
Simona Regina dialoga con Vittoria Brambilla e Anna Meldolesi sulla prima sperimentazione italiana in campo con una pianta CRISPR. Ecco il link per ascoltarci!

Simona Regina dialoga con Vittoria Brambilla e Anna Meldolesi sulla prima sperimentazione italiana in campo con una pianta CRISPR. Ecco il link per ascoltarci!

Ci sono molte domande che mi piacerebbe fare al professor Chiarucci, ordinario di botanica ambientale all’Università di Bologna. Una è se sente aria di “greenlash”, ovvero se dopo l’onda verde del 2019 è iniziata una fase contraria, come qualcuno ha ipotizzato quando sono esplose le proteste degli agricoltori contro le politiche ambientali di Bruxelles. Un’altra domanda riguarda il salvataggio genetico delle specie a rischio come il castagno americano, funzionalmente estinto a causa di un fungo arrivato dall’oriente. Questi alberi con grande valore simbolico oltre che ecologico potrebbero essere reintrodotti con una piccola correzione genetica che li rende resistenti. In alternativa possiamo rassegnarci a foreste in cui non svettano più. Sarebbe preferibile il primo scenario o il secondo? Quale dei due è più “naturale”?

Bollati Boringhieri mi ha fatto l’onore immeritato di inserire una mia citazione sulla quarta di copertina del libro più bello dell’anno, insieme alle citazioni dell’inventrice di CRISPR Jennifer Doudna e di Bill Gates. La scienziata dei vaccini a mRNA, Katalin Karikó, racconta finalmente la sua incredibile vita ai lettori italiani in questa autobiografia fresca di stampa. Potete trovare la mia recensione al libro su Le Scienze di aprile, e rileggere ciò che avevamo scritto di lei qui sul blog all’indomani del Nobel.

Il Premio Giornalistico Categoria Stampa e Web è stato assegnato quest’anno ad Anna Meldolesi per l’ampio approfondimento “Fare luce sul genoma oscuro” pubblicato su Le Scienze. Negli articoli che lo compongono viene raccontato lo sforzo in corso per scoprire la funzione dei tanti geni che costituiscono il “dark genome”, nella speranza di individuare nuovi bersagli terapeutici. La giornalista è stata accompagnata sul palco dal Direttore di Le Scienze, Marco Cattaneo. Ad assegnare il Premio ad Anna Meldolesi è stata Anna Maria Zaccheddu, divulgatrice scientifica dell’Ufficio Comunicazione della Fondazione Telethon, membro della Giuria. La Fondazione Telethon è tra i promotori del Premio fin dalla prima edizione.

Il 20 ottobre alle ore 18 “Agricoltura, alimentazione e nuove biotecnologie”, a Cento (Ferrara). Introduce e modera Anna MELDOLESI (Università di Bologna, Corriere della Sera, Le Scienze), intervengono Roberto DEFEZ (Istituto di Bioscienze e Biorisorse CNR di Napoli), Roberto TUBEROSA (Università di Bologna), Paolo BORGHI (Università di Ferrara), Valtiero MAZZOTTI (Direttore Assessorato Agricoltura, caccia e pesca Regione Emilia Romagna), Paolo DE CASTRO (Università di Bologna, Eurodeputato)

Conduce Francesca Buoninconti, ospiti Anna Meldolesi, Donatello Sandroni e Alberto Grandi. Trenta minuti di buon approfondimento, dedicati al via libera delle sperimentazioni in campo in Italia, alla nuova proposta di regolamento della Commissione europea e alla differenza tra le nuove tecniche di precisione (come CRISPR) e gli OGM.

Dottoressa Meldolesi, nelle biotecnologie sta avvenendo una rivoluzione silenziosa?
Credo di sì. La bioeticista Alta Charo dice che ci si accorge delle rivoluzioni solo dopo che si sono verificate. Certo, da quando undici anni fa è stato pubblicato il primo studio su CRISPR se ne è parlato, e non poco. D’altronde, si tratta di una tecnologia così precisa, versatile e accessibile da consentirci di intervenire potenzialmente sul DNA di qualsiasi organismo: dai batteri agli esseri umani. Oggi però l’attenzione sembra essere un po’ scemata, ma al contempo proprio ora stanno arrivando risultati sempre più rilevanti. [L’intervista firmata da Riccardo Maggiolo continua su huffingtonpost.it]


