Bio & biotech, un’alleanza possibile?

Lo sviluppo delle Tecniche di evoluzione assistita o Tea (CRISPR in testa) sta lentamente ridisegnando gli schieramenti in campo. Alcuni soggetti da sempre ostili agli OGM classici hanno deciso di aprire la porta alle opportunità offerte dalla “genetica green” di precisione (Coldiretti, ad esempio). Altri (per esempio Greenpeace, nonostante qualche isolata e coraggiosa avanguardia) hanno confermato un’opposizione di principio, persino nei casi in cui l’intervento è talmente leggero da rendere le piante concretamente indistinguibili da quelle sviluppate con tecniche convenzionali. Quanto alla galassia dell’agricoltura biologica appare ferma, eppure qualcosa si muove.

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Speranze, successi e timori dal mondo di CRISPR

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La notizia della settimana è sicuramente questa: la prima sperimentazione con il base editing (l’evoluzione di CRISPR che corregge le singole lettere senza recidere la doppia elica) ha centrato l’obiettivo di abbassare il colesterolo nei pazienti ma ha sollevato dubbi sui rischi (con due casi gravi di eventi avversi, tra cui un decesso), come riferisce Nature.

Ma consigliamo anche la lettura di altri due articoli. Nature Biotechnology fa il punto sugli esperimenti che utilizzano l’editing per eliminare dalle cellule i virus che riescono a nascondersi al sistema immunitario, come HIV ed epatite. Mentre Genetic Literacy Project pubblica un’analisi dei problemi che potrebbero azzoppare il nuovo regolamento sulle piante editate proposto dalla Commissione europea e ritardare (addirittura fino al 2030) l’arrivo sul mercato europeo dei primi prodotti.

Regole UE sulle nuove biotecnologie: i punti da chiarire

Fonte immagine Breakthrough Institute

La comunità scientifica ha salutato con grande favore la proposta di parziale deregolamentazione delle nuove biotecnologie avanzata dalla Commissione europea lo scorso luglio. Purtroppo l’iter legislativo non potrà compiere significativi passi in avanti prima della prossima legislatura, che si aprirà con le elezioni europee del giugno 2024. Ma questo tempo non andrà sprecato se servirà a sciogliere i nodi del testo che meritano un supplemento di riflessione e a mettere a punto qualche emendamento chiarificatore. Il diavolo è nei dettagli: dalle soglie proposte per delimitare gli interventi ammissibili sul genoma alle incognite relative alla coesistenza con il biologico, senza dimenticare lo stigma nei confronti degli erbicidi. Per passare in rassegna le questioni ancora irrisolte abbiamo chiesto aiuto a Roberto Defez, biotecnologo del CNR di Napoli. [Continua su Agriscienza]

Nuove biotecnologie per l’agricoltura

Il 20 ottobre alle ore 18 “Agricoltura, alimentazione e nuove biotecnologie”, a Cento (Ferrara). Introduce e modera Anna MELDOLESI (Università di Bologna, Corriere della Sera, Le Scienze), intervengono Roberto DEFEZ (Istituto di Bioscienze e Biorisorse CNR di Napoli), Roberto TUBEROSA (Università di Bologna), Paolo BORGHI (Università di Ferrara), Valtiero MAZZOTTI (Direttore Assessorato Agricoltura, caccia e pesca Regione Emilia Romagna), Paolo DE CASTRO (Università di Bologna, Eurodeputato)

NGT/TEA: dite la vostra sulla proposta UE

La Commissione Europea sta raccogliendo commenti sulla proposta di regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT) presentata il 5 luglio. In questa pagina ci sono tutti i documenti utili a farsi un’opinione: dai criteri per stabilire quando una pianta NTG (in Italia si usa anche la sigla TEA, Tecniche di evoluzione assistita) è equiparabile a una pianta convenzionale, fino ai calcoli sui costi della coesistenza per i produttori del biologico (si veda in particolare l’Impact assessment report). I feedback ricevuti durante il periodo di consultazione (8 settimane, estendibili) saranno riassunti dalla Commissione europea e presentati al Parlamento europeo e al Consiglio con l’obiettivo di alimentare il dibattito legislativo. In generale, CRISPeR Mania apprezza la proposta di regolamento, soprattutto per l’attenzione rivolta ai benefici promessi dalle nuove tecniche genomiche in termini di sostenibilità ambientale.

