CRISPR e gli OGM. Dove va l’Europa?
Sostenitori e oppositori delle biotecnologie agrarie aspettavano da mesi il parere dell’Avvocato Generale della Corte di giustizia europea, sperando che rispondesse alla fatidica domanda: le piante modificate con l’editing ricadono sotto la stessa normativa degli OGM? La risposta però non è arrivata, nel senso che non appare risolutiva ed è stata variamente interpretata. Il più documentato è questo articolo di Euractiv, cautamente ottimista la lettura data da Nature, The Scientist, Guardian. Ma i punti interrogativi al momento sono più dei punti fermi e, di fatto, siamo ancora in un clima di impaziente attesa. Continua a leggere
La carica delle piante CRISPR, in campo a tempo di record
Le piante il cui genoma è stato corretto con la tecnica CRISPR potranno essere coltivate e vendute negli Stati Uniti senza controlli particolarmente onerosi, come le piante ottenute con le tecniche convenzionali di miglioramento genetico e diversamente dai vecchi OGM. Lo ha ribadito il Dipartimento americano dell’agricoltura dando il via libera all’ultima arrivata, una soia sviluppata dagli stessi ricercatori dell’Usda che tollera bene stress idrici e sale grazie all’inattivazione di due geni (Drb2a e Drb2b). Secondo Nature Biotechnology sale dunque a cinque il numero delle piante figlie di CRISPR già deregolamentate dalle autorità d’oltreoceano. Continua a leggere
Tre assaggi del CRISPR Journal

Uno, c’è l’entusiasmo dell’editoriale inaugurale di Rodolphe Barrangou, il direttore della nuova rivista tutta dedicata a CRISPR. Con i suoi studi sui batteri ha aperto la strada alla prima applicazione utile del sistema CRISPR, nella produzione di yogurt e formaggi. Lasciata la ricerca privata alla DuPont per quella pubblica alla N.C. State University, Barrangou continua a dedicarsi al settore alimentare e questo nella foto è il suo team. Continua a leggere
Il corpo umano attacca CRISPR. Possiamo rimediare?
“Ehi. CRISPR potrebbe non funzionare sulle persone”. Leggendo un titolo così sul sito della MIT Technology Review, con la firma di Antonio Regalado, i dolcetti della befana mi sono andati di traverso. Ma niente paura la notizia non è poi così brutta come sembra. Continua a leggere
2018: Happy New Edit!


Il 2017 si è chiuso con oltre tremila articoli scientifici indicizzati su PubMed dedicati a CRISPR. Dei più importanti ho scritto qui sul blog, ma ci sono state settimane in cui ho avuto l’imbarazzo della scelta su quale studio raccontare. E che la CRISPR-mania dilaghi, dentro e fuori i laboratori, è evidente anche se si digita la parola chiave CRISPR su Google, il 31 dicembre si ottenevano 6.810.000 risultati. Non ci sono dubbi che anche il 2018 sarà un anno caldo per questa tecnologia di editing genomico, con una nuova rivista peer-reviewed dedicata (The CRISPR Journal) pronta al debutto e un super meeting in programma a giugno (ne abbiamo ripreso il logo per illustrare il post). Continua a leggere
CRISPR in 5 vignette
Merry CRISPmas and happy new edit!
CRISPR ridà l’udito ai topi di Beethoven

Si chiamano topi di Beethoven in onore del celebre compositore che perse l’udito intorno ai trent’anni di età. Gli esemplari di questo ceppo, infatti, sono un modello sperimentale per lo studio della sordità genetica, perché portatori di una mutazione puntiforme che, col passare del tempo, finisce per renderli sordi. Ora un gruppo del Broad Institute ha dimostrato di poter fermare questo processo degenerativo, grazie alla terapia genica basata sulla tecnica CRISPR. Il lavoro, appena pubblicato su Nature, porta la firma del chimico David Liu, che proprio questa settimana è stato indicato dalla stessa rivista come una delle 10 personalità più significative dell’anno, per aver messo a punto i correttori di basi capaci di cambiare le singole lettere del DNA. Continua a leggere
Chi è David Liu, nuova stella di CRISPR
Californiano, figlio di un ingegnere aerospaziale e di una fisica, entrambi originari di Taiwan. È il 44enne David Liu la stella di CRISPR che ha brillato di più nel 2017, almeno secondo Nature, che lo ha inserito tra le personalità che hanno reso speciale l’anno che sta per finire. A giudicare da un vecchio profilo pubblicato su Harvard Gazette il chimico del Broad Institute sarebbe perfetto per una puntata della serie cult The Big Bang Theory. Continua a leggere