Piante TEA: la versione del Parlamento UE

Non c’è dubbio che si tratti di una buona notizia: il 7 febbraio il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di regolamentazione della Commissione sulle Nuove Tecniche Genomiche (la sigla in inglese è NGT, ma in Italia sono spesso chiamate TEA, che sta per Tecniche di Evoluzione Assistita). Alcuni degli emendamenti approvati (in particolare quello sulle modificazioni genetiche ammesse) hanno l’effetto di migliorare il testo, altri rischiano di rappresentare un problema e dovrebbero essere riconsiderati durante il processo di triangolazione con gli Stati membri (in particolare quello sull’etichettatura di tutti i prodotti finali, anche se non contengono geni estranei). A seguire riportiamo i punti principali della posizione espressa in proposito il 14 febbraio dall’EPSO che riunisce gli scienziati europei.

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Il piccolo grande passo di Vittoria

Chi si ferma è perduto, perché alla fine è tutta una questione di evoluzione. Mutando, gli organismi possono riuscire a sopravvivere alle condizioni avverse. Cambiando approccio, la comunità scientifica può superare gli ostacoli tecnici. E quando nuovi problemi (i cambiamenti climatici, ad esempio) scalano la lista delle priorità, l’agenda politica può aggiornarsi di conseguenza (questo è il senso del comma favorevole alla ricerca scientifica approvato nel decreto siccità lo scorso giugno). Di fronte a questo panorama in evoluzione non è rimasta certo ferma Vittoria Brambilla, la genetista vegetale dell’Università di Milano che ha il merito di aver piantato una prima simbolica bandierina nel suolo lunare della burocrazia italiana in materia di sperimentazioni in campo con piante dal DNA ritoccato.

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Piante CRISPR, inizia l’avventura italiana

Una varietà di riso modificata con CRISPR/Cas9 potrebbe crescere in un campo sperimentale in Italia settentrionale questa primavera, in base alle nuove norme introdotte nel 2023. Un team dell’Università di Milano è stato infatti il primo gruppo di ricerca del Paese a presentare una domanda di autorizzazione sfruttando una modifica legislativa che ha semplificato le regole per le sperimentazioni sul campo di piante sviluppate con l’editing genomico o la cisgenesi. E con diversi altri gruppi che si preparano a presentare proposte di sperimentazione, potrebbe aprirsi presto una nuova stagione per la genetica agraria in Italia. [Continua a leggere su Nature Italy]

Prima notifica CRISPR in Italia!

Congratulazioni a Vittoria Brambilla dell’Università di Milano per il suo riso resistente al brusone, la prima pianta editata che si candida alla sperimentazione in campo nel nostro paese (ne ho scritto su Nature Italy)

Creato con NightCafe su input di Anna Meldolesi

Cara Europa ti scrivo – firmato Charpentier, Doudna e altri mille scienziati per le TEA

Cari membri del Parlamento europeo,

in questi tempi di crisi climatica, perdita di biodiversità e rinnovata insicurezza alimentare, un approccio scientifico e basato su prove è essenziale sotto ogni aspetto. Ora più che mai, dobbiamo elevarci al di sopra dell’ideologia e del dogmatismo. È per questo che noi sottoscritti ci rivolgiamo a voi e vi esortiamo a considerare attentamente i benefici dell’adozione delle Nuove Tecniche Genomiche (NGT) nelle vostre prossime decisioni parlamentari [Ndr In Italia si usa spesso la sigla TEA al posto di NGT]. Come cittadini preoccupati che credono nel potere della scienza di migliorare le nostre vite e il nostro rapporto con il pianeta, vi esortiamo a votare a favore delle NGT, allineando le vostre decisioni ai progressi della comprensione scientifica. La selezione convenzionale per le colture resistenti al clima (con l’incrocio di alcuni tratti, la successiva selezione e poi il reincrocio per eliminare i tratti indesiderati) richiede troppo tempo. Ci vogliono anni, persino decenni. Non abbiamo questo tempo in un’epoca di emergenza climatica.

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Bio & biotech, un’alleanza possibile?

