Due Punti ha debuttato venerdì 29 aprile su 7-Sette, il magazine del Corriere della Sera. Chiara Lalli la conosco dal 2002, credo. Sono stati gli OGM a farci incontrare. Nel frattempo abbiamo scritto entrambe di aborto (con sensibilità molto diverse), di ricerca scientifica (più io), di bioetica (più lei).
Quando partecipo alle iniziative sull’editing in agricoltura mi viene chiesto quasi sempre qual è il modo migliore per impostare la comunicazione sulle biotecnologie di nuova generazione e come evitare gli errori commessi in passato con gli OGM. Diciamo subito che non esistono ricette facili e universalmente condivise, ma esistono diversi fattori di cui è assolutamente necessario tenere conto.
Il 28 aprile su Rai Tre alle 15.15 circa e su Rai Storia alle 17.50 va in onda la replica della puntata su CRISPR della trasmissione Maestri, condotta da Edoardo Camurri.
La copertina del CRISPR Journal di aprile è dedicata alla possibilità di editare il genoma dei gatti per evitare reazioni allergiche ai loro compagni umani. L’articolo a cui si riferisce è firmato da ricercatori della company americana InBio. Si tratta di un’analisi bioinformatica sul genoma di felini domestici ed esotici, focalizzata sull’allergene Fel d1.
Lo scoop è stato messo a segno ancora una volta da Antonio Regalado. Il giornalista della MIT Technology Review è stato il primo a dare la notizia della liberazione di He Jiankui, noto anche con la sigla JK. Contattato al telefono, lo scienziato si è limitato a rispondere “non è il caso di parlare adesso” e ha riagganciato. Ma i media difficilmente si accontenteranno di questo no-comment e la comunità scientifica segue gli sviluppi con apprensione. Nel novembre del 2018 era stato sempre Regalado a sganciare la breaking news, alla vigilia del secondo Summit Internazionale sull’Editing del Genoma Umano, con un pezzo intitolato “Scienziati cinesi stanno creando bambini CRISPR”. (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)
Il consorzio T2T ha completato il lavoro: abbiamo finalmente una sequenza completa e corretta, che fa luce sull’8% del genoma mancante o mal sequenziato dal Progetto Genoma Umano. Disporre di una sequenza di riferimento senza lacune e senza errori servirà anche all’editing genomico. Per saperne di più, qui c’è il pezzo che ho scritto per il Corriere della sera e qui l’intervista che ho fatto per Le Scienze a uno dei bioinformatici del progetto T2T, Giulio Formenti.
Michele Mirabella e Benedetta Rinaldi intervistano Anna Meldolesi
Il segreto di CRISPR è la sua guida di RNA. La complessità della specie umana è dovuta alla fine regolazione dei suoi geni classici (quelli che codificano per proteine), affidata a una miriade di RNA regolatori che non vengono tradotti in prodotti proteici. L’arma più potente contro il Covid sono stati i vaccini a RNA, e tante altre possibili applicazioni di questo acido nucleico sono allo studio. Ne avaveo già scritto per il Corriere Innovazione e per 7-Sette. Ieri ne ho parlato su Rai3 ad Elisir (la puntata è visibile su Raiplay, il mio segmento è nei primi dieci minuti della trasmisione).
Il biologo molecolare evoluzionista Eugene Koonin è di origine russa. Kira Makarova (alla sua destra) è originaria dell’Estonia. Insieme nel 2002 hanno identificato la regione genetica CRISPR-Cas. (Foto di Yuri I. Wolf )
Eugene Koonin è uno dei pionieri di CRISPR e continua a lavorare sui sistemi di difesa microbici al National Center for Biotechnology Information (NCBI-NIH). Chi vuole può apprezzare l’importanza del suo contributo leggendo il profilo che gli ha dedicato la rivista PNAS. Nato e cresciuto a Mosca, si è trasferito negli Usa poche settimane prima che l’Urss si dissolvesse nel 1991.
Alla fine di febbraio si è dimesso dall’Accademia delle scienze russa, dopo aver chiesto invano che prendessero ufficialmente le distanze dalla guerra contro l’Ucraina. Koonin ha spiegato le ragioni del suo gesto in un articolo pubblicato su EMBO Reports con il titolo “Scienza in tempo di guerra. Opporsi all’aggressione russa e sostenere gli scienziati russi”.