
Alza un gene qui, abbassa un gene là. Per potenziare le capacità fotosintetiche delle piante, probabilmente, bisognerà imparare a dirigere con maestria un’orchestra di geni. Riuscirci sarebbe utile per immagazzinare almeno una parte delle emissioni di anidride carbonica colpevoli dei cambiamenti climatici e anche per aumentare i raccolti. I ricercatori dell’Innovative Genomics Institute fondato da Jennifer Doudna lavorano su un enzima chiave detto rubisco e per mappare gli elementi da editare per accendere la fotosintesi nelle piante del futuro.
In un lavoro da poco pubblicato su Nature Biotechnology, Evan Groover e colleghi descrivono un nuovo approccio utile a capire come alzare o abbassare il livello di espressione dei geni implicati nel vitale processo biochimico che trasforma energia solare, acqua e anidride carbonica in glucosio e ossigeno. Utilizzando cellule isolate dalle foglie del sorgo, il gruppo ha simulato gli effetti di migliaia di interventi di editing sul DNA regolatorio della fotosintesi clorofilliana, individuando quelle che potrebbero essere le strategie migliori. Il sorgo è di per sé una pianta importante ma, secondo le aspettative degli scienziati, i risultati dovrebbero essere generalizzabili anche ad altre colture comuni. L’IGI sottolinea, infine, che i dati così raccolti potranno essere utilizzati per addestrare e validare modelli di machine learning predittivi sul genoma delle piante.