CRISPR snack a Montecitorio

crispr snack

credit: The Atlantic

Non sarà questo della foto, ma si tratterà comunque del primo assaggio pubblico di un prodotto CRISPR consumato in Italia, e uno dei primi al mondo. A base di riso editato made in Italy, secondo i ben informati. L’annuncio è stato fatto dall’Associazione Luca Coscioni, che dà l’appuntamento per il 18 settembre alle 10 di mattina, prima nella sala stampa della Camera dei Deputati e poi in Piazza Montecitorio. Obiettivo: richiamare l’attenzione di politica, media e comunità scientifica sul grande potenziale dell’editing genomico in campo agrario, sulla necessità di sbloccare l’impasse delle autorizzazioni per i campi sperimentali nel nostro paese e sull’importanza di una mobilitazione su scala europea in risposta alla sentenza della Corte del Lussemburgo che ha equiparato le piante editate agli OGM. Il primo pasto crispico è stato consumato in Svezia: tagliatelle con cavoli biotech. Si ricorda anche una cena di gala geneticamente editata (ma con tecniche diverse da CRISPR) in un ristorante alla moda di Manhattan. Questa volta però l’iniziativa non sarà goliardica né pubblicitaria. Piuttosto un’azione dimostrativa nel tipico spirito della tradizione radicale, per rivendicare il diritto alla libertà di ricerca, che rischia di essere soffocato dalla sovra-regolamentazione.

Verdetto europeo: le opinioni da leggere

CRISPR sad dayIn Italia si sono già espressi il genetista Michele Morgante e l’Associazione Coscioni. Questa invece è una selezione dei commenti da non perdere pubblicati all’estero:

Science Media Centre, Expert reaction to Court of Justice of the European Union ruling that GMO rules should cover plant genome editing techniques

Matt Ridley, EU’s anti-GMO crusade is unscientific and harmful

Mark Lynas, Scientific community defeated by green groups in European court ruling on gene edited crops

Carl Zimmer, What is a genetically modified crop? A European ruling sows confusion

The Observer view on Europe’s ban on gene-editing crops

Wired, European ruling could slow Africa’s push for CRISPR crops

 

 

Per la Corte UE le piante editate sono OGM. Il futuro di CRISPR è meno verde.

Curia

Le piante modificate con le nuove tecniche di editing genomico sono degli OGM e come tali vanno regolamentate. Lo stabilisce una sentenza emessa dalla Corte Europea in relazione a una richiesta di chiarimenti avanzata dalla Francia. La notizia rappresenta una doccia fredda per i genetisti vegetali del vecchio continente, che avevano salutato l’arrivo dell’editing, e in particolare della tecnica CRISPR, come una grande chance per far ripartire la ricerca dopo 20 anni di ostruzionismo politico-regolatorio sugli OGM. Continua a leggere

In arrivo il verdetto UE. Quanto è verde il futuro di CRISPR?

sunflowers in Spain

La sentenza della Corte di giustizia europea che dovrebbe contribuire a fare chiarezza sullo status giuridico degli organismi prodotti con la mutagenesi è attesa per domani, 25 luglio. Lo scorso gennaio il parere dell’Avvocato Generale Michal Bobek è stato variamente interpretato, ma molti continuano a sperare che il verdetto di questa causa (C‑528/16) possa aiutare la Commissione Europea a regolamentare in modo ragionevole le nuove biotecnologie verdi, e dunque anche le applicazioni agro-alimentari di CRISPR. Continua a leggere

Un morso alla torta bioetica di CRISPR

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Sono oltre 60 i pareri ufficiali sull’editing degli embrioni pubblicati dalla comunità internazionale (senza contare quelli italiani). Carolyn Brokowski, della Yale School of Medicine, li ha letti e analizzati sul nuovo numero del CRISPR Journal. Basta un colpo d’occhio al suo grafico a torta per farsi un’idea delle posizioni in campo. Continua a leggere

Tre speranze per CRISPR

easter eggs

Assoluzione per non aver commesso il fatto: Nature Methods ha ritirato lo studio che accusava CRISPR di causare un gran numero di mutazioni fuori bersaglio dopo che gli autori hanno ammesso che i risultati, molto probabilmente, erano sbagliati. Fino a prova contraria, dunque, la precisione si conferma una delle doti di CRISPR. E speriamo che d’ora in poi le pubblicazioni che vogliono mettere alla prova la tecnica siano altrettanto precise.   Continua a leggere

CRISPR e gli OGM. Dove va l’Europa?

Advocate General OpinionSostenitori e oppositori delle biotecnologie agrarie aspettavano da mesi il parere dell’Avvocato Generale della Corte di giustizia europea, sperando che rispondesse alla fatidica domanda: le piante modificate con l’editing ricadono sotto la stessa normativa degli OGM? La risposta però non è arrivata, nel senso che non appare risolutiva ed è stata variamente interpretata. Il più documentato è questo articolo di Euractiv, cautamente ottimista la lettura data da Nature, The Scientist, Guardian. Ma i punti interrogativi al momento sono più dei punti fermi e, di fatto, siamo ancora in un clima di impaziente attesa. Continua a leggere

La carica delle piante CRISPR, in campo a tempo di record

SoybeansLe piante il cui genoma è stato corretto con la tecnica CRISPR potranno essere coltivate e vendute negli Stati Uniti senza controlli particolarmente onerosi, come le piante ottenute con le tecniche convenzionali di miglioramento genetico e diversamente dai vecchi OGM. Lo ha ribadito il Dipartimento americano dell’agricoltura dando il via libera all’ultima arrivata, una soia sviluppata dagli stessi ricercatori dell’Usda che tollera bene stress idrici e sale grazie all’inattivazione di due geni (Drb2a e Drb2b). Secondo Nature Biotechnology sale dunque a cinque il numero delle piante figlie di CRISPR già deregolamentate dalle autorità d’oltreoceano. Continua a leggere

Gene drive: l’esperimento è (anche) sociale

Harvard Mag Pete RyanScegliete una parola per completare la frase. “I gene drive sono un ambizioso esperimento di …”. Genetica? Ecologia? Evoluzione? Ovviamente i gene drive sono tutto questo e di più. A pensarci bene, rappresentano anche un grande esperimento di tipo sociale, su comunicazione del rischio, public engagement, processi partecipativi. Non sappiamo ancora se questi “acceleratori genetici”, progettati per favorire la diffusione di geni di interesse con l’aiuto di CRISPR, funzioneranno in campo aperto come ci si augura. Se ci permetteranno davvero di impedire agli insetti vettori di trasmettere malattie killer come la malaria o se ci consentiranno di eliminare le specie invasive che minacciano la biodiversità degli ecosistemi insulari. Per arrivare a scoprirlo sarà necessario prima di tutto negoziare (con l’opinione pubblica, i gruppi di pressione, i regolatori, i governi) il via libera per sperimentare la tecnologia fuori dai laboratori, in condizioni controllate. Oggi questa impresa per la costruzione di un consenso condiviso prende ufficialmente le mosse con l’impegno sottoscritto su Science dai grandi sponsor della ricerca sui gene drive. Tra le organizzazioni che hanno aderito ci sono fondazioni e istituti di ricerca sparsi tra Stati Uniti e India, Nuova Zelanda e Canada, Gran Bretagna e Francia. In prima fila, naturalmente, la Fondazione di Bill e Melinda Gates con il suo progetto Target MalariaContinua a leggere