Il piccolo grande passo di Vittoria

Chi si ferma è perduto, perché alla fine è tutta una questione di evoluzione. Mutando, gli organismi possono riuscire a sopravvivere alle condizioni avverse. Cambiando approccio, la comunità scientifica può superare gli ostacoli tecnici. E quando nuovi problemi (i cambiamenti climatici, ad esempio) scalano la lista delle priorità, l’agenda politica può aggiornarsi di conseguenza (questo è il senso del comma favorevole alla ricerca scientifica approvato nel decreto siccità lo scorso giugno). Di fronte a questo panorama in evoluzione non è rimasta certo ferma Vittoria Brambilla, la genetista vegetale dell’Università di Milano che ha il merito di aver piantato una prima simbolica bandierina nel suolo lunare della burocrazia italiana in materia di sperimentazioni in campo con piante dal DNA ritoccato.

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Una pillola al posto di CRISPR?

Credit: Bing Image Creator

La notizia dell’approvazione di Casgevy negli Usa è ancora fresca di stampa eppure diversi gruppi sono già al lavoro per superare i limiti della prima terapia basata sulle forbici genetiche

Non solo anemia falciforme, ora anche talassemia. Il 16 gennaio la Food and Drug Administration ha completato l’iter di autorizzazione anche per il secondo tipo di emoglobinopatia, mentre l’Agenzia europea per i medicinali dovrebbe dare il via libera nei prossimi mesi. Per passare dall’invenzione delle forbici genetiche Cas9 alla prima cura approvata sono bastati poco più di dieci anni, e l’entusiasmo per il traguardo raggiunto in tempi record è più che giustificato. Eppure un articolo della MIT Technology Review ha già acceso i riflettori sulle prossime sfide. Il titolo è: “Vertex ha sviluppato una cura CRISPR. Ma è già partita la caccia a qualcosa di meglio”. [Continua su Osservatorio Terapie Avanzate]

Piante CRISPR, inizia l’avventura italiana

Una varietà di riso modificata con CRISPR/Cas9 potrebbe crescere in un campo sperimentale in Italia settentrionale questa primavera, in base alle nuove norme introdotte nel 2023. Un team dell’Università di Milano è stato infatti il primo gruppo di ricerca del Paese a presentare una domanda di autorizzazione sfruttando una modifica legislativa che ha semplificato le regole per le sperimentazioni sul campo di piante sviluppate con l’editing genomico o la cisgenesi. E con diversi altri gruppi che si preparano a presentare proposte di sperimentazione, potrebbe aprirsi presto una nuova stagione per la genetica agraria in Italia. [Continua a leggere su Nature Italy]

Prima notifica CRISPR in Italia!

Congratulazioni a Vittoria Brambilla dell’Università di Milano per il suo riso resistente al brusone, la prima pianta editata che si candida alla sperimentazione in campo nel nostro paese (ne ho scritto su Nature Italy)

Creato con NightCafe su input di Anna Meldolesi

CRISPR e cancro: attacco e difesa

Le terapie avanzate in campo oncologico avrebbero bisogno di nuove metafore. Le imprese belliche e spaziali – ricordate la War on Cancer e il Cancer Moonshot? – non sembrano riflettere lo spirito con cui tanti ricercatori percorrono la strada dei piccoli passi in avanti anziché inseguire un’illusoria vittoria finale. La partita a scacchi è forse un’analogia più calzante, anche se lo scacco matto è lontano. L’idea di potenziare geneticamente le difese immunitarie del paziente, in particolare, ha aperto nuove entusiasmanti possibilità soprattutto per i tumori del sangue (le terapie Car-T) ma non è priva di limiti. Una possibile variante per aumentare le chance di successo è stata ideata dal gruppo di Pietro Genovese al Dana Farber Cancer Institute di Boston. [Continua sul numero di dicembre 2023 di Le Scienze, con la mia intervista Gabriele Casirati, primo firmatario del lavoro pubblicato su Nature]

Cara Europa ti scrivo – firmato Charpentier, Doudna e altri mille scienziati per le TEA

Cari membri del Parlamento europeo,

in questi tempi di crisi climatica, perdita di biodiversità e rinnovata insicurezza alimentare, un approccio scientifico e basato su prove è essenziale sotto ogni aspetto. Ora più che mai, dobbiamo elevarci al di sopra dell’ideologia e del dogmatismo. È per questo che noi sottoscritti ci rivolgiamo a voi e vi esortiamo a considerare attentamente i benefici dell’adozione delle Nuove Tecniche Genomiche (NGT) nelle vostre prossime decisioni parlamentari [Ndr In Italia si usa spesso la sigla TEA al posto di NGT]. Come cittadini preoccupati che credono nel potere della scienza di migliorare le nostre vite e il nostro rapporto con il pianeta, vi esortiamo a votare a favore delle NGT, allineando le vostre decisioni ai progressi della comprensione scientifica. La selezione convenzionale per le colture resistenti al clima (con l’incrocio di alcuni tratti, la successiva selezione e poi il reincrocio per eliminare i tratti indesiderati) richiede troppo tempo. Ci vogliono anni, persino decenni. Non abbiamo questo tempo in un’epoca di emergenza climatica.

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Make People Better, il film sullo scandalo cinese

Peccato. Le vicende dello spregiudicato ricercatore che ha messo al mondo i primi esseri umani geneticamente modificati hanno una portata storica ma sembrano destinate a restare prigioniere di una narrazione parziale. Speravo di trovare qualche spunto e qualche risposta in più sull’affair He Jiankui nel film-documentario del 2022 “Make people better” diretto da Cody Sheehy, ma ora che sono finalmente riuscita a vederlo devo confessare un po’ di delusione. L’impressione è di trovarsi davanti a un lavoro di bricolage eseguito con alcuni elemento di pregio e troppi materiali reperiti un po’ a caso. Va detto che il compito era difficile, per almeno due ragioni.

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Bio & biotech, un’alleanza possibile?

Lo sviluppo delle Tecniche di evoluzione assistita o Tea (CRISPR in testa) sta lentamente ridisegnando gli schieramenti in campo. Alcuni soggetti da sempre ostili agli OGM classici hanno deciso di aprire la porta alle opportunità offerte dalla “genetica green” di precisione (Coldiretti, ad esempio). Altri (per esempio Greenpeace, nonostante qualche isolata e coraggiosa avanguardia) hanno confermato un’opposizione di principio, persino nei casi in cui l’intervento è talmente leggero da rendere le piante concretamente indistinguibili da quelle sviluppate con tecniche convenzionali. Quanto alla galassia dell’agricoltura biologica appare ferma, eppure qualcosa si muove.

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Terapia o fertilità: il dilemma dei pazienti CRISPR

Credit Bing Image Creator

Quando l’8 dicembre la Food and Drug Administration ha dato il via libera alla commercializzazione di Casgevy, la prima terapia basata su CRISPR, sono stati in tanti a festeggiare. L’arrivo di una nuova opzione terapeutica per l’anemia falciforme è un’ottima notizia per i centomila malati americani. Il prezzo stabilito è elevato (2,2 milioni di dollari) anche se inferiore alla terapia genica classica autorizzata lo stesso giorno dalla Fda per la stessa malattia. Ma oltre alla sostenibilità economica, c’è un’altra questione che preoccupa scienziati, medici e pazienti: per liberarsi dalla morsa di una patologia grave e dolorosa molti giovani potrebbero dover rinunciare a diventare genitori. Conciliare editing genetico e salute riproduttiva è possibile? (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)