Il DNA senza stampo e nessun dogma infranto

Forse vi è capitato di imbattervi in una news di Science pubblicata la scorsa settimana con una certa enfasi. Titolo: “Scienziati sbalorditi dal ‘modo fondamentalmente nuovo’ in cui la vita produce il DNA”. Sottotitolo: “Un sistema di difesa batterico appena scoperto mette in discussione il dogma centrale del codice genetico”. Per come l’ha spiegata il reporter Richard Stone (che di solito non copre la biologia molecolare, ma fa inchieste sul campo in paesi difficili), sembra che sia stato trovato un enzima batterico (DRT3b) capace di sintetizzare il DNA in modo diverso dal solito. Usando la struttura chimica dei suoi aminoacidi come calco, al posto di uno stampo genomico.

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Tutti insieme appassionatamente. L’editing incontra i microbiomi

Jill Banfield e Jennifer Doudna (foto di Keegan Houser)

Studiare intere comunità batteriche è finalmente possibile grazie a un nuovo approccio messo a punto dall’inventrice di CRISPR Jennifer Doudna e dalla cacciatrice di microrganismi Jill Banfield. Tante le applicazioni possibili, tra ambiente, agricoltura e medicina.

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Tutti gli usi di CRISPR per le malattie infettive

Finora CRISPR aveva entusiasmato la comunità biomedica soprattutto per le sue potenzialità nel campo delle malattie genetiche e del cancro. La pandemia in corso però sta portando al centro dei riflettori le possibili applicazioni nel campo delle malattie infettive. Per saperne di più consigliamo la lettura della rassegna pubblicata da due specialisti dell’NIH sul Journal of Clinical Microbiology, che fa il punto sull’utilità di CRISPR contro i virus e altri patogeni.

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