Dai Lincei per le scuole, tre mattine su CRISPR

Programma ricchissimo, con lezioni su tutti gli aspetti e tutte le applicazioni: dalla medicina alla microbiologia, dalla botanica alla chimica, dalla bioetica alla comunicazione. I lavori si svolgeranno in videoconferenza e saranno trasmessi in diretta streaming sul CANALE LINCEI. Io chiuderò la mattinata del 23 novembre, raccontando la storia di CRISPR attraverso le immagini più significative, per riflettere sulla vivace cultura visuale dell’editing genomico e sull’immaginario che le ruota intorno. Insieme a me ci saranno, in ordine di apparizione: Mario Stefanini, Michele Morgante, Giuseppe Macino, Luigi Naldini, Gennaro Ciliberto, Rino Rappuoli, Andrea Crisanti, Gabriele Beccaria, Sabrina Sabatini, Roberto Bassi, Giulio Cossu e Gilberto Corbellini.

Se fossero mele CRISPR, le compreresti?

Tre mele resistenti alla ticchiolatura frutto del miglioramento genetico convenzionale all’Università di Bologna. Le ho ricevute ieri dal prof. Stefano Tartarini al convegno sulle TEA (le tecniche di evoluzione assistita), di cui fa parte CRISPR. Ho compilato il questionario di valutazione sulla rossa, la rosa e la rugginosa. L’ultima domanda è: la compreresti se fosse un frutto TEA? Ovvio che sì. Anche perché sono molto buone (la mia preferita è la terza, dall’aspetto bronzeo).

CRISPR per la transizione ecologica agricola

16 novembre 2021, 14.30, BOLOGNA, viale Fanin 44, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, aula Magna. Con Roberto Tuberosa, Silvio Salvi, Luigi Cattivelli, Vittoria Brambilla, Alberto Acquadro, Stefano Tartarini, Mario Pezzotti, Dirk Inzé, Anna Meldolesi, Paolo De Castro, Dino Scanavino, Deborah Piovan, Davide Viaggi, Edgardo Filippone, Silvia Giuliani. L’incontro avverrà in modalità mista, in presenza e in remoto (link al programma).

Il grano CRISPR è in campo

Questa fotografia, postata su Twitter dal project leader Nigel Halford, mostra la semina sperimentale effettuata a fine ottobre dall’istituto Rothamsted Research in Inghilterra. È la prima volta che del frumento editato con CRISPR esce dalle serre per andare ai test in campo.

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Una scomoda verità chiamata CRISPR N=1

Fyodor Urnov

A cosa serve saper editare qualsiasi mutazione, se il via libera richiede ogni volta anni di attesa e milioni di dollari? La scomoda verità di Fyodor Urnov al World CRISPR Day.

Il genetista di Berkeley è stato un pioniere dell’era avanti CRISPR ed è tuttora una delle voci più influenti del dopo CRISPR. È stato lui a inventare, insieme a due colleghi, l’espressione “editing genetico”, portandola sulla copertina di Nature nel 2005. La sua ultima lezione alla conferenza internazionale su CRISPR del 20 ottobre 2021 ha avuto l’effetto di una scossa. Urnov infatti ha dedicato solo pochi minuti a celebrare i successi ottenuti fin qui. Si è soffermato, invece, sui casi di due pazienti, portatori di mutazioni rarissime, che in teoria avrebbero potuto beneficiare dell’editing ma non hanno avuto questa chance. Perché nella pratica non esistono le condizioni per editare tutti i malati editabili. Urnov la chiama la sfida dell’N=1. (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)

La top ten degli scienziati CRISPR

Il CRISPR Journal ha pubblicato un’interessante analisi bibliometrica che, studiando i numeri delle pubblicazioni accademiche e le relazioni tra autori e temi, ricostruisce la storia e l’evoluzione di CRISPR come ambito disciplinare. Io ne ho scritto per Corriere Innovazione. Qui sul blog ci tengo a riportare almeno la parte alta della classifica dei CRISPR scientist (che vede in testa Jennifer Doudna assediata da Feng Zhang), perché mi consente di rendere omaggio ad altri pionieri di cui ho scritto ancora troppo poco. Sotto trovate anche il testo del mio pezzo, ma per approfondire i dettagli (e vedere le mappe) consiglio di leggere l’articolo originale sul CRISPR Journal.

RE, records (numero di pubblicazioni sul tema); AC, average citations per item; HI, H-index
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