Amare le piante, la scienza, la vita

“Dagli esordi nella genetica della fioritura alla svolta applicativa sulla resistenza al brusone. Dalla festosa inaugurazione della prima sperimentazione in campo alla sua distruzione a opera di ignoti vandali. La speranza verde è un saggio autobiografico in cui divulgazione e passione civile si incontrano, a tratti, con la scrittura creativa. Per esempio nel dialogo immaginario tra i maldestri attivisti persi nella risaia, che riesce a trasformare lo sdegno in risate (non preoccupatevi per le povere piantine, c’è il lieto fine)”, scrivo nella mia recensione sul numero di settembre di Le Scienze. Con la convinzione che il libro di Vittoria Brambilla e Fabio Fornara abbia molto da dire sia agli appassionati di biotecnologie che ai dubbiosi: “A lettura ultimata entrambi scopriranno di aver imparato molto senza annoiarsi mai (e forse anche di essersi affezionati a una coppia di scienziati speciali)”.   

La rivoluzione dell’RNA e i suoi protagonisti dimenticati

La ricerca è solita concentrarsi su poche specie modello ma la storia e questo libro insegnano che i progressi decisivi possono arrivare da organismi bizzarri e sottovalutati [la mia recensione è online su Osservatorio Terapie Avanzate]

Make People Better, il film sullo scandalo cinese

Peccato. Le vicende dello spregiudicato ricercatore che ha messo al mondo i primi esseri umani geneticamente modificati hanno una portata storica ma sembrano destinate a restare prigioniere di una narrazione parziale. Speravo di trovare qualche spunto e qualche risposta in più sull’affair He Jiankui nel film-documentario del 2022 “Make people better” diretto da Cody Sheehy, ma ora che sono finalmente riuscita a vederlo devo confessare un po’ di delusione. L’impressione è di trovarsi davanti a un lavoro di bricolage eseguito con alcuni elemento di pregio e troppi materiali reperiti un po’ a caso. Va detto che il compito era difficile, per almeno due ragioni.

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L’arte di imparare dai microbi

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di Antonio Polito

Ve la ricordate Dolly, la pecora clonata vent’anni fa? Andai anch’io in pellegrinaggio a visitarla nella sua prigione dorata del Roslin Institute, a pochi chilometri da Edimburgo. E come pletore di cronisti prima di me discussi preoccupato con il “padre”, lo scienziato Ian Wilmut, le implicazioni pratiche ed etiche di quella svolta che allora ci sembravano enormi. I media fremevano di ammirazione e di indignazione: ora cloneranno l’uomo? E sarà un bene o un male? Ci siamo messi a giocare con Dio? Continua a leggere