La gemella cattiva di Doudna su Netflix

Ho visto la prima stagione di Biohacker, la serie Netflix che narra un’oscura trama a tema biotech. Cercherò di limitare al massimo gli spoiler, per non rovinarvi i colpi di scena di queste sei puntate. Quello che mi interessa, più che altro, sono i personaggi: cosa ci dicono sull’evoluzione dell’immaginario? Quanto c’è di fresco e quanto di scontato nel modo in cui viene raccontata la ricerca nelle scienze della vita?

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CRISPR & società: riparte il dialogo

Dopo aver fatto tappa a Berkeley, Boston e Wageningen, quest’anno le Conversazioni su scienza, società e futuro dell’editing genomico adottano la modalità virtuale. Si comincia il primo settembre con un panel sul giornalismo: quali storie, le storie di chi e perché? Ne discutono: Tamar Haspel (Washington Post), Antonio Regalado (MIT Technology Review), Elliot Kirschner (Executive Producer, Human Nature and the Wonder Collaborative). Modera Ting Wu (Harvard Medical School).

CRISPR su Instagram

Instagram è un social iper-visivo, con un linguaggio e un ritmo molto veloci. Non ero sicura che fosse adatto a raccontare un tema complicato come CRISPR. Ma dopo aver dedicato a questa tecnologia un libro, svariati long-reading, molti articoli e moltissimi post ho voluto provare anche Instagram. Continua a leggere

DNA REVOLUTION SU RAI2

Nella puntata disponibile su RaiPlay anche un ricco approfondimento sulla terapia anticancro CAR-T e molti spezzoni del bellissimo documentario d’autore Human Nature, che racconta la scoperta e la posta in gioco di CRISPR e molto altro ancora.

CRISPR per i giornalisti

Il 5 dicembre a Roma, al Media Tutorial dell’Osservatorio Terapie Avanzate valido per la Formazione continua dei giornalisti, ci saranno leading scientist e specialisti della comunicazione biomedica per parlare di terapia genica, terapia cellulare, ingegneria tissutale, organoidi, editing genomico, CAR-T. Il mio intervento sarà sul Brave New Journalism, ovvero su memi e tic del giornalismo nelle scienze della vita, da Dolly a CRISPR.

I picchi di Twitter e i sentimenti per CRISPR

Gli entusiasmi della prima ora iniziano a raffreddarsi un pochino, a giudicare dalla prima analisi dei cinguettii su CRISPR che sono risuonati su Twitter negli ultimi anni. E fin qui non c’è niente di strano, un certo décalage anzi era prevedibile e fisiologico. Ma qualche sorpresa c’è, nello studio pubblicato da autori svizzeri su bioRxiv.

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La serie Netflix su CRISPR, vista per voi

Ho visto Unnatural Selection, la docuserie in quattro puntate sull’editing genomico e il mio consiglio è: guardatela. Perché insieme alle cose pessime ne contiene di buone. E perché la stanno guardando in tanti su Netflix, dunque è destinata a influenzare la percezione pubblica delle biotecnologie di nuova generazione. Tre aggettivi per descriverla: sensazionalistica, confusa, a tratti molto interessante.

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Eppur si muove. Il dibattito che vorrei su CRISPR in agricoltura

Pochi giorni fa ho partecipato alla tavola rotonda sull’editing genomico organizzata da Confagricoltura al CicapFest. L’appuntamento è arrivato pochi giorni dopo le aperture sull’uso delle biotecnologie in agricoltura del Ministro Bellanova (che si è detta favorevole a riaprire il dibattito sugli Ogm) e del presidente di Coldiretti Ettore Prandini (che l’ha esortata a lavorare in sede europea a favore dell’editing genomico). Qui metto nero su bianco alcuni dei concetti che ho espresso dialogando con il genetista Michele Morgante, l’agronoma-imprenditrice Deborah Piovan, la moderatrice Beatrice Mautino e il pubblico di Padova, nella speranza che possano illuminare alcuni punti cruciali.

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