Radio3Scienza su TEA e OGM

Conduce Francesca Buoninconti, ospiti Anna Meldolesi, Donatello Sandroni e Alberto Grandi. Trenta minuti di buon approfondimento, dedicati al via libera delle sperimentazioni in campo in Italia, alla nuova proposta di regolamento della Commissione europea e alla differenza tra le nuove tecniche di precisione (come CRISPR) e gli OGM.

TEA/NGT: la conferenza stampa a Bruxelles

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Si è conclusa la conferenza stampa di presentazione della proposta di regolamento per le piante migliorate con le Nuove tecniche genomiche, note in Italia come Tecniche di evoluzione assistita. Qui avevamo anticipato alcune indiscrezioni. Qui la pagina ufficiale con i documenti, le Faq, il comunicato stampa.

TEA Confidential: la proposta UE è trapelata

La proposta della Commissione europea sull’alleggerimento normativo per le Nuove tecniche genomiche (quelle che in Italia vengono chiamate TEA) dovrebbe essere presentata il 5 luglio, ma qualcuno ha diffuso online il documento riservato. In breve, se la modificazione avrebbe potuto essere ottenuta anche naturalmente o con metodi convenzionali, e la pianta presenta lo stesso profilo di rischio della controparte convenzionale, dovrebbe essere trattata in modo simile alle piante convenzionali e diversamente dagli OGM (non richiederebbe autorizzazione, valutazione del rischio, tracciabilità, etichettatura secondo le regole in vigore per gli OGM, ma verrebbe inserita in un registro per la trasparenza). Per le piante in cui l’editing o la cisgenesi abbiano portato a risultati diversi da quelli convenzionali, valgono le attuali regole sugli OGM. Qui potete leggere la ricostruzione di Genetic Literacy Project. Qui la mia spiegazione sulle differenze tra le Nuove tecniche genomiche e gli OGM.

PS Ci sono due particolari degni di nota per quanto riguarda l’attenzione ai timori espressi da associazioni ambientaliste e produttori biologici. Primo, le piante resistenti agli erbicidi (anche se TEA) continuerebbero a essere regolamentate come OGM. Secondo: l’agricoltura organica potrebbe restare TEA-free grazie all’etichettatura presente nelle sementi.

Nuove strategie CRISPR senza OGM

La pratica degli innesti è antichissima, ne scriveva già Catone il censore oltre duemila anni fa. Le forbici genetiche CRISPR/Cas9 (abbreviate in CRISPR) invece sono un’invenzione giovane, che apre una porta sul futuro. Dall’incontro tra le due tecniche potrebbe sbocciare la soluzione a un problema cruciale, da cui dipende l’accettazione pubblica della più importante delle Tecnologie di evoluzione assistita: come ottenere facilmente piante geneticamente corrette (in gergo si dice editate) e al tempo stesso ripulite da ogni traccia di DNA estraneo, che possano essere considerate e regolamentate in modo diverso dagli OGM. (Continua su AgriScienza)

Tea, editing, cisgenesi: una mappa per orientarsi

Grande è la confusione sotto il cielo delle nuove biotecnologie. A giudicare dal dibattito italiano sull’innovazione genetica in agricoltura, sembra che non si sappia più come chiamare cosa. Siamo in attesa che il 5 luglio la Commissione Europea presenti la sua proposta di regolamentazione delle “nuove tecniche genomiche” (NTG). Ma nel frattempo il 9 giugno il Parlamento italiano ha approvato una norma favorevole alla sperimentazione con le “tecniche di evoluzione assistita” (TEA), che sono la stessa cosa. Se però si legge l’articolo in questione (è il 9 bis del decreto legge sulla siccità) questa espressione non c’è: si parla invece di emissione deliberata nell’ambiente a fini sperimentali di “organismi prodotti con tecniche di editing genomico mediante mutagenesi sito-diretta o di cisgenesi”. [Continua su Le Scienze]