
Il destino delle nuove tecnologie è condizionato dalla loro accettazione sociale. Ha senso, dunque, chiedersi se la metafora dell’editing possa far apparire la nuova tecnica di modificazione genetica CRISPR più rassicurante dei vecchi approcci, facilitandone l’adozione. Alcuni bioeticisti hanno considerato questa idea tanto plausibile da scriverne sull’American Journal of Bioethics, ma si tratta di un’ipotesi ancora tutta da verificare dati alla mano. Un contributo concreto al dibattito arriva ora da uno studio pubblicato su Frontiers in Public Health, secondo cui questo tipo di metafore avrebbe uno scarso impatto sulla percezione pubblica. Continua a leggere



Tripletta di notizie impreviste (e imprevedibili) questa settimana. Lo storico della medicina Nathaniel Comfort ha stroncato su 

L’idea di base è semplice e ambiziosa: curare un numero crescente di malattie correggendo i difetti genetici che le causano. Dopo anni di tentativi, aggiustamenti, ripartenze, nel campo della terapia genica si respira decisamente aria di ottimismo. L’istituto dedicato del
L’incipit di Andrea Capocci: “La narrazione in diretta di una rivoluzione è da sempre appassionante, come dimostra anche l’iniziativa del Manifesto sul centenario della rivoluzione russa. Malgrado si parli di biochimica, anche il libro E l’uomo creò l’uomo della giornalista Anna Meldolesi, rientra nello stesso filone letterario”. Il testo completo sul sito del
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