
per parlare di come si intrecciano la ricerca su CRISPR e quella sul COVID19


Gli organoidi sono abbozzi di organi in miniatura ottenuti in laboratorio coltivando cellule staminali e indirizzandole ad assumere l’identità cellulare desiderata. Negli ultimi 10 anni sono stati prodotti in questo modo mini-cervelli, mini-intestini, mini-reni e via continuando. Questi modelli sono estremamente semplificati e hanno le dimensioni di una lenticchia, ma si sono già rivelati utili per la ricerca di base, soprattutto in campi come lo sviluppo embrionale e l’oncologia. Un progetto di ricerca particolarmente estroso sta studiando l’effetto di alcune varianti geniche neandertaliane sul funzionamento di mini-cervelli sapiens. Ma cosa ci si può fare in virologia?
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Le piantine della varietà Sicilian Rouge sviluppate da una piccola società di Tokyo vengono distribuite gratis ai coltivatori amatoriali. Grazie a un taglio mirato sul DNA producono una maggior quantità di un amminoacido utile contro l’ipertensione.
Il debutto di CRISPR in campo agrario sta avvenendo in modalità slow. Non in una grande farm a coltivazione intensiva degli Stati Uniti, ma negli orti fai-da-te del Sol Levante. Le prime plantule di pomodoro geneticamente editate hanno iniziato a lasciare la Sanatech Seed di Tokyo ai primi di maggio, per essere recapitate gratuitamente agli oltre cinquemila cittadini che ne hanno fatto richiesta online.
Continua a leggereLa rivoluzione continua e dovevo tornare a raccontarla. Per questo è nata la nuova edizione accresciuta del mio libro, aggiornata al 2021 con tutte le novità e le tendenze in atto nel vorticoso mondo dell’editing. La consacrazione del Nobel, lo scandalo cinese, il primo successo terapeutico, l’arrivo di nuove varianti di CRISPR, i risultati scientifici più eclatanti degli ultimi anni, il debutto cinematografico dell’editing genomico.
La profezia contenuta nel titolo ormai si è avverata: l’uomo ha creato l’uomo. Ma nel frattempo CRISPR ha creato tantissime nuove conoscenze. E non mi stancherò mai di sottolineare che due donne crearono CRISPR. Dal 13 maggio in poi, in libreria e negli store online, cercate la copertina viola della nuova edizione, al posto di quella azzurra. Buona lettura!
La vincitrice del Nobel per la chimica del 2018 Frances Arnold intervista la Nobel per la chimica 2020 Jennifer Doudna. Non perdetevi lo scambio sugli ostacoli incontrati dalle ragazze che decidono di fare le scienziate, a partire dal minuto 19.25, e soprattutto la risata di Doudna al minuto 22.05. Nel resto della loro chiacchierata si parla di etica, del futuro della ricerca, dell’importanza della “chimica” umana nelle collaborazioni, e anche di come si concilia la ricerca di base in un laboratorio accademico con l’avvio di start-up per sviluppare applicazioni utili. CRISPR è un frutto inaspettato della ricerca mossa dalla curiosità, non il risultato di una ricerca finalizzata alle applicazioni. Eppure vale ciò che ama ripetere Arnold: “Non è utile finché nessuno lo usa”.
Ha dato il via il celebre fumettista americano Randall Munroe, con una vignetta ironica sulle tipologie esistenti di articoli scientifici (Types of scientific paper). Diversi scienziati, tra cui il pioniere dell’editing Fyodor Urnov, si sono divertiti a riadattare il cartoon al proprio campo disciplinare. Qui vedete “Types of genome editing paper” e “Types of CRISPR paper”. Ma facendo una ricerca su Twitter ne troverete molti altri (Types of bioethics/chemical biology/plant science/…).




L’atteso rapporto è arrivato, e auspica una revisione della normativa che regolamenta gli OGM per tenere conto degli avanzamenti tecnologici. Commenteremo il documento in questo blog dopo averlo studiato con attenzione. Intanto vogliamo fornire ai lettori di CRISPeR Mania il link per leggerlo.

Si fa presto a dire editing somatico. Le chance che CRISPR possa essere impiegata con successo in tessuti e organi malati per correggere i difetti genetici dipendono da molti fattori. Dal tipo di modifica che è necessario apportare al gene bersaglio, dalla variante di CRISPR usata per farlo, dagli stratagemmi impiegati per portare il sistema dentro alle cellule, dal fatto che queste ultime possano essere prelevate (ex vivo) o debbano essere trattate dentro al corpo del paziente (in vivo). Lo scopo del Consorzio per l’editing genomico delle cellule somatiche (SCGE), creato dai National Institutes of Health americani, è migliorare l’efficienza e la sicurezza di tutti questi passaggi e disseminare le procedure migliori. (L’articolo continua su Osservatorio Terapie Avanzate)