Stessa musica, cambia il volume. Così l’epi-editing regola i geni

Gli ultimi risultati del San Raffaele-Telethon dimostrano il grande potenziale degli editor che non modificano le sequenze del DNA ma soltanto l’intensità della loro espressione.

Immaginate le manopole di uno stereo, meglio ancora le leve sul pannello di controllo di un mixer audio. Per un’esecuzione ottimale della colonna sonora alcune frequenze devono sentirsi forte, altre piano. Il lavoro che fanno i tecnici del suono assomiglia a quello degli editor dell’epigenoma, che sciolgono o stringono le spire del DNA per rendere questo o quel tratto più o meno attivo, perché più o meno accessibile al macchinario di trascrizione cellulare. Questo approccio flessibile potrebbe superare alcuni dei limiti dell’editing genetico classico, riducendo i rischi di effetti indesiderati e allargando il ventaglio delle malattie trattabili. Una speranza in questo senso viene dagli esperimenti per il controllo del colesterolo del gruppo di Angelo Lombardo illustrati a Washington a maggio. [Il mio pezzo continua su Osservatorio Terapie Avanazate]

L’editing di nuova generazione, spiegato da Liu

Dalle prime idee sul base-editing abbozzate in uno scambio via email (2013) fino all’invenzione del prime-editing, che è un vero e proprio sistema “trova-e-sostituisci” per il DNA (2019), dal primo successo preclinico per la progeria (2021) fino alla recentissima autorizzazione della sperimentazione clinica per le coronopatie (2022). Non perdetevi questo aggiornatissimo video-racconto fatto dal mago dell’editing di nuova generazione David Liu per l’evento Life Itself della CNN.

Giornata dell’ambiente: precauzione o innovazione?

Siamo stretti fra la crisi climatica conclamata e una crisi alimentare incombente, tentati dalla psicologia dell’inazione, alle prese con la necessità di ripensare il rapporto fra precauzione e innovazione. I tempi sono maturi per una scienza più ambientalista e per un ambientalismo più scientifico? Sono questi i temi scelti da Anna Meldolesi e Chiara Lalli per il loro dialogo del 6 giugno per Pianeta 2030, anche in streaming.

CRISPR resetta i danni dell’alcol

Ubriacarsi, soprattutto durante l’adolescenza, può modificare la funzionalità di alcuni geni chiave e comportare conseguenze durature. Un esperimento sui ratti suggerisce che l’editing possa essere usato per azzerare questi cambiamenti che sono detti epigenetici e riguardano l’architettura del DNA anziché la sua sequenza. 

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Foto della settimana: i rettangoli di Collins

Francis Collins al 25° meeting annuale della società scientifica americana che riunisce gli specialisti di terapie geniche e cellulari (ASGCT)

“La vostra missione è far coincidere il rettangolo rosso con quello giallo”, esorta la slide mostrata da Francis Collins al meeting annuale dell’American Society of Gene & Cell Therapy che si tenuto nei giorni scorsi a Washington. Sono state identificate quasi 7.000 malattie genetiche (rettangolo giallo a destra), ma solo 500 circa (rettangolino rosso) ha una terapia. La gran parte non sono bersagli commercialmente sostenibili in un quadro for-profit e non troveranno una cura con le procedure attuali di editing genomico. Da qui la chiamata rivolta ai colleghi, affinché lavorino per rendere le terapie scalabili e per raggiungere un maggior numero di pazienti. “Abbiamo bisogno di un approccio trasformativo”. Per saperne di più, consigliamo il resoconto di Kevin Davies dell’applauditissima lezione tenuta dal genetista che ha guidato il Progetto Genoma Umano, poi è diventato direttore dei National Institutes of Health e ora è il consulente scientifico del Presidente Biden.

CRISPR dai Lincei: ecco i video

L’iniziativa destinata alle scuole superiori ha coinvolto i massimi esperti italiani di editing. Tre le sessioni, tutte disponibili qui: la prima di respiro generale, la seconda sulle applicazioni in medicina e la terza sulle applicazioni in campo vegetale. La lezione di Anna Meldolesi, su immagini e immaginario di CRISPR, conclude il video della prima sessione (min. 2.17- 2.47).

Il pesce zebra, CRISPR e Brenner

“Il progresso nella scienza è guidato da nuove tecnologie, nuove scoperte e nuove idee – in quest’ordine”. Lo ha detto uno dei più grandi biologi del secolo scorso, Sidney Brenner, e questa citazione mi è tornata in mente leggendo un curioso paper uscito recentemente su Nature.

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