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Informazioni su Anna Meldolesi

science writer

Metapolemiche sui metalupi

I metalupi “geneticamente resuscitati” dall’azienda statunitense Colossal hanno fatto sgranare gli occhi a mezzo mondo con la loro bellezza ma hanno anche scandalizzato molti commentatori. Tra questi: i fustigatori del sensazionalismo mediatico, i puristi della scienza fatta come peer-review comanda (quella che procede con le pubblicazioni ufficiali anziché con i video su youtube) e i naturalisti che combattono ogni giorno con la scarsità dei fondi disponibili per salvare le specie messe a rischio dal sovrasfruttamento del pianeta e dai cambiamenti climatici. Ciascuno ha le sue buone ragioni, per carità. Salvo il fatto che la valanga di puntualizzazioni rischia di far perdere di vista i fatti.

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Oscar della scienza: Jodie Foster spiega l’editing dei geni e altre chicche

David Liu, l’inventore dei modelli avanzati di CRISPR, ha ricevuto il Breakthrough Prize dalle mani di Jodie Foster e Lily Collins (Emily in Paris), ma la più applaudita è stata la giovane paziente Alyssa Tapley (qui in mezzo alle due star). Lo show per l’assegnazione del premio (più ricco e glamorous dei Nobel) è andato in scena il 12 aprile a Santa Monica, davanti a una folta platea di stelle del cinema e della tecnofinanza. Un modello di comunicazione-spettacolo che non sembra replicabile in Europa, ma merita di essere approfondito (ne ho scritto per Osservatorio Terapie Avanzate) e visto (qui la serata completa, qui la parte dedicata all’editing).

Il pangenoma dell’agrobiodiversità

Confrontare le specie coltivate di uso comune e le varietà indigene è una strategia vincente per capire come rendere le prime più resistenti e le seconde più produttive

Pomodori e patate li conoscete tutti. Le melanzane africane forse no, ma quando sono mature si tingono di rosso proprio come i pomodori. Il lulo, dal canto suo, è un frutto arancione con sentori agrumati, per questo in Ecuador lo chiamano naranjilla, ovvero piccola arancia. Il pepino delle Ande, invece, ha una polpa succosa che lo fa somigliare a un melone. Cambiano dimensioni, colori, sapori ma tutte queste piante appartengono allo stesso gruppo tassonomico e rappresentano alcune delle specie sequenziate per produrre una ricca collezione di genomi imparentati, degna di nota perché ha l’ambizione di abbracciare l’intero genere di appartenenza (Solanum).

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CRISPR news: un tris di prime volte

Sono tanti i lavori interessanti usciti di recente, ecco le nostre tre segnalazioni. Riguardano un trial innovativo di terapia genica, un nuovo approccio sperimentale per l’oncologia e l’invenzione di nuovi strumenti per mappare le reti di regolazione genetica.

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L’RNA censurato? Speriamo sia un equivoco

fonte: Nature Biotechnology

Gira voce che l’RNA sia caduto politicamente in disgrazia, presumibilmente in quanto molecola chiave per i vaccini di nuova generazione che hanno debuttato contro il Covid, dunque simbolo sgradito all’amministrazione USA ai tempi di Robert F. Kennedy Jr. e Donald Trump. Secondo indiscrezioni ai ricercatori americani sarebbe stato consigliato di rimuovere, in particolare, i riferimenti all’RNA messaggero dai progetti di ricerca che competono per i finanziamenti pubblici.

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Ignoranza e cesoie

Vi ricordate gli attivisti che buttavano la passata di pomodoro sui capolavori  dell’arte? Certo che sì. Servizi sui Tg, sdegno corale, richieste di punizioni esemplari. Per fermarli è stata varata la legge numero 6 del 22 gennaio 2024 con le “Disposizioni sanzionatorie in materia di distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici”. Un’altra domanda: vi ricordate gli attivisti che hanno divelto reti di protezione, sradicato piante frutto della ricerca italiana, sabotato sperimentazioni progettate per rendere l’agricoltura più sostenibile? Probabilmente no, perché hanno agito di notte col passamontagna. E perché sia i media che la politica hanno speso ben poche parole quando questi episodi sono accaduti, nel giugno 2024 ai danni dell’Università di Milano e nel febbraio del 2025 ai danni dell’ateneo di Verona.

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Towana festeggia tre mesi con un rene di maiale

La sua storia l’avevamo raccontata qui, quando aveva superato la boa dei due mesi di sopravvivenza dopo lo xenotrapianto effettuato all’NYU Langone Health. Nel frattempo è trascorso un altro mese e il team dell’ospedale ha festeggiato la sua coraggiosa paziente. Towana Looney dice di sentirsi bene e di aver riconquistato una vita “normale”. “Nessuno mi credeva”, ha detto. “Voglio che le informazioni sugli xenotrapianti si diffondano. Non abbiate paura. E se potete avere questa chance, prendetela”.