesi a.C. (avanti CRISPR)

Prima dell’editing genomico, prima degli OGM, la mutagenesi si faceva con le radiazioni. Questo sistema è stato utilizzato anche per modificare varietà di grano duro che, attraverso gli incroci, hanno contribuito alla produzione della pasta consumata in Italia. La faccenda degli “spaghetti atomici” è spesso evocata nel dibattito sulle biotecnologie agrarie, per enfatizzare il fatto che le tecniche di oggi sono infinitamente più precise di quelle di ieri. Ma pochi conoscono questa storia nella sua complessità. Una storia italiana degli anni ’50-’70, che viene ricostruita da Francesco Cassata dell’Università di Genova in questo numero speciale di Agricultural History.

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CRISPR sulla nuova Treccani

È in arrivo l’appendice XI dell’Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, con quattro pagine dedicate alle nuove biotecnologie di precisione che ho avuto il piacere di curare. Le tendenze cambiano in fretta, internet ci ha abituato a una fruizione rapida di notizie e contenuti, insomma “fissare la mutevolezza del nostro presente in un’opera enciclopedica” è una sfida, come recita l’introduzione all’appendice. Ma lasciar sedimentare i concetti resta una necessità, ed era importante che l’editing genetico fosse incluso tra gli aggiornamenti necessari per vivere consapevolmente nel mondo contemporaneo. Mi piace notare che la mia voce arriva dopo “Economia verde ed economia blu” e prima di “Educazione”. Buona lettura, dunque, a chi si regalerà il tempo di sfogliare queste pagine, magari nel silenzio di una biblioteca.

CRISPR-wow: Arabidopsis si veste da rosa

Per gli scienziati è un organismo modello, perfetto per fare ricerca perché cresce in fretta, si autoimpollina, ha un piccolo genoma facile da modificare. In effetti è la pianta più studiata del mondo, la prima ad essere stata sequenziata, una diva della genetica. Per tutti gli altri è una sconosciuta anche perché, fra tante meraviglie botaniche, Arabidopsis thaliana non si fa certo notare, piccola com’è e con quei fiorellini senza pretese. Ma le conoscenze di base ormai ci sono, gli strumenti biotecnologici pure. Perché non regalare alla sua incolore e dimessa fioritura un outfit di gala, con petali da far invidia a una rosa? L’idea è venuta a Nick Desnoyer dell’Università di Zurigo, che con un po’ di breeding e un tocco di CRISPR ha ottenuto una pianta con l’impalcatura genetica di Arabidopsis e una corolla sontuosa. Non perdetevi il suo scenografico thread su X e bluesky, in cui annuncia un progetto di bio-arte pronto a sbocciare nel 2025.

CRISPR verso Marte, gli esperimenti più arditi

I futuri avamposti extraterrestri dipenderanno in buona parte dall’utilizzo di organismi capaci di sopravvivere in condizioni estreme. Una fonte di ispirazione per raggiungere questo obiettivo sono i tardigradi, minuscoli invertebrati campioni di resistenza che potrebbero prestare i propri geni (e qualche super-potere) ad altre specie necessarie per sfamare e fornire sostanze utili ad astronauti e turisti spaziali.

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