Tutti conoscono l’IPCC, il foro scientifico nato sotto gli auspici delle Nazioni Unite per fotografare lo stato delle conoscenze sui cambiamenti climatici, tracciare scenari sul loro impatto, confrontare le politiche di intervento possibili. Il mondo ha bisogno di un organismo simile anche per la rivoluzione biotech avviata da CRISPR, come sostengono Sheila Jasanoff e J. Benjamin Hurlbut su Nature? Un Osservatorio globale sull’editing genomico è quel che ci vuole? Lo abbiamo chiesto a un pioniere della terapia genica e a un pioniere dei gene drive, ma anche a una bioeticista, uno scienziato politico, una psicologa sociale, uno storico della scienza. Continua a leggere
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CRISPR stocks, cosa bolle in borsa
Sale l’entusiasmo per l’ultimo exploit e le azioni schizzano. Arriva lo studio deludente e le azioni crollano. Per quanto CRISPR sia giovane, ha già sperimentato più volte quanto la borsa sia volubile ed è inevitabile che accada ancora in futuro. Continua a leggere
Science si gioca il tris
La rivista dell’Associazione americana per l’avanzamento della scienza oggi sembra il CRISPR Journal. Nello stesso giorno, infatti, Science pubblica tre lavori firmati da tre assi di CRISPR – David Liu, Jennifer Doudna e Feng Zhang – illustrando i passi avanti compiuti in due diversi settori di ricerca: la costruzione di registratori molecolari sempre più versatili e lo sviluppo di test diagnostici sempre più precisi e facili da usare. Continua a leggere
Gene drive, speciale su Le Scienze
Con articoli di Andrea Crisanti e Roberto Galizi, Stephen Hall, Anna Meldolesi
2018: Happy New Edit!


Il 2017 si è chiuso con oltre tremila articoli scientifici indicizzati su PubMed dedicati a CRISPR. Dei più importanti ho scritto qui sul blog, ma ci sono state settimane in cui ho avuto l’imbarazzo della scelta su quale studio raccontare. E che la CRISPR-mania dilaghi, dentro e fuori i laboratori, è evidente anche se si digita la parola chiave CRISPR su Google, il 31 dicembre si ottenevano 6.810.000 risultati. Non ci sono dubbi che anche il 2018 sarà un anno caldo per questa tecnologia di editing genomico, con una nuova rivista peer-reviewed dedicata (The CRISPR Journal) pronta al debutto e un super meeting in programma a giugno (ne abbiamo ripreso il logo per illustrare il post). Continua a leggere
Ciak si gira. CRISPR filmata in tempo reale (wow!)
Il miglior film che abbia visto negli ultimi anni. Sono senza parole. Strabiliante. Super cool. Oltre tremila retweet e decine di commenti estasiati, è questo il bottino incassato su Twitter da Hiroshi Nishimasu (Università di Tokio), con il primo video che mostra CRISPR in azione in tempo reale. Questa volta non è una ricostruzione artistica, non si tratta di un’animazione. E’ proprio lei: la proteina Cas9 ripresa mentre fa il suo lavoro. Continua a leggere
Le dita di zinco agguantano CRISPR. È derby?
Questa settimana è arrivata la notizia del primo paziente editato “in vivo” (non “ex vivo”, vedi nota sotto). Editato sì, ma non con CRISPR, con una nucleasi a dita di zinco (ZFN). Ma come, una tecnica quasi dimenticata ruba la scena alla regina del’editing? E’ un po’ come se il figlio del vento Carl Lewis (campione degli anni ’80 e ’90) avesse battuto Usain Bolt. Non il Bolt dei Mondiali di Londra, quello delle Olimpiadi di Rio. In qualche caso la stampa ha giocato sull’equivoco, e bisognava arrivare quasi in fondo agli articoli per capire quale sistema era stato usato su Brian Madeux, per cercare di trattare la sua sindrome di Hunter. Insomma in un certo senso la breaking news di questa settimana ha sfruttato il traino mediatico di CRISPR, pur riguardando una tecnologia diversa che molti consideravano ormai sul viale del tramonto. E su twitter per un po’ ha tirato aria di derby. Continua a leggere
CRISPR a Genova, per il Festival della Scienza
La matita al posto delle forbici. CRISPR corregge il DNA senza tagliare

Non chiamatelo taglia-incolla. Il sistema CRISPR si è evoluto, e per correggere le mutazioni ora non ha più bisogno di tagliare. Due lavori, pubblicati rispettivamente su Nature e su Science, annunciano l’arrivo di due nuove varianti di questa piattaforma tecnologica per l’editing genomico. Si tratta di veri e propri correttori automatici di refusi (“base editor”), che prendono il posto delle forbici molecolari della versione classica di CRISPR. La differenza principale fra le due nuove varianti presentate oggi è che una lavora sul DNA, introducendo cambiamenti duraturi nel genoma, mentre l’altra interviene sui suoi trascritti di RNA, con effetti reversibili. In comune hanno la strategia di fondo: quando identificano una lettera sbagliata ne sistemano delicatamente gli atomi cambiandone l’identità. La sequenza insomma viene corretta senza bisogno di recidere, e senza le imprecisioni che si verificano quando si attiva il macchinario naturale di riparazione cellulare. Il nuovo approccio surclassa in efficienza le procedure alternative e consente interventi ad alta fedeltà con un tasso minimo di errori. La speranza, dunque, è che in futuro questi convertitori di lettere possano essere utilizzati per riparare le mutazioni puntiformi che causano molte gravi malattie umane. Continua a leggere
Brevetti CRISPR: la ricerca in agricoltura ora è più libera

L’editing genomico ha un grande potenziale nel miglioramento genetico vegetale. E la tecnologia CRISPR è abbastanza economica e facile da usare da essere alla portata di tutti i laboratori, non solo delle grandi multinazionali agbiotech. Lascia ben sperare, dunque, la notizia che uno dei principali soggetti detentori di diritti di proprietà intellettuale sull’uso di CRISPR in agricoltura abbia deciso di facilitare l’accesso alla tecnologia ai ricercatori interessati. Continua a leggere
