Torino, Salone internazionale del libro, domenica 21 maggioCRISPR in tour
Torino, Salone internazionale del libro, domenica 21 maggio
Torino, Salone internazionale del libro, domenica 21 maggio![]()
Roberto Defez, sul blog della Fondazione Umberto Veronesi:
Sul quotidiano Repubblica del 12 maggio scorso, viene pubblicato un articolo a firma Elena Dusi in cui l’autrice racconta di aver prodotto un batterio Ogm usando un kit acquistato in rete. Oltre all’articolo c’è anche un video che accompagna il testo nella sua versione on line. La giornalista ordina un set analogo a quello che una volta era «Il piccolo chimico», un gioco per ragazzi, e quindi spiega la sua esperienza. Decide di portare il pacco in un vero laboratorio di ricerca all’Università di Tor Vergata (Roma) e di farsi aiutare dai ricercatori a decifrare le istruzioni che le consentano di condurre l’esperimento progettato: cambiare una singola base, un singolo nucleotide, nel Dna di un batterio. In pratica si deve introdurre una singola mutazione in uno specifico gene tra le migliaia di geni del più comune tra i batteri di laboratorio: Escherichia coli. L’esperimento alla fine, tra molte difficoltà, riesce e l’autrice riesce ad ottenere la mutazione ricercata. Anche se tra mille dubbi e perplessità e nonostante i tanti aiuti. Resta il dubbio di capire perché fare tutto questo. Di certo non era per fare pubblicità ad un kit commerciale venduto da una azienda statunitense. Sicuramente non era per mostrare che l’esperimento era facile da condurre visto che quasi non riusciva nonostante ci sia stato l’intervento di ricercatori esperti. (Continua qui)

Elena Dusi di Repubblica si è cimentata con l’editing genetico, utilizzando un kit per la modificazione fai-da-te importato dagli Stati Uniti e producendo batteri resistenti agli antibiotici. E’ pericoloso? Trattandosi di ceppi innocui di Escherichia coli, la risposta è negativa. Ma se i ceppi arrivati dagli Usa, insieme ai reagenti e alle istruzioni per l’esperimento, fossero stati contaminati con batteri patogeni? Il dibattito è aperto, ma qualche elemento per ragionare è già disponibile. Un incidente del genere può effettivamente verificarsi, e in realtà si è già verificato in Germania, come hanno comunicato le autorità tedesche il 24 marzo. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha effettuato un’analisi del rischio, pubblicando le sue conclusioni il 3 maggio.
Al Global Food Innovation Summit “Seeds & Chips” di Milano, l’ex chef e consulente della Casa Bianca Sam Kass ha fatto a Barack Obama la domanda che avremmo voluto fargli anche noi. Eccola, insieme alla risposta dell’ex Presidente americano. Il video completo è qui. Continua a leggere
Il video dell’incontro al Food & Science Festival di Mantova, con Antonio Pascale (7 maggio 2017)
La maggior parte degli abitanti del mondo mangia in media 50 piante di grano al giorno. Continuando con i ritmi attuali, la produttività di questo cereale non terrebbe il passo con la crescita demografica e l’evoluzione dei consumi. Per fortuna il grano conserva un potenziale biologico nascosto ancora da sfruttare e ci sono tecnologie emergenti che promettono di velocizzare il miglioramento genetico. A rendere ancora più eccitante la nuova stagione biotech è l’arrivo di CRISPR, la piattaforma tecnologica che consente di editare, ovvero di riscrivere, i genomi cambiando a piacimento la sequenza delle lettere. Abbiamo chiesto a Cristobal Uauy, project leader al John Innes Centre di Norwich in Gran Bretagna, di raccontarci le sfide e le speranze dei genetisti del grano alle prese con questa rivoluzione. Continua a leggere
Domenica 14 maggio, h. 15, all’Auditorium di Roma, in compagnia del direttore di National Geographic Marco Cattaneo, Studio 3

Tornando a casa in treno dal Food & Science Festival di Mantova ho chiesto all’interprete della lingua dei segni Costanza Giuliani come si dice “CRISPR” ed “editing genomico”. Nel primo caso si segnano le lettere dell’acronimo, nel secondo si uniscono i segni che indicano il DNA e il cambiamento. Let’s watch the video!
Modificare il DNA in modo accurato, efficace ed economico. Da quando nel 1953 Watson e Crick descrissero la struttura a doppia elica dell’acido desossiribonucleico, questo è stato il sogno di ogni biologo molecolare. La svolta arriva nel 2012, quando un articolo pubblicato da Science afferma: “Il nostro studio evidenzia la possibilità di sfruttare il sistema per editare il genoma in modo RNA-programmabile”. Ciò che intendono Jennifer Doudna ed Emmanuel Charpentier, le due firmatarie dell’articolo, è che hanno messo a punto un metodo che permette di tagliare il DNA con una precisione che non ha precedenti nella storia delle biotecnologie. Il “sistema” si chiama CRISPR/Cas9, spesso abbreviato in CRISPR. Per Science è la “scoperta dell’anno 2015”, per i ricercatori di tutto il mondo una freccia importante da aggiungere al proprio arsenale metodologico. Ormai è certo, anche se non tutti lo sanno: siamo entrati nell’era dell’editing genomico. (Il testo completo dell’articolo di Danilo Zagaria è qui)