Lo sviluppo delle Tecniche di evoluzione assistita o Tea (CRISPR in testa) sta lentamente ridisegnando gli schieramenti in campo. Alcuni soggetti da sempre ostili agli OGM classici hanno deciso di aprire la porta alle opportunità offerte dalla “genetica green” di precisione (Coldiretti, ad esempio). Altri (per esempio Greenpeace, nonostante qualche isolata e coraggiosa avanguardia) hanno confermato un’opposizione di principio, persino nei casi in cui l’intervento è talmente leggero da rendere le piante concretamente indistinguibili da quelle sviluppate con tecniche convenzionali. Quanto alla galassia dell’agricoltura biologica appare ferma, eppure qualcosa si muove.

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Speranze, successi e timori dal mondo di CRISPR

Credit Bing Image Creator

La notizia della settimana è sicuramente questa: la prima sperimentazione con il base editing (l’evoluzione di CRISPR che corregge le singole lettere senza recidere la doppia elica) ha centrato l’obiettivo di abbassare il colesterolo nei pazienti ma ha sollevato dubbi sui rischi (con due casi gravi di eventi avversi, tra cui un decesso), come riferisce Nature.

Ma consigliamo anche la lettura di altri due articoli. Nature Biotechnology fa il punto sugli esperimenti che utilizzano l’editing per eliminare dalle cellule i virus che riescono a nascondersi al sistema immunitario, come HIV ed epatite. Mentre Genetic Literacy Project pubblica un’analisi dei problemi che potrebbero azzoppare il nuovo regolamento sulle piante editate proposto dalla Commissione europea e ritardare (addirittura fino al 2030) l’arrivo sul mercato europeo dei primi prodotti.

Regole UE sulle nuove biotecnologie: i punti da chiarire

Fonte immagine Breakthrough Institute

La comunità scientifica ha salutato con grande favore la proposta di parziale deregolamentazione delle nuove biotecnologie avanzata dalla Commissione europea lo scorso luglio. Purtroppo l’iter legislativo non potrà compiere significativi passi in avanti prima della prossima legislatura, che si aprirà con le elezioni europee del giugno 2024. Ma questo tempo non andrà sprecato se servirà a sciogliere i nodi del testo che meritano un supplemento di riflessione e a mettere a punto qualche emendamento chiarificatore. Il diavolo è nei dettagli: dalle soglie proposte per delimitare gli interventi ammissibili sul genoma alle incognite relative alla coesistenza con il biologico, senza dimenticare lo stigma nei confronti degli erbicidi. Per passare in rassegna le questioni ancora irrisolte abbiamo chiesto aiuto a Roberto Defez, biotecnologo del CNR di Napoli. [Continua su Agriscienza]

Nuove biotecnologie per l’agricoltura

Il 20 ottobre alle ore 18 “Agricoltura, alimentazione e nuove biotecnologie”, a Cento (Ferrara). Introduce e modera Anna MELDOLESI (Università di Bologna, Corriere della Sera, Le Scienze), intervengono Roberto DEFEZ (Istituto di Bioscienze e Biorisorse CNR di Napoli), Roberto TUBEROSA (Università di Bologna), Paolo BORGHI (Università di Ferrara), Valtiero MAZZOTTI (Direttore Assessorato Agricoltura, caccia e pesca Regione Emilia Romagna), Paolo DE CASTRO (Università di Bologna, Eurodeputato)

La ricetta per il progresso genetico? Gioco di squadra e agronomia

Gli studi sui geni legati alla produttività sono sempre più numerosi, come si vede nel grafico qui sotto. Peccato che i successi ottenuti in laboratorio spesso deludano le aspettative nel mondo reale. Dare la caccia al singolo gene miracoloso evidentemente non basta, serve una visione agronomica e maggiore collaborazione tra competenze diverse. È questo il messaggio che un gruppo di autorevoli ricercatori – genetisti quantitativi, breeder, biologi evoluzionisti e plant scientist – ha affidato alle pagine di Nature in un commento provocatoriamente intitolato “La modificazione genetica può migliorare le rese, ma basta con le esagerazioni”. Ho chiesto un parere in merito a Luigi Cattivelli, che di formazione è agronomo ma dirige il Centro di ricerca genomica e bioinformatica del CREA e ha pubblicato da poco un libro intitolato “Pane nostro”. L’intervista, che spazia dall’importanza delle sperimentazioni in campo all’approccio emergente della selezione genomica, è disponibile su AgriScienza.