CRISPR in aerosol contro i coronavirus

Quando è esplosa la pandemia, nel marzo del 2020, la comunità degli specialisti dell’editing genetico si è sentita chiamata all’azione. Jennifer Doudna ha convocato una riunione a Berkeley, nel suo Innovative Genomics Institute, proponendo dieci progetti di ricerca. Il suo storico rivale Feng Zhang, del Broad Institute, è stato esortato direttamente dal Consolato cinese di New York. Altri gruppi si sono messi al lavoro, da Stanford al Georgia Institute of Technology. Oltre un anno dopo, è tempo di fare il punto sui risultati ottenuti. In aggiunta ai test diagnostici basati su CRISPR, messi a punto dalle company vicine ai due pionieri dell’editing, è in arrivo qualche nuova strategia antivirale? (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)

L’era d.C. della diagnostica (dopo CRISPR e dopo COVID)

La pandemia ha dimostrato che i classici tamponi basati sulla reazione a catena della polimerasi (PCR) non bastano più. Rappresentano il golden standard della diagnostica ma richiedono reagenti difficili da reperire durante un’emergenza globale come questa, macchinari costosi, competenze specialistiche e troppo tempo per l’esecuzione. Il futuro del settore diagnostico è nei test rapidi, possibilmente da fare anche a casa e auspicabilmente in multiplex. A che punto è la transizione? (Il mio articolo sul sito di Osservatorio Terapie Avanzate)

Via libera al primo CRISPR-test


Fra tutte le possibili applicazioni di CRISPR si pensava che il primo prodotto a uscire dai laboratori per entrare nel mondo reale sarebbe stata una pianta. In effetti il debutto del mais waxy di Corteva è atteso entro il 2020. La pandemia però ha premuto sull’acceleratore del filone diagnostico, che ora può vantare il primo test basato su CRISPR approvato dalla Food and Drug Administration. A tagliare per prima il traguardo è stata la company fondata dal pioniere di CRISPR Feng Zhang, la Sherlock Biosciences. Per saperne di più suggeriamo i seguenti link: il comunicato stampa che annuncia l’autorizzazione e l’articolo del New York Times pubblicato pochi giorni prima del via libera.